Inchiesta crolli, slitta l'udienza. Parenti vittime chiedono dimissioni Cialente e Chiodi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La Procura della Repubblica dell'Aquila ha concluso le indagini sul filone relativo al crollo del condominio di via Poggio Santa Maria.

In quell'edificio hanno perso la vita 14 persone. Dopo aver esaminato le perizie consegnate dal pool di consulenti coordinati da Antonello Salvatori, i pm hanno individuato le responsabilità e sono pronti ad emettere i provvedimenti: è imminente la emissione degli avvisi di garanzia da parte del procuratore capo, Alfredo Rossini.

Per la Procura sono una decina, tra cui alcune defunte, le persone che a vario titolo con comportamenti omissivi o negligenze, avrebbero avuto responsabilità nel crollo. Le indagini sono state condotte dagli uomini del corpo forestale dello Stato. Intanto oggi è in programma l'udienza preliminare per il filone di inchiesta sulla riunione della commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009, cinque giorni prima del terremoto del 6 aprile che devastò il capoluogo d'Abruzzo e numerosi comuni della provincia.

Davanti al Gup del tribunale dell'Aquila compariranno le sette persone indagate dalla procura della Repubblica, tra cui parte dei vertici della protezione civile, dell'Ingv, sismologi di fama mondiale e tecnici del settore.

L'ipotesi di reato è di omicidio colposo: secondo i Pm aquilani, gli indagati avrebbero, al termine della riunione, fornito alla popolazione indicazioni troppo rassicuranti in rapporto allo sciame, fatto questo che avrebbe portato i cittadini a non prendere precauzioni. Gli indagati che in un clima di polemiche hanno respinto ogni addebito, sono: Franco Barberi, presidente vicario della Commissione nazionale per la prevenzione e previsione dei grandi rischi e ordinario di Vulcanologia all'Università Roma Tre, Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile, Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ordinario di Fisica terrestre presso l'Università di Bologna, Giulio Selvaggi, direttore del centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore della fondazione 'Eucentre', Claudio Eva, ordinario di Fisica terrestre presso l'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e ordinnario di Tecnica delle costruzioni presso l'Università Federico II di Napoli. L'inchiesta è stata innescata da una denuncia presentata da una trentina di cittadini, secondo i quali la riunione della commissione Grandi Rischi fatta all'Aquila a cinque giorni dal terremoto aveva diffuso ottimismo e false rassicurazioni ai cittadini anche attraverso i messaggi di tecnici e amministratori.

Nei giorni scorsi si è scoperto che il preside del Convitto nazionale dell'Aquila, Livio Bearzi - indagato nell'ambito del filone dell'inchiesta sul crollo dello stesso Convitto – ha chiesto proprio alla commissione Grandi Rischi un maxi risarcimento danni da 15 milioni di euro da destinare ai parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009.

 10/12/2010 9.46

DIFETTO DI NOTIFICA, RINVIATA UDIENZA

 L'udienza preliminare prevista questa mattina è slitta al 26 febbraio, per difetto di notifica ad uno degli indagati, Claudio Eva, ordinario di Fisica terrestre presso l'Università di Genova. Tutto rimandato, quindi al 2011.

 Per i familiari delle vittime del terremoto dell'Aquila non solo la commissione Grandi Rischi fornì indicazioni troppo rassicuranti in relazione allo sciame sismico in atto, ma anche gli amministratori non seppero fare il loro dovere.

PARENTI VITTIME CHIEDONO DIMISSIONI CHIODI E CIALENTE

Così oggi hanno chiesto le dimissioni da ogni incarico pubblico ricoperto prima del terremoto del 6 aprile 2009 sia dei componenti della commissione sia dei presidenti di Regione, Provincia e del sindaco dell'Aquila.

A quest'ultimo, in particolare, si rimprovera di avere affermato ufficiosamente solo qualche giorno fa, durante un convegno, che durante la riunione all'Aquila della Commissione, il 31 marzo 2009, il presidente dell'Ingv, Enzo Boschi, disse: "mettetevi in mente che non sarà oggi, non sarà domani ma un terremoto forte colpirà L'Aquila". Secondo il presidente dell'associazione "309 Martiri dell'Aquila", Vincenzo Vittorini, questa affermazione non risulta riportata nel verbale della commissione né, tantomeno, nella bozza dello stesso.

«In ogni caso il sindaco Cialente - ha affermato in una conferenza stampa - omise di riferire tale affermazione alla cittadinanza aquilana. Ove recepita, avrebbe potuto salvare vite umane».

Secondo l'associazione "309 Martiri dell'Aquila", gli altri amministratori e dirigenti che hanno gestito le fasi precedenti al tragico sisma del 6 aprile 2009 e che dovrebbero rassegnare le dimissioni per non avere fatto il proprio dovere, figurano anche i dirigenti del servizio di Protezione civile della regione Abruzzo, Altero Leone, Carlo Visca, e Marinello Mastrogiuseppe.

«Taluno dei suddetti rappresentanti al termine della riunione della Commissione grandi rischi del 31 marzo 2009, ha addirittura rassicurato la cittadinanza aquilana inducendola così a sottovalutare le pericolose potenzialità degli eventi sismici in atto ormai da sei mesi», ha spiegato ancora il presidente dell'Associazione, Vincenzo Vittorini.

«I rappresentanti degli enti locali hanno omessi di informare adeguatamente la cittadinanza aquilana sui contenuti del cosiddetto 'Piano di Protezione Civile Comunale' che peraltro non solo non risulta essere stato tempestivamente approvato ma, addirittura monco e incongruo, così come è stato affermato da taluno dei consiglieri comunali che ne ha addirittura chiesto il ritiro proprio nel corso della seduta consiliare per l'approvazione dello stesso. Gli amministratori - ha detto ancora Vittorini - hanno omesso di adottare provvedimenti atti alla salvaguardia dell'incolumità degli studenti aquilani e non, di ogni ordine e grado, frequentando i corsi tenuti in edifici scolastici e universitari gravemente inidonei a garantire la sicurezza e l'incolumità degli alunni medesimi. Con ciò esponendo questi ultimi al rischio di morte". Secondo Vittorini, amministratori, dirigenti e tecnici, nonché la Commissione Grandi Rischi, hanno agito con negligenza, imprudenza, imperizia e superficialità determinando così la strage della notte del 6 aprile 2009 e quindi devono dimettersi da ogni incarico pubblico ancora oggi ricoperto». 

 

10/12/10 12.11