Idv all'attacco: «Abruzzo: la fabbrica delle emergenze e dei poteri in deroga»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Abruzzo come una «regione-laboratorio» nella quale sperimentare nuovi modelli gestionali, tutti conseguenti alla costruzione «a tavolino» di condizioni di emergenza.

La pensa così l'Italia dei Valori che questa mattina in occasione di una conferenza stampa ha criticato aspramente la gestione dell'emergenza del sisma aquilano, ma anche quella dei rifiuti, dei trasporti, della Sanità e dell'acqua.

'Bersaglio' principale il presidente Gianni Chiodi, nonché commissario straordinario sia alla ricostruzione che al terremoto.

«A distanza di circa 18 mesi», ha contestato il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini, « i poteri continuano ad essere nelle mani di pochissimi».

«Questi pochissimi, mancando ancora oggi una legge che definisce stabilmente i diritti ed i doveri dei cittadini e delle imprese, hanno di fatto il potere di vita o di morte dei territori; possono prorogare una agevolazione fiscale, cosi’ come possono toglierla; non essendo vincolati da una programmazione di medio-lungo termine, possono favorire un intervento e rallentarne altri; non essendo sottoposti al controllo democratico delle assemblee elettive, possono di fatto “secretare” le loro decisioni, che in molti casi vengono rese note solo quanto non e’ piu’ possibile modificarle e sempre in molti casi vengono persino nascoste agli eletti, che per esercitare le loro funzioni sono costretti a rivolgersi agli avvocati ed ai tribunali».

Dopo molti mesi, secondo l'Idv «tutto ciò non trova più alcuna giustificazione nella logica emergenziale che doveva ed ha caratterizzato i primi mesi del post terremoto; eppure si va avanti così, non perchè sia necessario, ma perchè l’emergenza, anche quando non è più tale, fa molto comodo a chi gestisce il potere».

Per quanto riguarda i rifiuti «si sono interrotte le iniziative finalizzate a stimolare la riduzione della produzione del pattume, la raccolta differenziata e il riciclo e si profila un'emergenza. Anche perchè, ha ricordato l'Idv «nel frattempo l’assessore che avrebbe dovuto occuparsene (Stati) e l’assessore che di fatto se ne occupava (Venturoni) sono fuori gioco da mesi per le inchieste giudiziarie che li hanno coinvolti, senza che Chiodi abbia fatto nulla per rimediare a questa situazione».

Per i trasporti, ha proseguito Costantini, «il taglio e' di 50 milioni di euro e anche in questo caso si annuncia un'emergenza. Per la sanita' i poteri commissariali di Chiodi si sono trasformati in uno strumento improprio di gestione del potere mentre per l'acqua si lavora per la costituzione di un Ato unico».

Per il deputato Augusto Di Stanislao e' indispensabile «entrare in un'ottica di programmazione, e bisogna mettere in campo scelte importanti» altrimenti da «regione verde si rischia di diventare una regione rossa, in termini di emergenza, e avremo una Terzigno tutta abruzzese. Noi ci faremo sentire, e faremo una battaglia feroce a tutti i livelli, anche in Parlamento».

Il senatore Alfonso Mascitelli ha parlato in particolare dei problemi della sanita', dalle «liste di attesa da terzo mondo» agli «80 milioni per la mobilita' del 2009» e ha fatto notare che quello portato avanti non e' un programma operativo ma un piano di rientro. Ha anche osservato che «e' ridicolo che l'autorevolezza della nostra regione sia legata alle nomine di Chiodi e Pagano. La gestione commissariale e gli aumenti delle tasse per i cittadini e le imprese abruzzesi potevano cessare semplicemente con la presentazione di un nuovo piano di rientro serio, credibile e capace di colpire non i cittadini, ma i mostruosi sprechi che ancora gravano sulla gestione della sanita’. Chiodi non ha voluto ed ora appalti, consulenti, incarichi sono ancora tutti al loro posto, mentre i servizi ai cittadini progressivamente spariscono».

Mascitelli ha annunciato una interrogazione al ministro della Salute su spese obbligatorie.

12/11/10 15.30