Ricostruzione post sisma: «in Giappone riconosciuta validità modello Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Chiodi:  «nostro lavoro apprezzato a livello internazionale».

L’Aquila protagonista a Tokyo. Al “34 Symposium on the Conservation and Restoration of Cultural Property – reconstruction process and culturale heritage”, svoltosi nella capitale giapponese, i monumenti aquilani danneggiati dal sisma del 2009 sono stati al centro dell'attenzione grazie alla presenza del vice Commissario per la Tutela del patrimonio culturale, Luciano Marchetti.

«E’ stata un’esperienza molto positiva - riferisce Marchetti - perché il seminario, organizzato dall’ufficio del governo giapponese che si occupa di cooperazione internazionale, è stato un momento di confronto con esperti di tutto il mondo su quale ricostruzione attuare per il patrimonio culturale. Tra i due filoni di pensiero - spiega meglio - quello di un ripristino tout court del manufatto, come è avvenuto per esempio a Dresda, oppure quello di un’integrazione che tenga conto di quanto resta, è prevalso il secondo, tanto più valido per gli interventi sul patrimonio culturale abruzzese danneggiato dal sisma del 2009».

«Una ricostruzione di questo genere naturalmente - osserva Marchetti - deve prevedere un'opera di messa in sicurezza come quella adottata per L'Aquila». 

«L'attenzione che ci è stata riservata in Giappone dimostra quanto la Ricostruzione dell'Aquila sia apprezzata a livello internazionale - è il commento del Commissario, Gianni Chiodi - Il Simposio di Tokyo è stato l'ulteriore conferma di come l'Abruzzo sia considerato un esempio da seguire ed un modello da adottare in caso di simili calamità naturali».

Ecco perché Marchetti in Oriente ha raccontato anche che all’Aquila «si è deciso di agire con urgenza, mettendo in sicurezza in modo esteso e rapido gli edifici del centro storico, per ripristinare la viabilità e l’accesso ad alcune delle zone danneggiate, per rendere percorribili gli spazi della città e consentire, in questo modo, agli abitanti di mantenere comunque un legame con la loro realtà».

Il Simposio si è chiuso con la promessa di un nuovo incontro con i luminari giapponesi da tenersi proprio nel capoluogo abruzzese.

Nel suo intervento, in quel di Tokyo, il vice Commissario Marchetti si è soffermato in particolare sulle nuove tecnologie  applicate: sistemi laser-scanner per i rilievi; cavi in acciaio con anima sintetica e manufatti in fibre ad alta resistenza e basso peso specifico per gli interventi veri e propri di messa in sicurezza.

Il rilievo laser, vista l’affidabilità, ha permesso di progettare fuori opera le strutture di puntellamento da realizzare con criteri di “prefabbricazione” e da porre in opera successivamente, come nella chiesa di Santa Maria del Suffragio all’Aquila, in modo da limitare al massimo il rischio dell’operatore, vista la difficoltà dell’intervento ed il perdurare degli eventi sismici.

«L'attenzione che ci è stata riservata in Giappone dimostra quanto la Ricostruzione dell'Aquila sia apprezzata a livello internazionale - è il commento del Commissario, Gianni Chiodi - Il Simposio di Tokyo è stato l'ulteriore conferma di come l'Abruzzo sia considerato un esempio da seguire ed un modello da adottare in caso di simili calamità naturali.  Ecco perché Marchetti in Oriente ha raccontato anche che all’Aquila "si è deciso di agire con urgenza, mettendo in sicurezza in modo esteso e rapido gli edifici del centro storico, per ripristinare la viabilità e l’accesso ad alcune delle zone danneggiate, per rendere percorribili gli spazi della città e consentire, in questo modo, agli abitanti di mantenere comunque un legame con la loro realtà».

27/01/2011 8.12