Ricostruzione, la criminalità negli appalti privati. Controlli serrati

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Attenzione degli inquirenti ai massimi livelli sui controlli degli appalti della ristrutturazione degli alloggi che vengono gestiti direttamente dai cittadini.

Ieri il primo summit in prefettura al quale hanno partecipato il prefetto dell'Aquila, Giovanna Iurato, Bruno Frattasi, coordinatore del Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere del Ministero dell'Interno, il procuratore Alfredo Rossini e Olga Capasso, sostituto della Direzione Nazionale Antimafia, il Gico della Guardia di Finanza, i carabinieri del Reparto operativo, gli agenti del Servizio criminalita' organizzata della Questura dell'Aquila e gli agenti del Corpo Forestale dello Stato.

La richiesta di rendere più intensi i controlli era arrivata nei giorni scorsi dalla stessa Procura antimafia che sta portando avanti proprio in queste settimane filoni investigativi nei quali sarebbero emersi legami di amministratori di condomini e titolari di imprese edili con la criminalità organizzata.

Il regime di indennizzo dato ai fondi permette al cittadino di individuare e decidere tutta la filiera ricostruttiva: dalla impresa, al tecnico fino all'amministratore di condominio, senza alcun tipo di controllo. E dove manca il controllo le mani della malavita organizzata hanno ovviamente gioco facile. Così adesso la Procura distrettuale vuole verificare la correttezza e la trasparenza degli iter seguiti negli affidamenti di incarichi di condomini E, quelli inagibili, per accaparrarsi i quali in generale si è scatenata una guerra tra imprese, amministratori di condominio e progettisti.

Gli inquirenti avevano scritto a varie istituzioni interessate, tra il prefetto dell'Aquila, Giovanna Iurato, e il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, per porre all'attenzione la problematica del vuoto normativo proprio in riferimento ai controlli sugli appalti privati e la conseguente questione legata alla necessità di stabilire un sistema di monitoraggio per evitare che le mafie si infiltrino in questi affari milionari.

L'attenzione è ai massimi livelli soprattutto in seguito all'inchiesta sulla 'ndrangheta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha portato a sgominare la cosca Borghetto-Caridi-Zindato, con l'arresto di 34 persone.

Proprio grazie a quella indagine gli inquirenti sarebbero riusciti a recuperare tracce evidenti di infiltrazioni dell'organizzazione mafiosa calabrese negli appalti per la ricostruzione, anche con la creazione di imprese e con l'ausilio di collegamenti aquilani.

«Ci sono tanti problemi - ha spiegato ieri il prefetto Iurato – primo tra tutti quello logistico poiché dovremo trovare all'interno della stessa Prefettura le risorse dedicate e questa e' solo la prima fase. Siamo pronti, siamo attrezzati, psicologicamente e dal punto di vista normativo ad affrontare la situazione, le terze linee guida sono un grosso punto di riferimento su cui faremo leva per avviare l'attività che è la prima volta nella storia che si fa questo intervento, questo controllo sull'attività del privato proprio per garantire che questa erogazione pubblica sia finalizzata alle ditte aggiudicatarie e dunque alla ricostruzione. Faremo dei controlli a campione, ci stiamo organizzando per fare un'attività seria».

E l'impressione è che da lavorare ci sia veramente tanto. Solo ieri è venuto alla luce uno degli ultimi casi: 4 persone sono indagate perchè, dice la procura, avrebbero attestato falsamente lo stato di un'abitazione danneggiata dal terremoto facendola risultare di tipo "E" (quindi totalmente inagibile) invece di "A" (agibile ma con qualche danno lieve).

Tutto questo per avere l'autorizzazione ad abbatterla e a ricostruirla ex novo con tanto di contributi provenienti da fondi statali.

Ed entro la fine del mese la procura della Repubblica dell'Aquila potrebbe chiudere le indagini relative al filone di inchiesta sulla fornitura degli isolatori sismici nelle palazzine del progetto Case, operazione gestita dalla Protezione Civile nazionale.

Secondo quanto si è appreso da fonti interne alla procura aquilana le indagini, partite anche da un esposto di una ditta esclusa, sono ancora contro ignoti: solo dopo la conclusione della prima fase i Pm potrebbero passare alla fase contro noti ed iscrivere i presunti responsabili sul registro degli indagati.

Intanto, è emerso che alla ipotesi di reato di reato di frode delle pubbliche forniture si potrebbe aggiungere quello di turbativa d'asta.

Le indagini condotte dalla polizia giudiziaria della procura dell'Aquila sono state caratterizzate da numerosi sequestri di documenti; avrebbero portato alla luce anche difficoltà di collaudo degli isolatori per l'installazione dei quali è stata usata una tecnologia specifica. Il valore della gara è di 13 milioni di euro: ad aggiudicarsi la fornitura le due ditte Alga e Fip.

14/01/2011 9.27