Terremoto, Berlusconi: «critiche indegne, abiette, criminali»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare l'azione «mistificatoria» dei media. E sui ritardi della ricostruzione «colpa degli enti locali».

ROMA. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare l'azione «mistificatoria» dei media. E sui ritardi della ricostruzione «colpa degli enti locali».

Per il premier l'errore della stampa italiana sarebbe quello di focalizzarsi sui ritardi della ricostruzione in Abruzzo o sulla continua emergenza rifiuti a Napoli.

«E' una cosa indegna, abietta, criminale, antitaliana criticare infodamentamente ciò che è stato fatto da uomini dello Stato e dalla protezione civile», ha detto sferrando un ennessimo attacco alla «stampa di sinistra» secondo lui intenta a «distruggere» l'operato del governo.

«Tutti quelli che hanno detto cose infondate si devono vergognare», ha tuonato. E oggi a Palazzo Chigi è stato proprio il giorno della ricostruzione in Abruzzo, al centro di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sottosegretario Letta, il Commissario Chiodi, il Capo del Dipartimento della Protezione civile Gabrielli.

L'obiettivo sembra chiaro: tornare in prima linea sulla stampa per svelare quello che si è fatto, anche con il rischio di ripetere spesso le stesse cose, e cercare così di contrastare le voci contrarie.

Una indicazione precisa che il premier ha dato anche a livelo locale tanto che ieri il governatore Gianni Chiodi ha protocollato una lettera ai vertici Rai, scagliandosi contro Santoro, per chiedere di ripristinare la verità dei fatti sul sisma aquilano, in puro stile berlusconiano.

«ABBIAMO COSTRUITO NUOVE CASE»

«L’intervento del Governo è stato totale per chi aveva perso completamente la casa» ha ribadito questa mattina il premier. «Sono più di 20.000 i cittadini abruzzesi che si trovano in nuove case antisismiche, che sono state consegnate dotate di tutti i confort entro il gennaio di quest’anno. Per il resto abbiamo avviato i cantieri con procedure molto chiare e precise».

Per quanto riguarda il centro dell’Aquila, ha continuato, il problema riguarda le autorità locali «perché i fondi ci sono», sono stati messi a disposizione dal governo, «ma le autorità locali devono fare uno studio approfondito per ogni edificio lesionato, per capire se è possibile ristrutturarlo, o abbatterlo e ricostruirlo con tecniche antisismiche, ma non c’è stata nessuna inadempienza da parte del governo».

«A noi risultano aperti quasi 12.000 cantieri che riguardano quelle fabbriche, quelle abitazioni, quegli impianti industriali che avevano subito danni ma che possono essere ristrutturati e rimessi a nuovo», ha detto il premier.

Il Commissario Chiodi ha illustrato i dati ufficiali della ricostruzione, ricordando prima di tutto che una legge organica in materia di terremoto è già presente, è il decreto legge n.39 del 2009, convertito nella L. 77/2009, che ha stanziato 14,767 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la situazione della popolazione, la popolazione all’Aquila in termini di residenti si è ridotta, rispetto a prima del sisma, di circa 1.500 unità, una riduzione, quindi, «assolutamente contenuta». Rispetto al 1° febbraio 2010 le persone che hanno trovato un alloggio, alle quali lo Stato riconosce un contributo per l’autonoma sistemazione, si sono ridotte in sei mesi del 50 %; ridotta anche la popolazione alloggiata in hotel o nelle caserme messe a disposizione.

Passando alle macerie: «la rimozione durerà quanto durerà la ricostruzione», mano a mano che si interverrà sugli edifici. Il Governo, ha detto Chiodi, «aveva il compito di liberare dalle macerie le strade e le piazze pubbliche e ciò è stato fatto due volte: una prima volta da parte della Protezione civile, poi quando il Commissario delegato per la ricostruzione è diventato Presidente della regione Abruzzo».

A seguito dell’intervento di puntellamento e messa in sicurezza degli edifici, «le vie sono diventate in pratica luoghi di cantiere, accogliendo le macerie. Il governo è intervenuto con Vigili del fuoco ed esercito per rimuoverle».

GABRIELLI: «SFORZO CORALE E LEGALITA'»

«Io credo che all’Aquila» ha ricordato poi il capo della Protezione civile Gabrielli «sia nella fase emergenziale che nella fase della ricostruzione ci sia stato uno sforzo corale di rispetto della legalità, utilizzando per la grande maggioranza delle opere procedure ordinarie, procedure ad evidenza pubblica».

Nessun accenno alle inchieste di questi giorni della procura aquilana e sui sospetti che anche la malavita organizzata abbia tentato di mettere le mani sul cantiere più grande d'Europa.

«La Corte dei conti non ha trovato una sola irregolarità» ha confermato Berlusconi. «L'autorità di controllo dei lavori pubblici ha esaminato tutti gli appalti e l’esecuzione derivata dagli appalti, il giudizio è stato positivo per come è stato fatto l’appalto, per i prezzi ottenuti e per la regolarità dei lavori». 26/11/10 17.05