Isolatori sismici: 6 indagati per turbativa d'asta e frode. Ci sono Dolce e Calvi

Alessandro Biancardi

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Isolatori sismici: 6 indagati per turbativa d'asta e frode. Ci sono Dolce e Calvi

L'AQUILA. Altri avvisi di garanzia piombano sulla fase post terremoto che ha investito il capoluogo aquilano il 6 aprile del 2009. E la gestione della protezione civile.

La procura dell'Aquila ha indagato sei persone nell'ambito dell'inchiesta relativa agli isolatori sismici usati nella realizzazione dei circa 4.500 alloggi del progetto C.a.s.e, dove dopo il terremoto vivono oltre 15mila persone. L'ipotesi di reato contestata è quella di turbativa d'asta.

Della questione si è ampiamente parlato nei mesi scorsi proprio perchè era stato sollevato più di qualche dubbio sui sistemi di protezione cosiddetti 'a pendolo scorrevole' applicati ad ogni di singolo pilastro che consentono l'assorbimento delle scosse sismiche.

Della questione si era occupata anche Rainews che aveva realizzato una inchiesta giornalistica.

Mentre un campione degli isolatori della "Fip" è stato sottoposto a simulazioni avanzate in laboratori qualificati quali quelli dell'Università della California di San Diego, però, non sarebbe avvenuto lo stesso per quelli dell'"Alga". Questi isolatori hanno, infatti, superato un unico test. Quello previsto dalla nostra normativa antisismica (è il test definito di "eccitazione monodirezionale").
Solo in una seconda fase si sarebbe scoperto che questi stessi isolatori hanno un problema: «non possiedono, al contrario di quelli della "Fip", un meccanismo interno che li protegga dalla polvere, un agente atmosferico in grado di gripparne e annullarne il funzionamento».

GLI INDAGATI

Sotto inchiesta, tra gli altri, sono finiti due alti dirigenti della protezione civile nazionale, per i quali è ipotizzata anche la frode nella esecuzione di pubbliche forniture.

Sono Mauro Dolce - in qualità di responsabile unico del procedimento per il progetto C.a.s.e. per conto della protezione civile, e Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto C.a.s.e che recentemente ha querelato anche il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini che aveva lamentato scarsa trasparenza.

Coinvolti anche i rappresentanti legali delle ditte fornitrici che sono Alga Spa e Fip. Si tratta di Michel Bruno Dupety, presidente del consiglio d'amministrazione della Alga spa, Agostino Marioni, amministratore della stessa azienda, Donatella Chiarotto, presidente della Fip, e Mauro Scaramuzza, dirigente della stessa Fip.

L'inchiesta sull'appalto da 13 milioni di euro è scattata in seguito ad un esposto della Tis, una ditta esclusa dalla fornitura. Appena due giorni fa, la procura della Repubblica aveva smentito le indagini sui vertici della protezione civile nazionale facendo capire che l'inchiesta era ancora contro ignoti: poi, il 13 gennaio scorso il Pm Fabio Picuti ha chiesto l'incidente probatorio per chiarire tecnicamente la vicenda, di conseguenza ai 6 presunti responsabili è stata recapitata l'istanza e l'ufficializzazione della condizione di indagati.

Secondo la procura, la Alga spa avrebbe fornito 4896 isolatori privi, al momento della consegna, dei certificati di omologazione e qualificazione del servizio del consiglio superiore dei Lavori pubblici e delle protezioni da umidità e polvere. La Fip, invece, avrebbe fornito isolatori a pendolo privi di omologazione. Calvi e Dolce avrebbero omesso i controlli, nonostante la carenza della documentazione, e permesso il montaggio degli isolatori. Nella perizia il pm pone domande per conoscere l'esatta tipologia degli isolatori montati nelle piastre del progetto C.a.s.e.; quali materiali sono stati utilizzati per realizzarli e se sono idonei, alla luce della normativa vigente, allo scopo per cui sono stati predisposti. Da sottolineare che negli alloggi antisismici sono stati simulati forti terremoti con le prove che hanno dato esito positivo. Con la richiesta di incidente probatorio sono stati individuate anche le parti offese, ovvero Consiglio dei ministri, Protezione civile, Regione Abruzzo e Comune dell'Aquila.

Il Dipartimento della Protezione Civile, intanto ribadisce la sua fiducia «affinchè il procedimento giudiziario accerti quanto prima la verità dei fatti e l'estraneità dei professori Mauro Dolce e Gian Michele Calvi» alle contestazioni loro rivolte. Il Dipartimento della Protezione Civile ricorda che «i dispositivi installati al di sotto dei 4.449 appartamenti realizzati nell'ambito del Progetto Case, hanno superato tutti i collaudi previsti e hanno ottenuto nell'ottobre 2010 i certificati di omologazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Inoltre, tutti gli edifici del Progetto Case hanno ricevuto il certificato di collaudo statico. Pertanto - concluse la Protezione Civile -, sulla base degli elementi suddetti, il Dipartimento della Protezione Civile può rassicurare i cittadini aquilani sulla piena adeguatezza e conformita' alle norme tecniche di tutte le costruzioni del Progetto Case».

15/01/2011 15.19