Terremoto, «norme antisismiche invariate dopo il 6 aprile»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La denuncia dell'associazione 309 martiri. Associazioni di categoria e enti chiedono invece alla Regione un tavolo permanente per risollevare l'economia locale.

Dal punto di vista della normativa delle costruzioni, secondo le disposizioni di prevenzione antisismica, «non è cambiato nulla negli ultimi due anni, neanche alla luce dell'esperienza del terremoto all'Aquila».

La denuncia è dell'avvocato Pier Paolo Visione dell'associazione 309 martiri dell'Aquila. «Abbiamo chiesto alle autorità politiche spiegazioni in merito alla possibilità di far tornare le aree dell'Aquilano in zona sismica 1», dichiara presentando il convegno-maratona di 24 ore 'Cahiers de Doleaces' sulla prevenzione, in programma oggi a Casa Onna.

«Ci è stato risposto - aggiunge - che quello della divisione in zone è un ragionamento superato dalla microzonazione. Tuttavia, sino ad ora questo tipo di analisi non ha portato a nessun tipo di conclusione e la ricostruzione è in balia delle teorie dei singoli costruttori, dettate più da logica di mercato che da esigenze di sicurezza».

L'associazione è stata fondata sopratuttto per fare luce sulle concause che hanno determinato il disastro del 6 aprile 2009.

«Il 10 dicembre ci sarà l'udienza preliminare della Commissione grandi rischi - commenta - davanti al Pm compariranno alcuni soggetti, titolari di rinvio a giudizio, ma quello è solo una punta dell'iceberg. Esistono delle responsabilità amministrative, se non penali a livello politico. Mi auguro - conclude - che tanti cittadini possano intervenire con le loro testimonianze personali, dei giorni precedenti al sisma, per aiutarci a capire se ci sono state omissioni o se è stato nascosto qualcosa».

Intanto associazioni di categoria chiedono un tavolo permanente «per facilitare la ripresa economica».

La richiesta è stata girata alla Regione Abruzzo e si vorrebbero incontri periodici tra il Comitato attività produttive per lo sviluppo e l'occupazione nell'area del sisma e la struttura commissariale. La volontà è emersa dalla riunione che si è tenuta ieri all'Aquila, tra i rappresentati del Comitato, il commissario Chiodi, il vice commissario, Antonio Cicchetti e il vice presidente del consiglio regionale, Giorgio De Matteis. Il comitato è costituito da Camera di commercio dell'Aquila, Confindustria, Ance, Apindustria-Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Coldiretti, Cia, Cidec, Confcooperative, Legacoop Abruzzo, Abi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

«Il Comitato ha ribadito la validità dello schema di intervento 'piattaforma' presentato il 15 novembre scorso - ha dichiarato Giorgio Rainaldi, presidente del Comitato attività produttive e della Camera di commercio dell'Aquila - tale modello è stato concepito con un duplice scopo: al fine di contrastare gli effetti negativi della crisi finanziaria internazionale del biennio 2008-2009 e, parallelamente, con la finalità di predisporre un contesto normativo e una cornice di incentivi atti ad agevolare le realtà produttive». 

04/12/2010 13.59