Affitto ex Optimes e nomine dei 'saggi' scuotono le giornate dell'Ateneo aquilano

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E' scontro all'Università de L'Aquila per l'affitto del capannone ex Optimes. Nei giorni scorsi il rettore ha annunciato di aver rescisso il contratto.

Ieri sull'argomento sono tornati i professori Sergio Tiberti (membro del consiglio di amministrazione dell'Universita' dell'Aquila), Marco Valente (del senato accademico), Pierluigi Beomonte Zobel (sempre del Cda dell'Università), Francesco Bizzarri (della Rsu universitarie) e Brunello Oliva (sempre Cda dell'Ateneo aquilano) . La prima questione sollevata dai docenti e rappresentanti universitari è stata quella sull'individuazione da parte del rettore del capannone ex Optimes per ospitare la Facoltà di Ingegneria.

«Come tutti gli enti pubblici - ha detto Tiberti - l'Università dell'Aquila, prima della stipula di qualsiasi contratto immobiliare avrebbe dovuto, obbligatoriamente, richiedere una valutazione all'Agenzia del territorio, già conosciuta come Ufficio tecnico erariale, per avere una stima valore effettivo dell'immobile. Questa valutazione non solo è stata richiesta il 24 luglio 2009, ovvero dopo la stipula del contratto, avvenuta il 15 dello stesso mese, - ha aggiunto Tiberti - ma è giunta un anno e mezzo dopo. Vorrei solo sottolineare che la richiesta avanzata per la valutazione per l'acquisto dell'immobile conosciuto come Reiss Romoli è invece giunta dopo appena un mese».

Effettuato senza gara e senza alcun confronto con le altre offerte avanzate da altri costruttori «il contratto», ha detto ancora Tiberti, «fu stilato sulla base di un versamento annuo di un canone di 1,9 milioni di euro più Iva, quindi circa 2,5 milioni».

Ma nei giorni scorsi, ha raccontato il rettore stesso, l'Agenzia del territorio ha depositato il parere, affermando che il prezzo per metro quadro doveva essere di 6,48 euro, di molto inferiore a quello pattuito: insomma l'Università ha versato più di quanto dovuto.

Per Tiberti, in pratica, in questa situazione «ci sono tutti gli elementi per innescare una indagine contabile per danno erariale, da cui possono anche derivare responsabilità penali. I contratti si possono sempre disdire ma esistono penali da pagare. La cosa, come docenti, ci preoccupa e molto, dal momento che l'Ateneo non naviga in buone acque, anche per la gestione delle risorse del Fondo di finanziamento ordinario».

Ma anche la nomina dei 12 saggi designati dallo stesso senato accademico per la riforma dello statuto, come previsto dalla riforma del ministro per l'Istruzione, Maria Stella Gelmini agita le ultime giornate dell'ateneo aquilano.

«Il senato accademico non ha potuto far altro che prendere atto e votare i nominativi 'suggeriti' dal rettore. Si tratta di una scelta non condivisa», ha spiegato il professore Marco Valenti che fa parte del senato accademico dell'Università dell'Aquila.

«La sensazione - ha concluso Valenti - è che con questa riforma dello statuto di Orio voglia garantirsi una proroga, a cui farebbe gioco peraltro la stessa legge Gelmini, del mandato da rettore, che quindi andrebbe a scadere a ottobre 2012».

«La commissione», replicano però i saggi, «non gode di assoluta discrezionalità nella scrittura delle modifiche statutarie giacché trova, proprio nella legge di riforma (come è fatto notorio), direttive e criteri molto stringenti (dal numero minimo di docenti per la costituzione di un dipartimento, alla composizione e alle funzioni di consiglio di amministrazione e senato)».

28/01/2011 8.24