Vespa pronto a mobilitazione per le tasse ma non firma la proposta di legge popolare

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1472

L'AQUILA. Bruno Vespa si è detto pronto «a fare la rivoluzione con gli aquilani se il governo non darà la proroga delle agevolazioni fiscali», ma non firma - perché non la conosce - la legge di iniziativa popolare.

A margine della presentazione del nuovo logo "L'Aquila made in" - un'iniziativa del consorzio industriale dell'Aquila per rilanciare i prodotti locali - Vespa si dice comunque fiducioso delle prospettive finanziarie a sostegno delle aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009, tanto da ritenere superflua una legge di solidarietà. «Della legge popolare - spiega - ne sento parlare per la prima volta in questo momento, sin da quando ero ragazzo sono abituato a non firmare mai niente senza sapere di cosa si tratta».

Rivolgendosi al commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, e al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, entrambi presenti alla presentazione, Vespa rilancia l'importanza dell'immagine di efficienza nella ricostruzione: «Nella percezione pubblica L'Aquila è ferma - spiega - e da aquilano vorrei vedere gli operai sui tetti del centro storico che danno un segno di una ricostruzione che avanza».

«Non si possono prendere voti sulle macerie di una città, né da una parte, né dall'altra», ha detto ancora. In merito all'informazione, Vespa ha valutato che «subito dopo il terremoto le cose sono state raccontate così come accadevano, poi c'é stata una divisione politica. C'é chi lo racconta in un modo e chi in un altro».

Vespa si è detto preoccupato da un clima di tensione generale sfociato in episodi di contestazione su vari fronti. «Avendo una lunga esperienza da cronista - ha concluso Vespa - ritengo che tensioni di questo tipo non portino a nulla di buono, mi auguro che si cambi direzione»

Intanto quest'oggi è stata ufficializzata la tabella contenente i calcoli sui nuovi prezzi per la ricostruzione delle case classificate “E”, in base ai criteri del decreto commissariale n. 27.

La tabella è stata realizzata dall’Area Comunicazione della Struttura per la Gestione dell’Emergenza con il contributo del CNR ed è stata visionata dall’Ordine degli Ingegneri dell’Aquila.

Tra le novità, vengono incluse nel contributo attività prima non coperte, tra cui la demolizione e lo smaltimento delle macerie, nonché le spese tecniche, quelle relative ai sondaggi e l’IVA.

Il decreto, inoltre, aumenta le superfici da considerare per il calcolo del contributo: nella superficie utile (SU), infatti, sono compresi anche i locali a destinazione d’uso direzionale, commerciale, artigianale, ricettiva, ufficio, nonché i sottotetti, a condizione che rispondano ai requisiti di norma.

Alle superfici non residenziale (SNR) e parcheggi (SP) non si applica il limite del 45%, ma queste si calcolano per intero, applicando poi la riduzione del 60% . Infine, se lo spessore delle pareti portanti è superiore a 30 centimetri, SU, SNR e SP sono calcolate come se questo fosse pari a 30 centimetri.

Il decreto chiarisce poi una serie di questioni relative alla sostituzione edilizia. Per quanto riguarda la demolizione, questa è prevista nei casi indicati all’art.5, comma 5 Opcm 3881/11 giugno 2010 (edificio completamente crollato, crollo di almeno il 25% delle strutture portanti, etc.) o nel caso in cui si dimostri che il costo del progetto di riparazione è superiore a quello per la demolizione e ricostruzione dell’edificio.

Ove non sussistano le due fattispecie sopra indicate, il proprietario, qualora volesse, potrebbe comunque adottare la soluzione della sostituzione edilizia, ma in tal caso il contributo è quantificato in base al costo risultante dal progetto di riparazione e miglioramento (calcolato secondo i criteri dell’Opcm 3790/2009).

Si ricorda che tale costo non può, in ogni caso, superare quello per la costruzione di un fabbricato di uguale volumetria per l'edilizia agevolata della regione Abruzzo.

Secondo ordini professionali, categorie e cittadini, tali costi, fissati nella Dgr n. 615 del 9 agosto, erano però insufficienti per consentire la ricostruzione del patrimonio abitativo aquilano.

Per questo motivo il decreto n. 27 ha introdotto nuovi criteri per calcolare i contributi ammissibili per gli  interventi sulle case “E”, abbattendo il limite massimo previsto nella delibera (1.180 €/mq) e aumentando di quasi 100 euro il costo a base d'appalto (CRN). Il limite massimo reale passa a 1.276 euro/mq.

La tabella è stata inviata a tutti i sindaci del cratere.

13/12/2010 16.28