Monicelli, Augias, Hack: il mondo della cultura si mobilita per L'Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Arrivano sempre più numerose le adesioni alla manifestazione nazionale “L’Aquila chiama Italia” prevista per sabato 20 novembre.* RIVERA (PD) SI DIMETTE: «MI IMMOLO CONTRO SPECULAZIONI»

Il corteo si snoderà nel cuore della città colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. Istituzioni – a partire dal Consiglio Comunale dell’Aquila che ha votato l’adesione all’unanimità – sindacati, associazioni,  l’ Università e la locale squadra di Rugby, gloria sportiva della città.

E ancora, artisti e intellettuali. Molti arriveranno di persona e altri faranno arrivare la loro testimonianza. Come il regista Mario Monicelli, il quale ha organizzato interviste a personaggi del mondo della cultura, della scienza e dell’arte - da Corrado Augias a Margherita Hack ai fratelli Taviani – e che invierà una lunga testimonianza video a più voci, che sarà proiettata sabato prossimo su un maxi schermo.

La manifestazione, che vuole riaccendere le luci sulla mancata ricostruzione post terremoto e sulla situazione economica sempre più critica all’Aquila e nel Cratere,   sarà l’occasione per lanciare la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini sulla ricostruzione, affinché si abbiamo finalmente regole e fondi certi, diversamente da quanto accade oggi.

La legge è stata già depositata in Cassazione. I banchetti per la raccolta delle firme per la sua presentazione saranno posizionati lungo il percorso del corteo. Si partirà alle 14.00 da piazza d’Armi, sede della tendopoli principale nei primi mesi dell’emergenza, per giungere  a piazza Duomo: la principale piazza cittadina,  l’unica riaperta della zona rossa, dove si alterneranno sul palco i protagonisti della giornata. Il corteo attraverserà via XX settembre, uno dei luoghi simbolo della tragedia per le decine di vittime causate dal crollo di molti palazzi, tra cui quello della casa dello studente. Il 20 novembre sarà l’occasione per chiedere inoltre che questa via venga rinominata “6 aprile”, a ricordo della data che ha cambiato la storia della città. E ancora, per chiedere che il 6 aprile diventi la “Giornata nazionale per la prevenzione del rischio sismico”.

Un caschetto da lavoro è l’immagine scelta come simbolo della manifestazione: il caschetto – dapprima utilizzato dagli aquilani per entrare nelle case distrutte e per proteggersi dai crolli, poi per riaprire il centro e riappropriarsi della città – è stato trasformato di recente in un simbolo di dignità e di rivendicazione dei diritti, adottato dai ricercatori e dagli studenti in lotta come dagli operai delle fabbriche e dei cantieri. 

«Il 20 novembre tutti sono invitati a portare un caschetto», dicono gli organizzatori, « per proteggersi dalle “macerie della democrazia” di questo Paese, per aprire il cantiere della ricostruzione della città e di un futuro migliore per l'Italia».

Per info su prenotazioni autobus da varie città,  pernottamento all’Aquila e materiali e adesioni complete alla manifestazione si può fare riferimento al sito anno1.org

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16/11/10 16.30

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RIVERA (PD) SI DIMETTE: «MI IMMOLO CONTRO SPECULAZIONI»

L'AQUILA. «Mi sono dimesso per oppormi allo sfascio del territorio e all'utilizzo speculatorio dei manufatti provvisori da parte di molti che sperano di sanare queste abitazioni provvisorie. Insomma mi sono immolato per la tutela del territorio».

Così il consigliere comunale dell'Aquila del Pd Vincenzo Rivera ha motivato le dimissioni dalla carica di presidente della commissione Bilancio presentate ieri nel corso della seduta del consiglio comunale «per la mancata discussione di un ordine del giorno controfirmato dallo stesso sindaco e condiviso anche dalla minoranza sulla interpretazione autentica della delibera 58 sui manufatti temporanei ad uso abitativo».

Come sottolinea Rivera, «il documento chiarisce che non spetta a coloro che hanno ricevuto assistenza abitativa da parte del pubblico (progetto Case, Map, affitti concordati e fondo immobiliare) chiedere la realizzazione di manufatti temporanei».

Un fenomeno già oggetto di denunce che quindi potrebbe anche attrarre l'attenzione della magistratura.

«Il presidente del consiglio comunale - spiega ancora Rivera - non l'ha accettata non ritenendola urgente, eppure l'ordine del giorno era firmato da tutti i presenti esclusi cinque consiglieri».

La protesta ha avuto degli effetti: oggi la tematica sarà affrontata dalla giunta comunale.

«Il mio è stato anche un tentativo di far uscire la maggioranza di centrosinistra da una contraddizione sul tappeto da un anno per allontanare il pericolo di un mostro urbanistico - ha continuato Rivera -, il risultato è che oggi in Giunta si parla proposta di ritiro che dovrà essere ratificata dal consiglio comunale».

In riferimento alle dimissioni, Rivera è disposto a ritirarle se il problema verà risolto velocemente.

«Lo scenario che si prefigurerebbe qualora qualche consigliere intendesse indugiare ancora è quella di perdere la commissione Bilancio a vantaggio delle opposizione, una commissione importante che se in mano al centrodestra potrebbe portare anche a far cadere l'amministrazione: basta ricordare che, ad esempio, se non viene adottato il bilancio preventivo entro termini improrogabili, la conseguenza è lo scioglimento del consiglio comunale».

16/11/10 17.40