L'Aquila chiama Italia, sale la tensione. Molinari: «attenzione agli infiltrati»

Alessandro Biancardi

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L'Aquila chiama Italia, sale la tensione. Molinari: «attenzione agli infiltrati»
PESCARA. A meno di 24 ore dalla manifestazione che mobiliterà l'intera città sale la tensione. Il escovo Molinari si appella agli «aquilani migliori». Otto sindaci contro la partecipazione di Vendola, Di Pietro e una troupe di 'Annozero'. Anche la Provincia fa sapere che non parteciperà. 

La giornata di oggi era partita nel migliore dei modi ovvero con l'accoglimento di un ordine del giorno che impegna il Governo ad applicare per i terremotati abruzzesi, nel primo provvedimento utile, lo stesso trattamento riservato ai cittadini delle Marche, dell'Umbria e del Molise.

L'odg bipartisan è stato presentato dai deputati Lolli, Aracu, Castellani, De Angelis, Dell'Elce, D'incecco, Di Stanislao, Toto, Catone, Ginoble, Mantini, Pelino, Scelli, Tenaglia, Turco.

Si potrebbe quindi cominciare col rimandare l'avvio della restituzione di quanto sospeso dal 1 gennaio 2011 al 30 Giugno 2012.

Soddisfatto anche il presidente Chiodi che parla di «riconoscimento tangibile del lavoro svolto da tutti i parlamentari abruzzesi ma anche il risultato dei continui contatti e riunioni che io stesso ho avuto in questi giorni al Mef. La proroga della moratoria, in scadenza il prossimo 31 dicembre, e le assicurazioni di una decurtazione nella restituzione del pregresso inducono all'ottimismo verso un'equiparazione di trattamento dei cittadini terremotati dell'Aquila a quelli di Marche, Umbria e Molise, o a agli alluvionati di Alessandria».

Ma si avvicina per la città anche il giorno della grande mobilitazione 'L'Aquila chiama Italia': la partenza è prevista alle 14 in piazza d'Armi e hanno già dato la propria adesione decine di Enti pubblici, Comitati, associazioni, partiti politici (guarda l'elenco completo ).

Il vescovo Giuseppe Molinari chiede agli aquilani «migliori» di fare in modo che l'evento «sia veramente un grido al Governo, allo Stato, per dire che L'Aquila c'é e ha i suoi problemi, ma esorto tutti ad eliminare possibili infiltrazioni e strumentalizzazioni».

Molinari si è detto «d'accordo con tutti quelli che protestano per i motivi più giusti e mi fa piacere vedere tutta L'Aquila presente alla mobilitazione. Quello che mi preoccupa un po' leggendo la lista delle adesioni - ha però sottolineato - è vedere che ci sono delle sigle che nel loro nome, nel loro passato e nella loro storia non hanno volontà di costruire, di collaborare. Sembra che abbiano quasi più volontà a demolire».

Di qui l'appello «ad eliminare ogni possibile infiltrazione che mira ad altro, che mira a strumentalizzare e a creare disordini e incidenti».

E non mancano in queste ore anche le polemiche: «non è partecipando a manifestazioni politiche, faziose e strumentali, che si risolveranno i problemi delle popolazioni che rappresentiamo», dicono i sindaci di otto Comuni del Cratere (Barete, Cagnano Amiterno, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Poggio Picenze e San Pio delle Camere) annunciano di non aderire alla manifestazione.

«Condividiamo nel merito le motivazioni della manifestazione, che inizialmente era stata presentata come apolitica - spiegano - e naturalmente riteniamo di primaria importanza la ricostruzione del territorio, la ripresa economica, il sostegno ai lavoratori, la tutela sociale dei più deboli, la concessione di adeguate agevolazioni fiscali, la sospensione di mutui, la sospensione di prestiti. Tuttavia - sottolineano - nel corso di questi ultimi giorni é emerso in tutta evidenza il chiaro connotato politico di 'L'Aquila chiama Italia'. La partecipazione di tutti i partiti della sinistra italiana, la passerella già annunciata di Vendola e Di Pietro, l'adesione alla manifestazione di diverse realtà, provenienti anche da fuori Regione, riconducibili all'area dell'estrema sinistra (Popolo viola, Amici di Beppe Grillo e No-Tav) lasciano presagire che si tratterà solo ed esclusivamente di una manifestazione sterile il cui vero intento é screditare il governo nazionale. La presenza in città di una troupe della trasmissione 'Annozero' si caratterizza sempre più come funzionale cassa di risonanza per le finalità meramente politiche della manifestazione piuttosto che legate ad un concreto e reale interesse alle criticità legate al post-sisma».

«In questo quadro - concludono i sindaci - la città dell'Aquila rischia di essere utilizzata soltanto come teatro e i problemi del nostro territorio come semplice pretesto per una iniziativa che, a causa della speculazione di una parte politica, rischia di apportare più danni che benefici all'intera collettività».

LA PROVINCIA NON PARTECIPERA'

La Provincia non parteciperà alla manifestazione, fa sapere il gruppo di maggioranza, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, «in quanto», si spiega in una nota, «dalla lettura dei siti web, si evince chiaramente che la stessa manifestazione sta prendendo una connotazione di strumentalizzazione politica. Ciò andrebbe a danneggiare l’immagine della città a livello nazionale e lo stesso processo di ricostruzione, offuscando tutto ciò che di positivo è stato fatto fino ad adesso ed il reale fine ultimo».

 

19/11/2010 17.02