Ecco i progetti di ricostruzioni di Europa Risorse e del Fondo Aq

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ricostruire, migliorare, cementificare, anche un po’ stravolgere, forse in meglio, il capoluogo di regione. C’è di tutto nei progetti presenti e futuri della società Europa Risorse dell’imprenditore Antonio Napoleone.

L’AQUILA. Ricostruire, migliorare, cementificare, anche un po’ stravolgere, forse in meglio, il capoluogo di regione. C’è di tutto nei progetti presenti e futuri della società Europa Risorse dell’imprenditore Antonio Napoleone.

Nel merito è difficile dire perché i progetti sono solo accennati e mai presentati pubblicamente mentre i dubbi riguardano l’intera operazione finanziaria economica che dovrebbe portare utili proprio per la presenza di privati e di banche.

Il timore del comitato 3e32 è infatti quello che la ricostruzione possa seguire strade dettate dalle speculazioni e da decisioni imposte dai criteri speculativi e di guadagno piuttosto che lasciare agli aquilani la possibilità di immaginare l’Aquila del futuro.

Come detto Europa Risorse srl è società che fa capo all’abruzzese Antonio Napoleone (una vita passata a sviluppare grandi progetti edilizi in giro per il mondo) che emana la Europa Risorse sgr spa che gestisce il Fondo Aq. Nel Fondo Aq partecipano diversi enti e società come la Carispaq, forse altri istituti di credito, ed anche Fintecna ed il gruppo Fimit.

 FINTECNA 

Fintecna è società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e che, relativamente al suo rapporto finanziario con la gestione dell’emergenza è chiamata in ballo direttamente almeno in due ordinanze. A questa società le ordinanze danno anche la possibilità di subentrare al mutuo e acquisire proprietà di case alle quali eventualmente un proprietario voglia rinunciare. Il prezzo della cessione è disposto che sia stabilito dall’Agenzia del Territorio e si aggiungono i dettami sulle modalità di dismissione da parte di Fintecna degli immobili acquistati, esclusivamente però alle aree non ancora edificate. Si dice nelle ordinanze anche che entro tre anni gli stessi Comuni possono riacquistare le aree da Fintecna spa ad un prezzo quantificato in quello originario di cessione più gli interessi legali. Dunque almeno per Fintecna nessun pericolo di speculazione.

FIMIT 

Al Fondo Aq partecipa anche il gruppo Fimit sgr in qualità di società che gestisce fondi finanziari per conto di Inpdap, Enpals, Enasarco che sono enti previdenziali.

La Fimit è società di gestione del risparmio privata, una delle la maggiori in Italia, il cui amministratore delegato è Massimo Caputi, nome noto alla finanza e alla politica italiana per i suoi numerosi incarichi di peso non indifferente e per la sua vicinanza con l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. Attualmente oltre all’incarico di AD Fimit, Caputi riveste anche il ruolo di Consigliere d’amministrazione della Monte dei Paschi di Siena e di cui abbiamo già parlato .

Che c’entrano gli enti previdenziali? Secondo quanto si dice lo stesso Napoleone potrebbe aver suggerito al Governo nella lettera a Berlusconi l’idea di reperire l’ingente mole di denaro per la ricostruzione prelevandola dai fondi pensionistici. I fondi pensionistici sono il calderone dove finiscono tute le trattenute dei dipendenti che serviranno per pagare le loro pensioni. Una montagna di soldi (circa 2 miliardi) che non rimane congelata ma deve fruttare attraverso investimenti sicuri.

Così il Governo per la prima volta decide di utilizzare quei soldi per una emergenza stabilendo un livello di guadagno pari agli interessi legali 3-4%. Ma facendo le cose per bene, secondo Napoleone, si potrebbe guadagnare anche più del 10%.

TRE PROGETTI NEL FUTURO DE L’AQUILA

Nel libro a cura di Pierluigi Mantini (parlamentare Udc) dal titolo “Il diritto pubblico dell’emergenza e della ricostruzione in Abruzzo” lo stesso Napoleone spiega i suoi progetti.

Così si apprende che sarebbe stato costituito una sorta di “sotto-fondo” denominato “Fondo Aqr1” che dovrebbe provvedere alla realizzazione urgente di interventi di pubblica utilità.

Europa Risorse sgr propone di intervenire inizialmente con tre progetti strategici nel centro storico con alcuni edifici in corso Federico II, su un'area del progetto Case per completarla e farla diventare un'area integrata del tessuto urbano ed infine due grandi progetti unici strategici come il campus universitario e il recupero della area di Collemaggio.

L’intervento più urgente tra i tre sarebbero quello del Corso principale poiché è quella la vera strada degli aquilani che è anche attualmente la strada più accessibile. La società che fa capo a Napoleone avrebbe esaminato già diversi immobili da ristrutturare e riaprire velocemente o ricostruire in tempi rapidi per uso uffici e per mettervici alcune attività commerciali. Le trattative sarebbero in fase avanzata per esempio sull'edificio dell'ex Standa.

Su alcuni terreni confinanti ad un'area adiacente all'insediamento del progetto Case, invece, Europa Risorse avrebbe già formalizzato opzioni di acquisto con i proprietari. L'idea è quella di creare centri e servizi di aggregazione non previsti nell'originario progetto.

Cose imponenti riguarderebbero, invece, l'area intorno alla Reiss Romoli dove dovrebbero sorgere luoghi destinati agli universitari e al rettorato. Si pensa a residenze per studenti con almeno 1550 posti, residenze per docenti e ricercatori, nuove aule per lezioni e dibattiti, una grande biblioteca di almeno 2000 m², una moderna area di ristorazione, un auditorium e sale cinematografiche. E poi spazi per il tempo libero e lo sport.

«Ma con la grande cubatura disponibile dal piano regolatore sul sito si possono prevedere anche 15.000 m² di spazi destinati al terziario e al commercio per privati cittadini», srive nel libro Napoleone.

È poi c'è l'area di Collemaggio «tra i luoghi più significativi dell'Aquila per la chiesa omonima e per la posizione rispetto al centro storico. L'aria è, infatti, un ampliamento naturale del centro e può essere facilmente collegato con un ardito ponte pedonale. Sono 45.000 m² di uffici che potrebbero essere facilmente ricostruiti in quest’area per essere messi a disposizione della città. Per la sua particolare posizione Europa risorse», scrive Napoleone, «ritiene che un intervento a Collemaggio , con la realizzazione di nuovi edifici, di una piazza con portici più grande di piazza Duomo, potrebbe rappresentare un primo vero ritorno nel centro storico. La riqualificazione dell'area potrebbe avvenire attraverso la creazione di nuovi poli che svolgono le funzioni di un centro città come un polo culturale, uno religioso, uno turistico, un polo direzionale e un polo ricreativo».

Un po’ come già sperimentato in Puglia con il progetto Monteluce. Anche L’Aquila si propone che la Asl faccia l'apporto ad un fondo della ricostruzione delle proprietà e che dopo un progetto di idee e la trasformazione delle destinazioni d'uso venda le proprie quote al fondo per incamerare capitali per nuovi investimenti nel settore sanitario».

Idee anche buone che gli Aquilani vorrebbero conoscere nel dettaglio e magari anche esprimere i loro dubbi e le loro critiche costruttive. Cosa che finora dal 6 aprile non è mai avvenuta.

30/11/2010 15.25