C.a.s.e, il problema agli impianti termici «è colpa del Comune»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Nei giorni scorsi a causa del freddo e del gelo le chiamate d'emergenza per i guasti agli impianti di riscaldamento hanno sfirato quota 700. Ma la Protezione Civile si chiama fuori e addossa le responsabilità all'amministrazione comunale.

L'AQUILA. Nei giorni scorsi a causa del freddo e del gelo le chiamate d'emergenza per i guasti agli impianti di riscaldamento hanno sfirato quota 700. Ma la Protezione Civile si chiama fuori e addossa le responsabilità all'amministrazione comunale.

Da quando il dipartimento diretto da Guido Bertolaso, prima, e da Franco Gabrielli poi, ha lasciato la gestione dell'emergenza alla realtà locale c'è qualcosa che non va come dovrebbe.

O almeno così si giustificano da Roma assicurando, ad esempio, nelle ultime ore, che i problemi registrati (oltre 700 solo nella giornata di sabato) agli impianti termici del progetto Case sarebbero da attribuire a responsabilitò del Comune.

Il 31 marzo scorso il Dipartimento della Protezione Civile ha consegnato gli edifici all'amministrazione guidata da Massimo Cialente. Con essi è stata trasferita al Comune la responsabilità della manutenzione degli stessi edifici, impianti di riscaldamento inclusi, da espletare attraverso la Manutencoop, detentrice del relativo contratto di manutenzione.

E oggi, ricordano sempre dal Dipertimento, è importante ricordare che nel precedente inverno «durante il quale si sono raggiunte temperature vicine a quelle registrate nei giorni scorsi, non si sono verificati problemi significativi negli impianti di riscaldamento».

Questi ultimi impianti, adottati nel Progetto C.a.s.e, di ultima generazione e tecnologicamente avanzati, «necessitano di una manutenzione adeguata al grado di sofisticazione tecnologica».

Ecco quale sarebbe il problema, spiega la Protezione Civile, che a questo punto smentisce i tecnici stessi della Manutencoop che avevano ipotizzato addirittura  «guasti riconducibili alle caratteristiche di costruzione degli impianti». «Il loro dimensionamento», avevano spiegato dalla società di Zola Predosa, «è risultato insufficiente a fronte delle rigide ed eccezionali temperature esterne registrate nel territorio aquilano in questi giorni. Il mancato funzionamento degli impianti stessi non è pertanto legato ad inadempienze o a mancanti interventi di manutenzione da parte di Manutencoop».

Ma la Protezione insiste: «i problemi attuali degli impianti di riscaldamento non possano essere attribuiti, direttamente e senza i necessari approfondimenti, a difetti di origine, oltre che al freddo particolarmente intenso, ma piu' probabilmente a problemi della manutenzione».

Tuttavia il Dipartimento sta svolgendo i necessari accertamenti per verificare se ci siano effettivamente difetti, così da imputare alle ditte costruttrici i costi di ripristino e l'eliminazione delle eventuali carenze, nelle more dell'espletamento dei collaudi tecnico-amministrativi, tuttora in corso.

Mentre si decide da che parte stanno le colpe gli aquilani ne pagano le conseguenze.

23/12/10 11.27