San Salvatore, Ugl: «a 20 mesi dal sisma è ancora emergenza»

Alessandro Biancardi

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 San Salvatore, Ugl: «a 20 mesi dal sisma è ancora emergenza»
L'AQUILA. Una situazione difficile e complicata investe ancora oggi la struttura ospedaliera del capoluogo.

Nonostante siano passati 20 mesi dal terremoto e nonostante le rassicurazioni plurime del manager della Asl, la situazione nel nosocomio aquilano versa ancora in piena emergenza.

Ripartire come prima del sisma che ha investito e travolto la città sembra ancora un miraggio.

La situazione la denuncia la responsabile Ugl Sanità Giuliana Vespa che torna a distanza di tempo ad accendere i riflettori su una delle strutture cittadine più importanti e che dopo la catastrofe sta perdendo anche quei poli di eccellenza che un tempo davano lustro.

«Le liste d’attesa sono bibliche», racconta Vespa. «C’è totale assenza di segnaletica, anche provvisoria, che reca enormi disagi all’utenza che viene sballottata da una parte all’altra». 

Non va meglio nel reparto di ostetricia e ginecologia: «tutto è fermo al 7 Aprile 2009», racconta ancora la sindacalista. «La sala travaglio è nel corridoio, si registrano mancanze di medicherie, promiscuità nelle stanze di degenza (puerpere insieme a pazienti con patologie ed interventi ginecologici di vario tipo). Inoltre non è stato ancora riattivato il centro di antisterilità che, prima del sisma, aveva un’utenza extraregionale pari al 71%» .

Il reparto di neurochirurgia, da sempre eccellenza dell'ospedale, pur avendo a disposizione 24 posti letto ne può attivare molti meno per carenza di personale.

«Si potrebbero, inoltre, citare molti altri reparti che vivono in condizioni precarie avendo molteplici problemi logistici e di personale non ancora risolti», continua Vespa.

 La situazione difficile è stata più volte denunciata a Silveri ma secondo il sindacato non sarebbero ancora arrivate risposte concrete.  

«Pur comprendendo le difficoltà oggettive del momento», chiude Vespa, «riteniamo che dopo 20 mesi sia arrivata l’ora di offrire standard qualitativi quantomeno sufficienti per restituire la giusta dignità ai dipendenti ed all’utenza».

E l'ospedale non è fuori nemmeno dalle inchieste della Procura della Repubblica dell'Aquila che sta coordinando la maxinchiesta sul terremoto. Sono 6 gli indagati, tra tecnici, progettisti e collaudatori dell'opera (il reato ipotizzato è di concorso in disastro colposo) la cui realizzazione è cominciata negli anni Settanta. Il terremoto del 6 aprile 2009 ha provocato il crollo di parti della struttura provocando disagi e polemiche con la conseguenza che molti dei feriti sono stati addirittura curati e medicati nelle parti all'aperto adiacenti alle strutture pericolanti.

Nel 2000 la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario bocciò l'Ospedale nuovo inaugurato solo un anno prima. Venne messa in evidenza la «irrazionalità e obsolescenza dell'impianto costruttivo» e la «scarsa qualità dei materiali impiegati».
La bocciatura della struttura è contenuta nella Relazione conclusiva della commissione sulle 'Strutture sanitarie incompiute o non funzionanti'. 
Nel documento, ad appena un anno dall'apertura del nosocomio, la commissione parlamentare evidenziava dunque carenze strutturali dell'ospedale San Salvatore. Ma come spesso succede l’allarme è stato fatto cadere nel vuoto e dimenticato. 

24/11/2010 11.31