Inchiesta appalti, no ad interrogatorio Letta: «mancano indizi colpevolezza»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Entro la fine dell'anno la procura distrettuale antimafia dell'Aquila definirà il filone di indagine legato agli appalti per il G8 e la ricostruzione post terremoto.*TERREMOTO, CHIODI GIRA 42 MILIONI DI EURO AI COMUNI

 

Altri quaranta giorni di lavoro, dunque, e l'inchiesta dovrebbe essere conclusa.

Gli inquirenti si stanno concentrando da mesi sul consorzio Federico II e sono iscritti nel registro degli indagati l'imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio Federico II, Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, e Riccardo Fusi, il presidente dimissionario della Btp, impresa che fa parte del consorzio Federico II.

I tre sono devono rispondere di abuso d'ufficio, ma le indagini sono tese a provare anche la corruzione nell'ambito di presunti favori ottenuti nella realizzazione di opere dopo il sisma dell'aprile 2009.

Fino ad ora solo Barattelli si è sottoposto all'interrogatorio e ha spiegato ai pm «che il consorzio Federico II non ha vinto appalti pubblici e che l'impresa della mia famiglia ha avuto subappalti chiari e regolarmente autorizzati nell'ambito dell'emergenza e della ricostruzione».

Secondo l'accusa, Fusi e Barattelli, che insieme ad altre due imprese aquilane, Vittorini Emidio ed Equizi-Marinelli, dopo il terremoto hanno costituito il consorzio "Federico II", sono riusciti ad aggiudicarsi appalti grazie ai buoni rapporti intrattenuti con personaggi politici nazionali, tra i quali Denis Verdini.

Barattelli ha spiegato di aver visto solo una volta Fusi e ha confermato «stima e rispetto del lavoro della Procura aquilana».

Secondo quanto appreso dall'agenzia Ansa, i pm aquilani hanno rinunciato, per carenza di indizi, all'eventualità di ascoltare il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Gianni Letta che, secondo alcune intercettazioni fatte dalla procura di Firenze che indagava sugli appalti del G8 della Maddalena e per i grandi eventi, avrebbe incontrato Fusi, Barattelli e Verdini.

Sempre stando a fonti della procura distrettuale, i risultati delle indagini non porterebbero ad epiloghi clamorosi, ma denuncerebbe dinamiche legate ad un malcostume tipico del sistema italiano degli appalti; non ci sarebbero responsabilità di rilievo e quindi non ci saranno provvedimenti pesanti. Tutto ciò grazie al fatto che sugli appalti sull'emergenza é stata efficace l'azione del pool istituito per prevenire le infiltrazioni mafiose nel cratere del terremoto, coordinato dall'allora prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, da pochi giorni nuovo capo della protezione civile nazionale al posto di Guido Bertolaso, andato in pensione.

La procura distrettuale sta invece continuando a lavorare sulla questione delle infiltrazioni negli appalti post terremoto, in particolare della 'ndrangheta e della camorra, ritenute le piu' pericolose.

Decisamente più avanti il filone sul crollo della struttura universitaria di via XX settembre dove morirono otto giovani; la Procura ha indagato 11 persone per le quali ha chiesto il rinvio a giudizio per i reati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni
Il super perito Maria Gabriella Mulas, docente del dipartimento Ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, nominato dal Gip del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco, per fare luce sulle cause del crollo sarà oggi nella struttura per fare un sopralluogo alla presenza delle parti civili. Il docente dovrà consegnare la perizia entro il 30 aprile 2011; la nuova udienza è stata fissata per il 4 giugno del 2011.

Al perito sono stati consegnati anche i quesiti ai quali dovrà rispondere. Nei sei mesi di lavoro potrà avvalersi di altri collaboratori e assistenti; il mandato che le è stato conferito è molto ampio dal momento che avrà la facoltà di acquisire e visionare documenti e perizie fatte svolgere da accusa e difese. 

Nelle scorse settimane la Cassazione ha dichiarato «inammissibili» i ricorsi degli avvocati Attilio Cecchini e Roberto Colagrande, legali dell'indagato Pietro Sebastiani (presidente della commissione di collaudo), e dall'avvocato Massimo Carosi, che assiste Claudio Botta (progettista della struttura).

Le difese, infatti, ritenevano che all'Aquila non ci fossero le condizioni ideali per celebrare il processo e per questo ne avevano chiesto lo spostamento a Campobasso.

19/11/2010 10.32

 

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TERREMOTO, CHIODI GIRA 42 MILIONI DI EURO AI COMUNI

 L'AQUILA. Il commissario Chiodi ha trasferito al Comune dell’Aquila 4 milioni di euro per poter pagare l’indennità di occupazione, per il ristoro degli eventuali danni e per il ripristino dello “status quo ante” delle ex aree di accoglienza.

Le aree interessate sono a L’Aquila: il campo di allenamento di Acquasanta, il campo di rugby di Acquasanta, il verde pubblico attrezzato di Pazza D’Armi, il parco cittadino del Piazzale di Collemaggio, il verde pubblico attrezzato di Centi Coltella,il verde pubblico attrezzato di Collebrincioni, il verde pubblico- viabilità e parcheggi di Bazzano, il campo sportivo di Coppito, il campo sportivo di Preturo, il campo sportivo di S. Rocco di Pianola, il complesso sportivo di San Gregorio, il complesso sportivo di Arischia, il campo sportivo e il verde pubblico attrezzato di Monticchio.

Ieri Chiodi ha firmato anche i mandati di pagamento per oltre 38 milioni di euro a favore dei Comuni che hanno sostenuto spese relative all’emergenza.

Tali risorse serviranno ai Comuni per il pagamento dei CAS, del personale, delle imprese che hanno effettuato lavori di puntellamento e per tutte le altre spese legate alla rimozione di situazioni di pericolo.

In particolare, al Comune dell’Aquila, viene trasferita la somma di oltre 35 milioni di euro, pari al 42,3 per cento di quanto rendicontato dal 31 maggio al 10 novembre 2010.

Per gli altri Comuni del cratere, viene trasferita la somma di 2,8 milioni, mentre agli altri comuni e agli altri enti vengono trasferite risorse per complessivi 880 mila euro. Il Commissario rende noto, inoltre, di aver ricevuto sulla contabilità dell’emergenza una ulteriore somma di 25 milioni di euro che a breve servirà per effettuare ulteriori pagamenti.

AUTONOMA SISTEMAZIONE SENZA DIRITTO, 20 DENUNCE

 I Carabinieri della Compagnia di L'Aquila al comando del Capitano Marcello D'Alesio, hanno invece denunciato 20 persone per il reato di ruffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

La scoperta è avvenuta a seguito di alcuni accertamenti predisposti a seguito del terremoto del 6 aprile 2009, tendenti a verificare che tutti i beneficiari dell'indennità per l'autonoma sistemazione, fossero effettivamente titolati a conseguirla. I militari di Campotosto hanno smascherato 20 persone che, pur non essendo in possesso a vario titolo dei requisiti previsti, hanno continuato a percepire l'indennità per l'autonoma sistemazione con modalita' ed in tempi diversi.  

19/11/2010 10.51