Anas, 32milioni per costruire una superstrada in zona ad alto rischio esondazione

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E' possibile anche solo pensare di realizzare una grande arteria a L'Aquila in piena zona a rischio di esondazione del fiume Aterno?

E' possibile sacrificare sull'altare del cemento una delle pochissime aree agricole della piana aquilana? Queste sono le domande che si sono posti il Wwf, il comitato di cittadini 'S. Gregorio rinasce' e l'associazione 'Onna onlus' quando hanno potuto esaminare gli elaborati del progetto preliminare predisposto dall'Anas relativo alla realizzazione di un lotto della cosiddetta variante Sud (Bazzano-S.Gregorio) alla SS.17.

Tale intervento è stato recentemente oggetto di un appalto integrato, con lo stanziamento di quasi 34milioni di euro. Le associazioni hanno però contestato anche l’intera procedura amministrativa che sarebbe stata veloce grazie all’inserimento dell’opera all’interno di una ordinanza di Protezione Civile per la ricostruzione post sisma.

Dalle prime tavole progettuali consultate dalle associazioni, peraltro composte dal progetto vero e proprio e da una seconda ipotesi di tracciato avanzata solo più recentemente dall'Anas, emerge che una parte consistente del tragitto in ogni caso ricadrebbe all'interno delle aree perimetrate dal Piano Stralcio Difesa Alluvioni della Regione Abruzzo (Psda) a grave pericolosità idrogeologica in quanto limitrofe al corso del Fiume Aterno e, più in generale, nel mezzo dei campi che caratterizzano la conca aquilana.

Il materiale relativo al progetto è stato presentato in conferenza stampa oggi a L'Aquila a cui hanno partecipato Raniero Maggini, vicepresidente nazionale del Wwf Italia, Sara Cecala per il Comitato 'S. Gregorio Rinasce' e Marco Carpini per l'associazione 'Onna Onlus'.

In realtà non una particolarità per l’Abruzzo dove anche in passato sono state molte le opere costruite in zone ad alto rischio esondazione o idrogeologico. Eclatante l’esempio del centro commerciale Megalò costruito a Chieti proprio in una zona ad alto rischio. Rischio evitato grazie alla costruzione di imponenti dighe di 12 metri al di là del quale si sarebbe dovuto trovare un primo parco, anche quello a rischio esondazione. Manco a dirlo mai realizzato del tutto e abbandonato.

Raniero Maggini, vicepresidente nazionale del Wwf Italia non ha nascosto lo sconcerto per ciò che sta accadendo: «appare inconcepibile pensare che in un paese dove i frequenti eventi alluvionali causano autentiche tragedie e la perdita di infrastrutture costate decine di milioni di euro al contribuente, si possa solo immaginare di insediare un'opera di grande viabilità in un contesto in cui il rischio idraulico è palese. L'eventuale realizzazione della strada sul tracciato proposto determinerebbe altresì un impatto paesaggistico enorme, alterando e svilendo il valore ambientale della conca aquilana, interrompendo la continuità dei campi e consumando ulteriore porzione di suolo. Il Wwf ha inviato una dettagliata nota a tutti gli enti coinvolti lo scorso 10 novembre».

IPOTESI PROGETTUALE 1

 

Il primo dicembre l'area che dovrebbe essere interessata dai lavori è stata sommersa dalla piena del fiume Aterno.

Questa strada non è altro che la terza parte del progetto che riguarda la SS17.

«Ricordo che contestammo fortemente il primo tratto, quello di Navelli», ha continuato l’esponente del Wwf, «per la mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale, fatto che oggi viene contestato dalla Procura di L'Aquila ad alcuni funzionari della regione».

Secondo Sara Cecala del comitato 'S. Gregorio Rinasce' «la Variante Sud è stata approvata con una procedura a nostro avviso illegittima. Il progetto non appare essere stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale, che è obbligatoria. Infatti il progetto è stato incredibilmente inserito tra quelle opere oggetto dell'Ordinanza di Protezione civile del 3 settembre 2009 n.3805 per la cui attuazione sarebbe stata svolta la conferenza dei servizi del 10 dicembre 2009 che ha espresso parere positivo sull'intervento. Orbene, ci appare arbitrario aver richiamato tale Ordinanza per approvare quest’opera viaria, in quanto l'ordinanza era stata approvata per realizzare interventi volti ad eliminare criticità nell'ambito del progetto Case in occasione della riapertura delle scuole e dell'Università a L'Aquila».

IPOTESI PROGETTUALE 2

 

Infatti l'elenco delle opere legate ai problemi post-sisma doveva essere redatto entro 7 giorni a far data dal giorno della pubblicazione dell'ordinanza stessa (il 3 settembre 2009) e la progettazione era in capo alla Protezione Civile (e non all'Anas).

Marco Carpini di 'Onna Onlus' ha reso noto che i cittadini hanno già depositato il ricorso al Tar.

Il Wwf ha ricordato che la questione della Variante sud si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro della città e sul consumo del territorio posta con forza pochi mesi fa dalle associazioni e dei comitati cittadini che hanno redatto uno specifico documento sulla ricostruzione a L'Aquila.

11/01/2011 12.28