Terremoto. Antimafia: «massima attenzione su appalti privati»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Pm L'Aquila preoccupato per infiltrazioni criminalità mafiosa scrieve a procuratore Grasso.

L'attenzione è ai massimi livelli già da molte settimane. Nulla è lasciato al caso. Gli inquirenti non stanno lavorando in solitaria ma tiene costantemente aggiornate anche le varie istituzioni interessate.

La Procura distrettuale antimafia nei mesi scorsi ha scritto a varie istituzioni interessate, tra il prefetto dell'Aquila, Giovanna Iurato, e il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, per porre all'attenzione la problematica del vuoto normativo in riferimento ai controlli sugli appalti privati per la riparazione dei condomini di categoria 'E', quelli più danneggiati, e la conseguente questione legata alla necessità di stabilire un sistema di monitoraggio per evitare che le mafie si infiltrino in questi affari milionari.

E' in via di definizione un sistema normativo per permettere i controlli.

L'annuncio è dello stesso procuratore distrettuale antimafia dell'Aquila, Alfredo Rossini, che si è detto preoccupato per il fenomeno delle infiltrazioni mafiose una volta partita la cosiddetta ricostruzione pesante.

Una ricostruzione sancita dagli indennizzi diretti, molte volte milionari, ai condomini che possono decidere liberamente a quale azienda affidarsi senza avere la possibilità di fare verifiche.

«Vista la situazione a suo tempo abbiamo scritto alle istituzioni per sottolineare la problematica», ha spiegato Rossini.

«Ho anche incontrato il prefetto dell'Aquila Iurato e il procuratore nazionale Grasso. Abbiamo pensato, ciascuno per le proprie competenze, di trovare un sistema normativo per avere la possibilità di controllare investimenti che sono facilmente intercettabili dalle mafie con i cittadini che non hanno la capacità di resistere a spinte della criminalità organizzata. E' allo studio una normativa che preveda controlli ammissibili in relazione alle leggi vigenti. Potrà - ha continuato il procuratore distrettuale antimafia - essere molto utile per evitare le infiltrazioni».

Si tratta di controlli preventivi un po' come era stato fatto nella fase dell'emergenza quando l'allora prefetto, Franco Gabrielli, ora capo della Protezione civile, coordinando il pool finalizzato alla prevenzione dalle eventuali infiltrazioni, ha operato controlli a tappeto con centinaia di accessi nelle imprese impegnate nel cratere del terremoto.

Con il passaggio dalla fase dell'emergenza a quella della ricostruzione, l'azione é stata interrotta. Nei mesi scorsi una operazione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria che ha portato all'arresto di 34 persone affiliate alla 'ndrangheta, ha evidenziato tracce evidenti della presenza della organizzazione malavitosa soprattutto nella cosiddetta ricostruzione pesante.

Gli appetiti della malavita vengono stimolati continuamente da quello che più volte è stato definito il cantiere più grande d'Europa.  

14/12/2010 8.40