Terremoto. Boschi: «basta dati via internet». Scatta la rivolta del web

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Una provocazione? Una minaccia? Una proposta lanciata a cui non seguirà alcun fatto? Cecchi Paone:  «grave  errore».

ENZO BOSCHIL'AQUILA. Una provocazione? Una minaccia? Una proposta lanciata a cui non seguirà alcun fatto? Cecchi Paone:  «grave  errore».

Non è ancora chiaro ma il presidente dell'Istituto Nazione di Geofisica e Vulcanoligia, Enzo Boschi, è parso abbastanza chiaro: «Stiamo valutando di interrompere il flusso di informazioni sul nostro sito web sulle scosse in tempo reale», ha annunciato oggi. «Queste cose vengono interpretate in maniera assurda... Troppo profeti di sventura utilizzano i dati per scopi più strani», ha detto ipotizzando anche un utilizzo improprio e una vendita. Ma vendita a chi? «Si dice a qualche organo di informazione. Ma non chiedetemi di più perchè è una storia su cui stiamo ancora indagando».

Oggi anche il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, aveva mostrato contrarietà per le «troppe chiacchiere sui terremoti» e su «falsi profetI di terremoti che utilizza dati falsati a scopo di lucro». Non è però chiaro a cosa si ci riferisca. «Il prevalere dell'urlo sul ragionamento», ha detto Bertolaso, «il sovrabbondare dell'emozione suscitata con i metodi mediatici contemporanei rispetto all'affievolirsi delle voci che ragionano, studiano, analizzano e apprestano soluzioni». 
   Per il capo della Protezione divile, «in questa storia recente del nostro Paese si sono create condizioni ottimali per dare origine a una sorta di sentimento di inutilita' in coloro che, professionalmente, non hanno mai smesso di studiare, analizzare, valutare i luoghi destinati a diventare sedi di attivita' umane importanti, a studiare i fenomeni naturali, il suolo, il sottosuolo, le dinamiche della nostra terra sotto il profilo idraulico ed idrogeologico, le grandi fonti di rischio come i terremoti e i vulcani attivi. Hanno avuto piu' successo altri mestieri, hanno avuto migliori vetrine attivita' meno faticose e rigorose dell'attivita' scientifica che sceglie per oggetto la terra e i suoi processi dinamici».

L'idea di censurare i dati in tempo reale, però, non piace al popolo di internet che sul web si informa (senza scopo di lucro), gratuitamente e rapidamente. Così su Facebook è già nato un gruppo per contrastare l'iniziativa dal titolo 'No alla censura della vita' 

«Rivendichiamo che siano disponibili a tutti i dati dell'Ingv sui terremoti», si legge tra le informazioni del gruppo, «senza un occultamento che riguarda un tema cosi delicato visto che c'è in gioco la vita delle persone. dopo il mancato allarme che è costato la vita a 308 persone l'Ingv oggi vuole una censura sulla vita ma noi non ci stiamo!!!!!!!»

Tra le iniziative proposte anche quella di inviare email di protesta all'Istituto Nazionale diretto da Boschi. «Se saremo numerosi», si legge ancora sulla pagina, «questa follia verra bloccata. Mandate un mail o un messaggio con scritto: No alla censura sulla vita».

06/09/2010 18.05

«CECCHI PAONE: «ERRORE, LA SCIENZA E’ DI TUTTI»

«Sono assolutamente contrario a quello che ha detto, conosco bene Enzo Boschi e apprezzo il suo lavoro, ma credo sia incorso in un grave infortunio», commenta Alessandro Cecchi Paone, conduttore di programmi di divulgazione scientifica. «La scienza non è legata a pochi, ma è un sapere democratico - sostiene Cecchi Paone - Lo scienziato non è un sacerdote, ma è un detentore del sapere che deve fornire definizioni e mettere in grado il cittadino di interpretare le informazioni e di comprenderle. In tutti i Paesi civili la conoscenza di tutte le informazioni è alla base delle concezioni più moderne della Protezione Civile che vede protagonisti e non passivi beneficiari i cittadini». 6/09/2010 19.45