In 10 mila per L'Aquila, «riprendiamoci la città»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2211

   In 10 mila per L'Aquila,  «riprendiamoci la città»
L'AQUILA. Decine di pullman sono arrivati da tutta la penisola per partecipare alla mobilitazione nazionale "L'Aquila chiama Italia".

Si parla di 10 mila manifestanti arrivati nella città terremotata riaccende le luci sulla ricostruzione post-terremoto e sulla situazione economica sempre più critica.

Tra le prime delegazioni arrivate davanti a Piazza d'Armi sono quelle di Terzigno (Napoli) e Boscoreale (Napoli): ad accogliere i manifestanti c'é una lavatrice gigante fatta in cartone con dei panni appesi e uno striscione con la scritta "Basta speculare sui nostri panni".

Dall'altro lato c'é invece uno stand per raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini sulla ricostruzione, affinché si abbiano finalmente regole e fondi certi, diversamente da quanto accade oggi.

Il resto lo fanno le immancabili carriole e gli striscioni con le scritte 'Macerie di democrazia'.

Il comitato 3.32 ha deciso di aggiornare in tempo reale la propria pagina su Facebook .

Sfileranno delegazioni istituzionali a partire dal Consiglio Comunale dell'Aquila che ha votato l'adesione all'unanimità: sindacati, associazioni, l'università e la squadra di rugby, gloria sportiva della città.

Grande assente la Provincia de L'Aquila che ha fatto sapere che non parteciperà perchè la giornata viene ritenuta un momento di «strumentalizzazione politica».

Dispiaciuto per queste affermazioni il sindaco Massimo Cialente secondo il quale la posizione dell'Ente è «molto grave».

 

 

 

 

 

 

PARTITO CORTEO

Con in testa uno striscione neroverde con scritto "Macerie di democrazia - L'Aquila chiama Italia", è partito da viale Corrado IV il corteo di mobilitazione cittadina con cui L'Aquila dice al resto d'Italia che la questione del terremoto non va dimenticata. Il percorso raggiungerà piazza Duomo nel cuore del centro storico attraversando via XX Settembre, una delle arterie più devastate dal terremoto del 6 aprile 2009. Gli organizzatori stimano una presenza di cinquemila persone alla partenza della manifestazione, ma in corteo ci sono delegazioni di tutti i Comitati locali che aderiscono all' Assemblea Cittadina, di una parte dei sindaci del Cratere - che sfila dietro ad alcuni gonfaloni comunali -, delle categorie produttive, dei sindacati e degli ordini professionali dell'Aquila. Si va avanti al grido di "L'Aquila è nostra": in corteo c'é anche un grande striscione portato in ricordo delle vittime del sisma; molti manifestanti indossano i caschi protettivi da cantiere.

PEZZOPANE, PECCATO QUALCUNO NON SIA VENUTO

«E' una manifestazione con l'orgoglio aquilano, i colori neroverdi, e tanta gente da tutte le parti d'Italia, peccato che qualcuno abbia voluto dare un senso politico all'evento non venendo qui», ha detto l'assessore comunale dell'Aquila, Stefania Pezzopane, ex presidente della Provincia dell'Aquila. «Stando insieme a questa gente - ha continuato mentre si apprestava a sfilare con il corteo - si capisce che è l'orgoglio aquilano a chiedere le cose. Tra i tanti che partecipano ci sono centinaia e centinaia di disoccupati aquilani. La misura della spontaneità della manifestazione - ha continuato Pezzopane - è dimostrata anche dalle centinaia di persone in fila per firmare la legge di iniziativa popolare. Gli aquilani voglio appunto la legge, risorse e zona franca per il futuro con un atteggiamento assolutamente spontaneo».

STRISCIONE 'RIPRENDIAMOCI LA CITTA''

Uno striscione lungo oltre dieci metri, con la scritta "Riprendiamoci la città", è stato srotolato all'Aquila al passaggio del corteo dal ponte Belvedere, uno dei ponti simbolo della città, alle porte della zona rossa. Al corteo partecipano migliaia di persone, lungo il percorso si aggiungono via via aderenti.

 DI PIETRO: «GOVERNO CONTINUA A PENSARE AD ALTRO»

«Sono stato a visitare la parte centrale dell'Aquila, ci vogliono trent'anni per metterla a posto se si continua così», ha commentato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che sta partecipando alla manifestazione. Per avere giustizia e futuro nel cratere del terremoto, ha detto, «serve un governo che si occupi dei cittadini e non venga qui a prenderli in giro».

«Si potrebbe fare presto e bene - ha continuato Di Pietro - se fossero dati gli strumenti in termini finanziari, operativi e normativi».

Il leader dell'Idv ha attaccato l'azione del governo che, «anziché pensare a far risorgere una città affondata dal terremoto eliminando sprechi e spese inutili, pensa all'acquisto di armamenti aeronautici superlusso per fare la guerra, mentre qui si muore senza che le richieste su lavoro e sviluppo vengano esaudite».

Secondo Di Pietro non si sta facendo nulla perché il governo centrale, occupato su altri fronti, non pensa alle cose che interessano il Paese.

20/11/2010 15.28

«MANIFESTAZIONE POLITICIZZATA»  

Gli organizzatori hanno preparato una lavatrice gigante di cartone con panni appesi e uno striscione con l'appello "basta speculare sui nostri panni". Accanto, uno dei due presidi per la raccolta di firme a sostegno della legge popolare: migliaia i cittadini che hanno sottoscritto, tanti i politici di buona parte dei partiti di opposizione, Pd, Radicali, Sel, Prc, Sinistra critica, Psi, Comunisti italiani e Italia dei Valori. In corteo anche il leader Idv, Antonio Di Pietro, il vice segretario Pd, Enrico Letta, il segretario Prc e Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, il leader radicale Marco Pannella. Quest'ultimo, giunto in piazza Duomo, ha dovuto sospendere lo sciopero della fame dopo che la titolare dello storico bar Nurzia gli ha offerto un cappuccino con torrone. Sotto la pioggia incessante, il neroverde di uno striscione con la scritta "Macerie di democrazia-L'Aquila chiama Italia", il nero di un altro in ricordo delle vittime del sisma. Dal ponte Belvedere, al passaggio dei manifestanti, è stato srotolato un grande lenzuolo con l'esortazione "Riprendiamoci le città". Il 'popolo delle carriole' e i comitati spontanei hanno gridato «oggi non siamo soli», accompagnati dal ritmo delle bande di strada. Il corteo si è spezzato in più parti, qualche gruppetto ha attraversato anche i vicoli inagibili, ma non ci sono stati incidenti.

Il Pdl in gran parte assente ha bocciato l’iniziativa.

«Pur rispettando il diritto di manifestare pacificamente, le dichiarazioni rese dagli esponenti di sinistra locali e nazionali sono la conferma della politicizzazione strumentale della manifestazione svoltasi all'Aquila, con la stragrande presenza di molte persone non aquilane», ha detto il coordinatore regionale abruzzese del Pdl, Filippo Piccone.

«Altro che ricostruzione ferma, come vuol far credere il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente del Pd - aggiunge Piccone -, ci sono più di diecimila cantieri aperti con le risorse messe a disposizione dal Governo, il centro storico ha i finanziamenti per tutti beni pubblici, compresi i sottoservizi, e sono stati anche nominati i soggetti attuatori mentre, per la parte privata, i sindaci devono presentare i piani di ricostruzione e per questi si è in fervida attesa. Dopo la grande azione del Governo sulla fase dell'emergenza, risultato positivo unico nel suo genere a livello internazionale, oggi, nonostante le molteplici difficoltà economiche internazionali possiamo dire con l'assoluta certezza che il Governo Berlusconi non ha mai lasciato solo l'Abruzzo dopo il sisma e anzi ha mostrato sempre più profonda attenzione».

20/11/2010 21.35