Regalo del Canada post terremoto, studenti protestano. Adsu: «colpa burocrazia»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «E' la burocrazia a impedire l'apertura del centro polivalente realizzato dal governo canadese a Lenze di Coppito e inaugurato lo scorso ottobre».

Lo ha detto il commissario dell'Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell'Aquila, Francesco D'Ascanio, in merito alla querelle sulla struttura polivalente costruita con le donazioni del governo canadese (circa 3 milioni), inaugurato nei mesi scorsi ma poi chiuso.

La vicenda è stata denunciata anche da un gruppo di studenti che hanno scritto una lettera al Governo canadese.

«La struttura è stata inaugurata», scrivono gli studenti, «di conseguenza è ultimata, alla presenza di rappresentanti del vostro governo, dei nostri amministratori locali e di rappresentanti dei vertici dell’università. Il giorno dopo», raccontano ancora nella lettera, «l’inaugurazione è stata chiusa e attualmente è lì a giacere senza nessuna utilità. Vi scrivo semplicemente per informarvi di questo, ovvero del fatto che un regalo partito dal Canada e destinato non al Comune di L’Aquila, alla Regione Abruzzo o all’istituzione universitaria ma proprio agli studenti, è stato intercettato da non si sa bene chi e noi non ne stiamo usufruendo».

Per la questione burocratica, D'Ascanio chiama in causa il Comune dell'Aquila, per il fatto che una delibera dell'assessore al Bilancio Silvana Giangiuliani è ferma perché mancano i certificati di agibilità e i collaudi e il Dipartimento nazionale di protezione civile che come stazione appaltante doveva curare l'aspetto legato ai collaudi tecnici ed amministrativi.

Il centro comprende sale studio, una palestra e un bar: nel confermare l'interesse alla gestione, D'Ascanio spiega che «secondo il protocollo d'intesa sottoscritto da governo canadese, Adsu, Protezione civile e Comune dell'Aquila, quest'ultimo si è impegnato ad acquisire l'immobile una volta consegnato e a darlo in gestione in comodato d'uso per gratuito per 90 anni all'Adsu».

«A oggi - continua D'Ascanio - nonostante l'assessore Giangiuliani abbia predisposto l'acquisizione al patrimonio e il contestuale affidamento in comodato d'uso all'Adsu, la delibera é bloccata presso il Comune perché sprovvista dei prescritti requisiti di agibilità e collaudo tecnico-amministrativo». D'Ascanio spiega che «l'Adsu ha tutto l'interesse che il centro apra», sottolineando di aver incontrato «sindacati ed addetti ai bar, che aspettano questa struttura per riavviare lo stesso bar e recuperare livelli occupazionali».

«Si possono garantire entrate - ha concluso - con cui l'Adsu potrebbe pagare le spese dell'utenza e gestire le sale studio dando così un servizio importante nel cratere del terremoto».

27/01/2011 15.42