G8, «sesso e denaro per comprare i favori di Bertolaso»

Alessandro Biancardi

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PERUGIA. La Procura della Repubblica di Perugia ha notificato ieri l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a 22 indagati nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta sul G8 e sui cosiddetti "Grandi eventi".

Tra gli indagati, l'ex provveditore alle opere pubbliche Angelo Balducci, il suo successore Fabio De Santis (indagato anche nell'inchiesta pescarese della Mare-Monti), il funzionario Mauro Della Giovampaola, l'imprenditore romano Diego Anemone, il fratello Daniele Anemone, l'ex capo del dipartimento di protezione civile Guido Bertolaso, l'ex commissario per i mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi, l'architetto Angelo Zampolini, l'avvocato Edgardo Azzopardi, il commercialista Stefano Gazzani, il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro e il figlio Camillo.

E' stato proprio per il coinvolgimento nell'inchiesta del magistrato romano che il fascicolo sul G8 e i "Grandi eventi" e' passato alla procura di Perugia, competente a indagare sui colleghi romani.

Gli altri indagati dalla procura sono: Simone Rossetti, Emmanuel Giuseppe Messina, Pierfrancesco Murino, Ezio Maria Gruttadauria, Regina De Fatima Profeta, Marco Piunti, Maria Pia Forleo, Alida Lucci, Bruno Ciolfi e Francesco Alberto Covello. Tra i reati contestati, a vario titolo, corruzione in concorso, rivelazione di segreto di ufficio.

L'avviso di conclusione delle indagini e' l'atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

A Bertolaso (oggi in pensione) i pm contestano l'aver ricevuto «favori e utilità», fra i quali denaro e prestazioni sessuali, in cambio della concessione di appalti per il G8 alle ditte del costruttore Anemone.

Tra le utilità la procura inserisce l'appartamento in via Giulia, a Roma, pagato da Diego Anemone» dal gennaio 2003 all'aprile 2007», 50mila euro in contanti «consegnati brevi manu da Anemone il 23 settembre 2008», la «'disponibilità» al Salaria Village «di una donna di nome Monica allo scopo di fornire prestazioni di tipo sessuale».

Gli altri indagati devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere e sono accusati di essersi associati per commettere una serie indeterminata di reati di corruzione, abuso d'ufficio, rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento.

Secondo i pm avrebbero infatti costituito un «sodalizio stabile» che attraverso la messa a disposizione della funzione pubblica dei funzionari a favore degli imprenditori, in particolare Diego Anemone e le sue imprese, consentiva una gestione «pilotata e contraria alle regole di imparzialità ed efficienza della pubblica amministrazione delle aggiudicazioni e della attuazione degli appalti inerenti i Grandi eventi gestiti dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della presidenza del Consiglio».

Le persone alle quali e' stato notificato l'atto avranno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie e investigazioni difensive, produrre documenti, chiedere ai pm ulteriori atti d'indagine o presentarsi per rilasciare dichiarazioni o essere sottoposti a interrogatori.

A coordinare le indagini perugine sono stati i sostituti procuratori Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi.

27/01/2011 11.13