Cialente e Chiodi, dopo le tensioni si abbracciano e fanno pace

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1019

L'AQUILA. «Sulla ricostruzione prima che di merito c'é un problema di metodo. I soldi impiegano sei passaggi per tornare al Comune».

Lo ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ex vice commissario per la ricostruzione, dimessosi in dissenso con la politica del Governo sul terremoto, prima di entrare nella sala dove era in programma la conferenza stampa del commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi.

«Io posso porgere l'altra guancia come Cialente, non come sindaco», ha detto ancora. «Stiamo tornando al centralismo dei primi giorni dell'emergenza».

Le tensioni tra sindaco e governatore si sono sciolte poi con un abbraccio, suggerito da un cronista, nel corso della conferenza stampa.

I due amministratori, seduti vicini al tavolo, con in mezzo il presidente del Comitato attività produttive, Giorgio Rainaldi, si sono inizialmente ignorati con lo sguardo, dialogando però durante i rispettivi interventi. Poi, alla fine l'abbraccio che potrebbe sancire la pace.

«Alcuni degli aspetti contenuti nel documento del Comitato - ha detto il sindaco del capoluogo - rientrano nella legge di stabilità, che sarà l'ultima possibilità per modificare la restituzione delle tasse, che se restasse com'é sarebbe non un'eutanasia, ma un omicidio per L'Aquila. Anche nel 'mille proroghe' si potrebbero inserire moltissimi di questi punti e altri provvedimenti d'emergenza».

Il sindaco si è detto però «preoccupato perché subito dopo l'approvazione della legge di stabilità ci potrebbe essere la crisi di governo».

«Rischiamo di trovarci - ha ammonito - in seria difficoltà, senza più interlocutori, perciò bisogna alzare il livello dell'attenzione e della vigilanza. La manifestazione del 20 novembre sarà importante, ma si sta diffondendo scoramento tra gli aquilani, è pericoloso».

Su questo punto Chiodi ha cominciato a controbattere. «Ho finanziato - ha ricordato - l'avvio della ricostruzione di tutti i beni pubblici e del patrimonio monumentale, culturale e delle chiese del centro storico. Il decreto sarà firmato a breve, cerchiamo di affrontare il futuro con ottimismo e non con scoramento»

Intanto oggi Chiodi avrà un incontro ufficiale al ministero dell'Economia per parlare di benefici fiscali, tassazione e zona franca urbana.

Il commissario ha annunciato una novità, ossia che «é stata registrata presso la Corte dei conti la delibera Cipe che stanzia i fondi per 90 milioni di euro. Inoltre - ha aggiunto - la zona franca dell'Aquila è l'unica rimasta assieme a quella di Massa Carrara».

Previsti anche altri contributi al sistema produttivo del "cratere".

«Chiederò risorse - ha spigato ancora Chiodi - in base al decreto legge 77, perché una legge sull'Abruzzo esiste, per poter trovare fondi per lo sviluppo economico nelle more di quelli già stanziati, ma non utilizzati, per la ricostruzione».

Il Comitato per le attività produttive ha presentato invece un documento in quattro punti per rilanciare l'economia dei comuni del cratere sismico.

Si tratta di un documento dettagliato che illustra le misure e le iniziative che devono essere intraprese per avviare il rilancio economico, produttivo e occupazionale dei comuni del cratere dopo la fase emergenziale del terremoto. Illustrato dal presidente della Camera di commercio Giorgio Rainaldi, il documento programmatico e' stato definito «un grande esempio di collaborazione e un atto ricco di proposte» dal commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi. «Il documento e' stato gia' recepito - ha detto Chiodi - e ora bisogna lavorare insieme per reperire le risorse necessarie».

Ma il commissario Chiodi ha anche voluto sottolineare il successo ottenuto dall'iniziativa promossa dalla Regione Abruzzo sul bando per attrarre nuove imprese nell'area del cratere. «Avevamo messo a disposizione 11 milioni di euro - ha detto - e abbiamo avuto 136 domande di nuove aziende con una previsione occupazionale di 500 addetti. Questo conferma quanto sia alta l'attenzione degli operatori economici a misure di sostegno all'economia e alla ripresa».

SISMA TRA L'AQUILA E RIETI, MAGNITUDO 2.9 

Una scossa sismica di magnitudo 2.9 e' stata avvertita dalla popolazione tra le province di L'Aquila e Rieti. Le localita' prossime all'epicentro sono i comuni di Montereale (L'Aquila), Borbona e Posta (Rieti). Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento e' stato registrato alle ore 9,32.

16/11/2010 10.36