Crolli 6 aprile, chiesto rinvio a giudizio per 4 indagati

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1443

CHIETI. Vanno avanti i procedimenti penali per accertare le responsabilità dei crolli di alcuni edifici privati avvenuti la notte del 6 aprile 2009.

 

Ieri il gup del Tribunale dell'Aquila ha fissato per il 19 gennaio 2011 l'udienza preliminare in cui dovranno comparire i tre indagati nel filone della maxi inchiesta della Procura dell'Aquila sul crollo avvenuto, con il terremoto del 6 aprile 2009, in via D'Annunzio, dove morirono 13 persone e due rimasero ferite.

Gli indagati sono il costruttore Filippo Impicciatore, 77 anni, originario della provincia di Chieti, trasferitosi da anni in Venezuela, tra i realizzatori dell'edificio negli anni Sessanta; il progettista dei lavori di ristrutturazione del 2002, Fabrizio Cimino, 49 anni, ingegnere dell'Aquila; infine, l'imprenditore esecutore dei lavori di restauro nel 2002, Fernando Melaragno, 61 anni, originario della provincia di Isernia. I capi di imputazione sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni. Le lesioni sono contestate in quanto ci sono due persone che sono rimaste ferite in seguito al crollo.

Il pubblico ministero, interverrà per primo, esporrà sinteticamente i risultati delle indagini preliminari e gli elementi di prova a giustificazione del rinvio a giudizio da lui richiesto.

Poi sarà la volta delle difese degli indagati e delle parte civile.

Il palazzo di via D'Annunzio, nei pressi della villa comunale, e' l'unico crollato su se stesso nella zona e questo insieme agli elementi emersi dalla perizia dei consulenti della Procura ha fatto propendere la procura stessa per la negligenza umana nell'iter realizzativo della struttura che pure era in cemento armato. 
La perizia parla di materiali scadenti usati per la realizzazione del fabbricato e di presunti errori progettuali. 

Per quanto riguarda il crollo del palazzo di via Sturzo, invece, dove il 6 aprile morirono 20 persone il gup ha chiesto il rinvio a giudizio dell'unico indagato, l'ultraottantenne Augusto Angelini, accusato di omicidio colposo, disastro e lesioni.

Si tratta di uno dei casi più gravi nella maxi inchiesta sul terremoto. Le indagini della Procura hanno individuato altri quattro potenziali responsabili, sui quali però non si può procedere perché deceduti.

24/11/2010 10.12