Blitz al Comune de L'Aquila, procura apre nuova indagine

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La Procura della Repubblica dell'Aquila è impegnata in un nuovo filone della maxi inchiesta sul terremoto.

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L'AQUILA. La Procura della Repubblica dell'Aquila è impegnata in un nuovo filone della maxi inchiesta sul terremoto.

Gli inquirenti dopo le indagini sulle cause dei crolli e sugli appalti della ricostruzione si stanno concentrando sulla verifica che i lavori di ristrutturazione nella case danneggiate dal sisma siano eseguiti efficacemente dalle ditte scelte dai condomini.

Così ieri negli uffici del Comune dell'Aquila che al momento si trovano nella scuola ispettori della guardia di finanza a Coppito, c'é stato un blitz della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri. Gli inquirenti erano alla ricerca delle carte relative al progetto di ristrutturazione di un'abitazione.

A far scattare le indagini è stato un esposto di un cittadino che ha denunciato il fatto che i lavori non sono stati fatti a regola d'arte.

Possibile che siano stati utilizzati dei materiali scadanti, magari per risparmiare e cercare di guadagnare il più possibile? Una beffa nella beffa, se così fosse, perchè gli inquirenti avrebbero accertato, per alcuni crolli avvenuti la notte del 6 aprile 2009, carenze strutturali e cemento depotenziato.

Ma il caso denunciato qualche settimana fa e adesso al vaglio della Procura non sarebbe isolato perché anche altri condomini non soddisfatti degli interventi delle ditte scelte si sono rivolti alla magistratura. Con il passare del tempo, mano a mano che la ricostruzione entrerà nel vivo, il fenomeno potrebbe assumere ancora più rilevanza.

Già da qualche giorno la procura aveva spostato la propria attenzione sull'aggiudicazione degli appalti privati ovvero sul recupero della case E, quelle segnalate come gravemente danneggiate dal sisma.

Proprio su questi appalti per la ricostruzione, sostiene la procura, si sarebbero addensate le attenzione delle organizzazione mafiose visto che il regime di indennizzo dato ai fondi permette al cittadino di individuare e decidere tutta la filiera ricostruttiva, dalla impresa, al tecnico fino all'amministratore di condominio, senza alcun tipo di controllo.

E dove manca il controllo le mani della malavita organizzata hanno ovviamente gioco facile.

Così adesso la Procura distrettuale vuole verificare la correttezza e la trasparenza degli iter seguiti negli affidamenti di incarichi di condomini E, per accaparrarsi i quali in generale si è scatenata una guerra tra imprese, amministratori di condominio e progettisti.

La Procura stava già approfondendo il fenomeno, segnalato anche da alcuni esposti, di appalti aggiudicati sempre allo stesso amministratore di condominio, alla stessa impresa e allo stesso progettista. Una situazione che era balzata agli occhi di molti e che non poteva essere una pura e semplice coincidenza.

L'attenzione è ai massimi livelli soprattutto in seguito all'inchiesta sulla 'ndrangheta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha portato a sgominare la cosca Borghetto-Caridi-Zindato, con l'arresto di 34 persone.

23/11/2010 8.23