L'Aquila, 134 nuove aziende. De Matteis: «segnali positivi, popolazione non è diminuita»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono 134 le aziende che hanno fatto richiesta di nuovi insediamenti al Consorzio per lo sviluppo industriale dell'Aquila.

70 sono state inviate direttamente al Consorzio, 64 otterranno i finanziamenti previsti dal bando regionale di 11 milioni per l'attrazione di nuove imprese.

Le nuove iniziative potrebbero portare circa 600 posti di lavoro. E' quanto emerso in una conferenza stampa tenuta dal commissario del Consorzio per lo sviluppo industriale, Lorenzo Di Marzio, e dal vice presidente vicario del Consiglio regionale d'Abruzzo, Giorgio De Matteis.

«Complessivamente - ha spiegato De Matteis - le due misure produrranno 600 nuovi posti di lavoro. Si tratta di nuova imprenditoria locale, quella che non abbiamo mai avuto, quella che diventerà la spina dorsale per il futuro, anche se le grandi aziende vanno pure sostenute».

Nell'incontro è emersa anche un'idea per la nuova occupazione. «Ho proposto alle associazioni di categoria - ha aggiunto De Matteis - un 'patto sociale' sul lavoro: che, cioé, una parte della nuova occupazione sia composta da lavoratori in mobilità e in cassa integrazione. Secondo me possiamo farcela già prima del 6 gennaio 2011. Le vertenze Vibac e Otefal e altre situazioni simili pre-sisma sono serie e vanno affrontate: questo è un modo».

Per il vice presidente vicario, inoltre, è vero che la città «ha problemi gravissimi, è inutile nasconderlo, ma si registrano anche tanti segnali positivi e su questi dobbiamo concentrarci per far ripartire L'Aquila, che non è ferma a piangersi addosso, ma è in pieno fermento».

«In un momento così difficile per la nostra comunità - ha puntualizzato - è gravissimo che arrivino in città personaggi che passeggiano per qualche minuto nel centro storico e, prima di ripartire, sentenzino che L'Aquila è senza futuro, guadagnandosi spazi e vetrine su tutti i media. Un atteggiamento che rischia di minare il già fragile ottimismo della popolazione, fortemente provata dal terremoto, e compromettere gli sforzi di coesione sociale».

Nonostante il sisma, infatti, il numero dei residenti del Comune dell'Aquila non ha subito la flessione di cui si parla: a marzo 2009 gli abitanti erano 73.203, a giugno 2010 erano 72.597, un calo di 606 unità, in linea con quanto avvenuto in altre località delle stesse dimensioni.

Da maggio 2009 a settembre 2010, inoltre, ci sono state 920 nuove iscrizioni all'anagrafe di persone provenienti da altri Comuni: segno che L'Aquila esercita ancora quella capacità attrattiva che ha caratterizzato l'andamento demografico negli ultimi decenni.

«E' vero - continua De Matteis - che molti sono ancora domiciliati fuori città, ma hanno conservato la residenza perché hanno tutte le intenzioni di tornare all'Aquila. In caso contrario avrebbero potuto stabilirla nei centri dove si trovano, evitando tutti i piccoli e grandi disagi legati al fatto di non essere residenti: dal medico di base alle tariffe delle forniture».

30/12/2010 9.45