Ricostruzione e ‘Ndrangheta. La banca partecipata dalla Carichieti nelle carte dell’inchiesta

Alessandro Biancardi

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Ricostruzione e ‘Ndrangheta. La banca partecipata dalla Carichieti nelle carte dell’inchiesta
MILANO. C'è una banca partecipata al 100% dalla Carichieti che probabilmente in Abruzzo sono in pochi ad aver sentito nominare. Si chiama Flash Bank.

 

MILANO. C'è una banca partecipata al 100% dalla Carichieti che probabilmente in Abruzzo sono in pochi ad aver sentito nominare. Si chiama Flash Bank.

E' nata ufficialmente nel 2007 ed il suo nome è di recente finito anche in una corposa ordinanza della procura milanese che ha arrestato 160 presunti appartenenti alla 'ndrangheta trapiantati in Lombardia. La storia è quella della società Perego General Contractor ritenuta vicina al boss della 'ndrangheta Salvatore Strangio, di San Luca, arrestato insieme all'amministratore Andrea Pavone ritenuto dall'accusa un consulente finanziario del boss Ivano Perego, titolare della Perego Strade ed altre decine di persone.

La società, secondo gli inquirenti, tentò di 'scalare' la Cosbau spa (vittima), azienda trentina che si occupa di costruzioni, e anche di «edifici prefabbricati destinati alle famiglie terremotate del recente sisma in Abruzzo» che sarebbe riuscita ad aggiudicarsi un appalto da 21 milioni di euro. La volontà della Perego General Contractor, hanno detto gli investigatori, era quella di mettere le mani anche sulla ricostruzione aquilana, oltre che su altri maxi cantieri in tutta Italia, Expò milanese compreso.  Il piano però, come spiegò il gip di Milano, Giuseppe Gennari, che ha firmato l'ordinanza, fallì. 

Ma che c'entra la Flashbank? Nessuno dei dipendenti è indagato, sia chiaro, quello che emerge dall'inchiesta è però il rapporto tra questo istituto di credito al 100% della Carichieti e la Perego, società cliente e in odore di 'Ndrangheta.

Non mancano, infatti, nelle 416 pagine del gip Gennari riferimenti ai rapporti di lavoro (del tutto leciti) con uno dei principali responsabili della banca, Walter De Rita che, secondo quanto emerge dalle carte, avrebbe saputo della scalata, probabilmente giudicata come una qualsiasi operazione finanziaria.

Così gli inquirenti avrebbero provato che i soldi per questa maxi operazione mai andata in porto transitavano proprio su un conto della Flash Bank.

COS'È FLASHBANK

Un tempo si chiamava Safibo (nata nel 1986), nel 2004 viene acquisita al 100% dal gruppo bancario CariChieti e da semplice finanziaria con sede a Bologna specializzata in prestiti e cessioni del quinto diventa a tutti gli effetti una banca. A Chieti, però, non esiste alcuno sportello. La sede legale è a Milano e l'operatività, con l'ok della Banca d'Italia, è partita dall'aprile di 6 anni fa con 2 filiali a Milano e una a Potenza. Oggi c'è una sede anche a Bologna.

Per l’acquisto della Flash da parte della CariChieti si parla di diverse decine di milioni di euro: "raccolta" locale "impiegata" poi nel territorio lombardo. Negli ambienti bancari circola poi insistente la voce di una ispezione di qualche mese fa condotta dalla Banca d'Italia che avrebbe mosso rilievi circa presunte sofferenze.

LA SCALATA E L'INTERVENTO DI FLASH BANK

Intanto in trentino c'è la Cosbau che dopo il sisma che ha colpito L'Aquila gestisce alcuni lotti relativi alla ricostruzione del post terremoto.
Mettere le mani su Cosbau, ritengono gli inquirenti, vuole dire, per la Perego e quindi per Strangio, Pavone e compagnia, «entrare alla grande nel giro degli appalti pubblici». 
Nella Perego, una delle maggiori società operanti in Lombardia nel settore del movimento terra, l'amministratore Ivano Perego garantiva secondo gli inquirenti con la propria presenza «la equa spartizione dei lavori tra le ‘ndrine calabresi e le corrispondenti locali della Lombardia».

Fu sempre lui, dice la procura milanese, «ad acconsentire e favorire l’ingresso in società di Strangio Salvatore per indurre imprenditori concorrenti a ritirare le offerte». Era sempre lui a intrattenere rapporti privilegiati sia con esponenti politici che con pubblici dipendenti, «al fine di ottenere , anche a mezzo di regalìe ed elargizioni di somme di denaro, l’aggiudicazione di commesse pubbliche, sia in generale affinchè la Perego fosse favorita nei rapporti con la pubblica amministrazione; dava direttive ai dipendenti ed organizzava lo smaltimento illecito di rifiuti, anche tossici, derivanti da bonifiche e demolizioni di edifici in discariche abusive».

Ma elemento di spicco di questa vicenda è Andrea Pavone che, sostiene la procura di Milano, portò avanti tutta la pianificazione della scalata Cosbau, «sponsorizzata e appoggiata da Strangio e dunque dai calabresi». Come sarà evidente dall’evolversi degli eventi, Pavone «è sicuramente animato da un desiderio di arricchimento personale, ma egli agisce prima di tutto nell’interesse dei suoi mandanti»

Il 18 giugno del 2009 proprio Pavone insieme ad un'altra persona si reca a Londra per reperire dei fondi, per affrontare l’operazione di fusione con la “Cosbau s.p.a.”.

Infatti, alle ore 17.13 Pavone informa Walter Di Rita, dirigente della “Flash Bank s.p.a.” dell’esito favorevole dell’incontro appena concluso.

A tal proposito, Pavone afferma: «...un italiano che é qua... un italiano a Norwich... c'ha 20.000.000 su Centrobanca... va bene?! [...] te le porta su FLASH... Centrobanca... [...] c'ha un certificato di deposito di 20.000.000 di Centrobanca... [...] ma io te la do per fatta... perché questo é amico di mio papà da una vita... lui c'ha qui una villa a Norwich bellissima... gli ho spiegato il progetto COSBAU... ho detto: Andrea i soldi... sono i miei ... sai ci tengo... però cosa mi dici... [... ] porti alla FLASH... [...] ti fai dare un fido dalla FLASH ...e ti fai la tua operazione COSBAU tranquillamente... 20.000.000 di Centrobanca... ce li ha già... lui é da una vita che ce li ha... é un ex chirurgo... é uno dei primi chirurghi che c'é al mondo che opera al cuore... [...] lui é capo di Templari che sarebbe quella guardia armata che sta... [...] comunque te la do per fatta...».

POI VIENE INFORMATO ANCHE IL BOSS

Dopo aver parlato con De Rita, Pavone avvisa anche Strangio che «viene puntualmente informato delle varie vicissitudini inerenti la Perego, anche se formalmente non ve ne sarebbe motivo».

A seguito dell’entusiasmo scaturito dall’esito dell’incontro svolto a Londra, alle ore 19.21 Pavone contatta anche un'altra persona alla quale preannuncia di aver concluso l’operazione di fusione con la “Cosbau s.p.a.”, invitandolo a partecipare al pranzo che terrà presso la propria abitazione.

Pavone dice: «...ho chiuso l'operazione Cosbau... sabato a mezzogiorno a casa mia a pranzo chiudiamo l'accordo preliminare... c'ho il direttore generale della Flash Bank insieme all'Amministratore Delegato di Cosbau, quindi vuol dire che abbiamo fatto un gruppo tra Aurora e Cosbau da 150 milioni di fatturato con 300 addetti se permetti in meno di 11 mesi di lavoro di più non potevo fare...».

E ancora Pavone specifica: «...a mezzogiorno arriva il direttore generale della FLASH [...] il mio amico banchiere che mi aiuta... […] Cosbau ha appena preso... se vai su internet... o sui giornali ha appena preso 21 milioni di euro a L’Aquila la Cosbau... c'ha 318 milioni di commesse, eh... oh, non sono numeri che vedi tutti i giorni...».

LE DIFFICOLTA' NON SONO FINITE

Dunque, il giorno 20 giugno 2009 viene effettivamente sottoscritta la lettera di intenti tra tutte le parti interessate.

In realtà, le cose sono un po’ più complesse di come trionfalmente le presenta Pavone. Se pure è vero che è stata raggiunta una intesa di massima, Pavone necessità di due cose per mettere in esecuzione l’accordo: «una società con la quale entrare in Cosbau e – soprattutto – dei soldi da mettere in questa società e da apportare al capitale del nuovo soggetto d’impresa in procinto di nascere .. e questa volta il denaro dovrebbe esserci veramente (o almeno nessuno deve accorgersi che non ci sta)».

Peraltro, in attesa di trovare una soluzione a questi problemi, Pavone comincia una intensa frequentazione della sede trentina della Cosbau, iniziando ad interferire in aspetti gestionali e finanziari della azienda.

LE DISTRAZIONI, 80MILA EURO FUORI DAI CONTI DELLA FLASH BANK

Sono contestate, inoltre, una serie di condotte di distrazione. Anche in questo caso soccorrono gli accertamenti di un consulente della procura. Vengono trovati 10 assegni che escono tutti in data 2 novembre 2009 dalla FlashBank, movimentazioni di denaro “in uscita” dai conti bancari della Perego General Contractor s.r.l. che vengono contabilizzati attraverso la rilevazione di un maggior credito in capo alla società e contabilizzato in un conto dalla generica denominazione “Crediti vs altri soggetti”.

I soldi sono per tale Di Bisceglie e servono per evitare che questi faccia saltare l’operazione. Pavone in una intercettazione sarà chiaro: «gli abbiamo dato 80.000 euro stamattina, se no con il cazzo venivamo fuori...». Perego chiede: «dei nostri?» e Pavone conferma: «...bisognava pagarlo stamattina, se no ci annullava tutto oggi... Ivano, non possiamo far saltare la Cosbau... se no dove cazzo andiamo a prendere i soldi..»

Alessandra Lotti  06/12/2010 9.01

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