Terremoto, Giovanardi si incatenerà a L'Aquila per protesta? «Fondi mai utilizzati»

Alessandro Biancardi

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ROMA. La bagarre con il Comune de L'Aquila va avanti da mesi ma adesso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, annuncia che non è disposto ad aspettare oltre.*SCONTRI 7 LUGLIO A ROMA, TRE DENUNCIATI. SI CERCANO TESTIMONI

«A me sembra di sognare. Dopo continui, ripetuti, pressanti, solleciti rivolti al commissario straordinario per la ricostruzione Massimo Cialente, prima, e Gianni Chiodi, dopo, non sono ancora riuscito a farmi indicare dalle competenti autorita' abruzzesi dove posso finalmente spendere i 12 milioni di euro stanziati dal Dipartimento per le politiche della famiglia nelle settimane successive al terremoto che ha colpito L'Aquila», sostiene Giovanardi. «Trascorso invano - conclude Giovanardi - anche il 2010 non vorrei essere costretto nel 2011 ad incatenarmi a L'Aquila per attirare l'attenzione degli amministratori locali».

I soldi sono stati sbloccati a luglio dello scorso anno e secondo quanto riferito in quei giorni dal vicepresidente del consiglio regionale, Giorgio De Matteis, entro dieci giorni l'assessore Stefania Pezzopane avrebbe dovuto individuare le aree dove sarà possibile effettuare gli insediamenti per i giovani, gli anziani e i disabili.

Già qualche mese prima il sottosegretario e il sindaco si erano lanciati accuse reciproche e a quasi un anno di distanza la 'crisi' non si risolve.

E ieri è ripartito il braccio di ferro. Dopo l'esternazione di Giovanardi (che è persa più una boutade che altro) Cialente ha replicato: «sono pronto anche io ad incatenarmi con lui e non solo per il problema dei fondi per il sociale».

Il Comune dell'Aquila intanto ha presentato due progetti, ha spiegato il sindaco, per complessivi 12 milioni di euro. Uno ha riguardato la ristrutturazione del centro anziani ex Onpi, per un importo di 3 milioni e 100mila euro, e l'altro la ricostruzione dell'edificio ex Eca posto tra piazza Palazzo e via Sallustio, per 9 milioni di euro, da destinare a iniziative sociali. Di questi due progetti è stato finanziato solo quello riguardante l'ex Onpi, che ha avuto il via libera dai vertici del dipartimento per le Politiche della famiglia lo scorso ottobre. Il progetto sull'immobile ex Eca non é andato avanti, per far spazio a iniziative di altri Comuni.

«Decisione di cui abbiamo preso atto», ha detto il primo cittadino, «e sulla quale non abbiamo espresso la nostra contrarietà, in un'ottica di pari dignità tra le Municipalità. Dunque, noi avevamo le idee ben chiare su come spendere i fondi del dipartimento, ma altrove sono state fatte scelte diverse».

«Ho fatto presente ai Comuni», ha commentato invece il commissario Gianni Chiodi, «che avremmo finanziato i progetti sociali che la comunità avrebbe ritenuto necessari e non quelli calati dall'alto. Una scelta da condividere con le comunità locali. Mi risulta che i progetti stiano arrivando».

05/01/11 9.23

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SCONTRI 7 LUGLIO A ROMA, TRE DENUNCIATI. SI CERCANO TESTIMONI

L'AQUILA. In questi giorni un cittadino aquilano e due romani hanno ricevuto la notifica di chiusura delle indagini sui fatti del 7 luglio a Roma, quando una manifestazione pacifica di migliaia di cittadini con cartelli e bandiere neroverdi, è stata accolta dai manganelli della polizia già dal suo arrivo in piazza Venezia.

All’indomani di quella manifestazione, l’8 luglio, i cittadini aquilani riuniti in assemblea straordinaria, avevano scritto una lettera al Ministro dell’Interno, chiedendo conto della gestione dell’ordine pubblico. «Quella lettera non ha avuto risposta, oggi arrivano invece le denunce per tre giovani: un aquilano e due romani», raccontano.

«Gravissime», rispetto ai fatti realmente accaduti, le accuse, denunciano dall'assemblea: «si parla di resistenza aggravata per un giovane aquilano che agitava l’asta di plastica leggera di una bandiera di fronte a plotoni di forze di polizia, coperti da caschi e scudi, in completo assetto antisommossa, che non avevano esitato a manganellare i manifestanti alle spalle».

Il 14 luglio l’assemblea cittadina aveva organizzato una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per mostrare le immagini prodotte dai manifestanti che raccontavano cosa era realmente accaduto in quella giornata romana chiedendo verità a giustizia per i contusi e per i feriti.
«Ma sopratutto», ricordano oggi, «perché i presunti “disordini” evocati dalla Questura di Roma non spostassero ancora una volta l’attenzione dalle nostre legittime richieste, a partire dalla richiesta di equità nel trattamento fiscale per i cittadini del cratere, che ancora oggi, nonostante il perdurare dello stato di mobilitazione, nonostante una manifestazione nazionale a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone da tutta Italia, non viene concessa».

Adesso gli aquilani si appellano «a tutti coloro che erano presenti alla manifestazione del 7 luglio e che hanno ricevuto percosse e aggressioni da parte di polizia, carabinieri e finanzieri, a tutte le istituzioni presenti in prima fila con i loro gonfaloni, a tutti coloro che con la loro attiva presenza ci sono vicini fin dal 7 aprile 2009 e che quel giorno erano al nostro fianco, a tutti coloro che nei giorni successivi al 7 luglio si sono indignati, e ci hanno espresso la loro solidarietà. A chi era presente chiediamo di rendersi disponibile per una deposizione spontanea: per raccontare, ancora una volta, come realmente sono andati i fatti in quella calda giornata di luglio».

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