Scossa di magnitudo 3.4. Presentata proposta di legge popolare

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Una scossa di magnitudo 3.4 è stata avvertita questa notte alle 2.35. Si tratta di uno degli eventi sismici più forti registrato nell'ultimo anno.* ATER L’AQUILA IMPEGNA 10 MILIONI DI EURO, 300 FAMIGLIE TORNERANNO A CASA

L'epicentro è localizzato tra i Comuni di Barete, Capitignano, Pizzoli ad una profondità di 14.3 km.

Dodici minuti dopo, ovvero alle 2.47 è stata avvertita una replica di magnitudo 2 sempre tra i comuni di Barete, Capitignano, Pizzoli. Non si registrano danni a cose o persone anche se la paura è tornata nuovamente a farsi sentire. Anche la notte tra mercoledì e giovedì era stata caratterizzata da due scosse la prima alle 0.22 (magnitudo 2.2) nel distretto dei Monti Reatini, e una seconda alle 3.05 sempre di magnitudo 2.  

Intanto ieri il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi ha annunciato che sono disponibili 3,3 milioni per finanziare gli interventi di messa in sicurezza di alcune infrastrutture abruzzesi. Saranno stanziati 891 mila euro per i lavori di bonifica della frana in località “Due Fossi” nella Valle del Chiarino; 208.926 euro per il consolidamento delle pareti verticali instabili a ridosso delle abitazioni civili site in Via Caldora; 960 mila euro per il consolidamento della scarpata in frana tra Via XX Settembre e Viale Persichetti; 180 mila euro per i avori di messa in sicurezza della frana sulla Via Mariana; 950 mila euro per i lavori per la messa in sicurezza della strada di accesso alle Grotte di Stiffe e 98.348 euro per la strada provinciale 105 di “Monte Cabbia” e i lavori di messa in sicurezza della scarpata di monte in traversa dell’abitato di Cesaproba.

Ora le amministrazioni locali potranno procedere all’avvio dei lavori e alla rendicontazione delle spese sostenute, ciò consentirà al Commissario di effettuare il trasferimento delle risorse necessarie ai pagamenti. A 19 mesi dal terremoto che ha colpito l'Abruzzo, restano invece ancora particolarmente difficili le condizioni di lavoro nel centro trasfusionale e nel reparto di emodialisi dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila.

Proprio a causa del sisma, parte del complesso ospedaliero è ancora inagibile e alcuni reparti e servizi vengono erogati esclusivamente in container. Tra questi rientrano le prestazioni del centro trasfusionale, ospitato in quattro container in una zona difficilmente raggiungibile dalle ambulanze. La pioggia di questi giorni hanno reso la situazione ancora più critica, con la necessità di raccogliere e smistare sangue.

Le donazioni vengono raccolte in un container ambulatorio, dove vengono effettuate - spesso nello stesso momento - le trasfusioni in situazioni dove rispettare la privacy, in spazi limitatissimi è difficile. Degrado all'ingresso del reparto di emodialisi, le cui condizioni hanno spinto il primario Stefano Stuard, alcuni mesi fa, a rassegnare le dimissioni. Diversa la situazione del centro trasfusionale, dove lavorano 2 infermieri 4 medici e altrettanti tecnici, con il coordinamento del primario Luigi Dell'Orso.

Seppure in condizioni critiche, e nella prospettiva di passare un altro inverno nei container, il personale è determinato ad attendere il rientro nei locali originari ora inagibili. Il numero delle donazioni, a causa dei problemi segnalati, è sceso di molto ed è stato sospeso il servizio di raccolta sangue dal cordone ombelicale delle partorienti per le cellule staminali.  

11/11/2010 7.47

L'AQUILA, PRESENTATA PDL DI INIZIATIVA POPOLAR

Partirà il 20 novembre, in occasione della mobilitazione nazionale all'Aquila, la raccolta delle 50mila firme necessarie ad avviare l'iter di presentazione di una legge di iniziativa popolare specifica per le aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

Il provvedimento, presentato oggi in piazza Duomo all'Aquila, é composto da venti articoli, frutto di un lavoro di concertazione dei cittadini, a confronto nei mesi scorsi con gli esponenti di varie forze politiche. Ma l'aspetto innovativo della legge è che la proposta di legge è stata condivisa on line attraverso una piattaforma wiki. «Abbiamo così raccolto - ha spiegato Luigi Fabiani tra i promotori dell'iniziativa - contributi da tutta Italia».

Tra i principi fondamentali della legge c'é la partecipazione di tutti i cittadini «alle scelte e decisioni necessarie al superamento dell'emergenza» in caso di calamità naturale. Si chiede inoltre che l'attività della Protezione civile resti limitata alla fase di emergenza.

Nella legge si indicano come prioritari la trasparenza, la quantificazione del danno, oltre al massimo controllo sulla legalità della ricostruzione, così come delle spese sostenute.

Il documento si divide in tre parti: nella prima parte vengono definite le scelte di governance. Nella seconda si definiscono gli aspetti strategici della ricostruzione e l'ecosostenibilità.

Nella parte conclusiva vengono indicati gli strumenti a sostegno dell'economia, tra cui le agevolazioni fiscali, le misure per il sociale e un assegno di solidarietà ai familiari delle vittime del sisma.

«La nostra proposta di legge - spiega Paolo Della Ventura - non sarà limitata solo alle aree del cratere ma sarà facilmente adattabile in qualsiasi situazione analoga a seguito di una calamità naturale. Per questo ci teniamo a definirla legge di solidarietà nazionale».

11/11/10 15.09


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ATER L’AQUILA IMPEGNA 10 MILIONI DI EURO, 300 FAMIGLIE TORNERANNO A CASA

L'AQUILA. «Tra i bandi evasi e quelli in corso di aggiudicazione abbiamo già impegnato 10 milioni di euro che ci erano stati assegnati. Questo determinerà il rientro nelle case di circa 300 famiglie».

 Lo ha annunciato il commissario straordinario dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater)  dell’Aquila, Piergiorgio Merli, nel fare il punto sul recupero degli alloggi danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.

I lavori sono partiti in vari quartieri dell’Aquila, ha spiegato Merli. «È chiaro che se ci inviano la restante parte dei 24 milioni che abbiamo richiesto per le case con danni classificati ‘A’, ‘B’ e ‘C’, allora, potremo andare avanti».

Inoltre è già arrivata una decina di progetti per alloggi classificate ‘E’ girati al Provveditorato delle Opere pubbliche, al quale spetta la competenza sulle ‘E’, che li deve approvare e, conseguentemente, procedere agli appalti.

Merli ha fatto anche i conti sul fabbisogno complessivo per gli interventi sull’intero patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

«La stima supera i 120 milioni - ha chiarito - calcolando però che almeno per le ‘B’ abbiamo finora registrato una media dei ribassi in gara d’asta del 20 per cento, quindi dovremmo avere un sostanziale risparmio. Le famiglie coinvolte in totale sono 1.652 secondo le varie categorie. Circa 800 hanno gli alloggi classificati ‘A’, ‘B’ e ‘C’, altrettanti, anzi un po’ più, hanno la casa ‘E’».

Il commissario ha anche sottolineato un aspetto che rende più macchinose le operazioni di aggiudicazione delle gare: il massiccio numero di aziende partecipanti. «Sui bandi di gara superiori a 500 mila euro - ha spiegato ancora - c’è un numero di ditte incredibile e questo, dovendo selezionare le domande, sta rallentando le procedure. Ormai viaggiamo a medie di 330 partecipanti a bando, è una cosa incredibile».

Quanto ai motivi di un simile affollamento, per Merli è evidente che «lavorare con il pubblico attira, e poi stiamo facendo bandi con una competenza per cassa, quindi ci sono ritardi tecnici dovuti all’approvazione del Sal (stato di avanzamento dei lavori) ed eventuali discussioni, però poi alla fine i soldi arrivano».

Il consigliere regionale del Pd, Giovanni  D’Amico, ha invece presentato una interpellanza al presidente Chiodi per sapere «quali strumenti, nella sua funzione di Commissario per la ricostruzione, intende attivare  affinché possa a breve essere  definita  la procedura che consenta ai Comuni  fuori dal cratere, colpiti  dal sisma non solo nel tessuto edilizio privato,  di intervenire  per   riattivare gli edifici pubblici, soprattutto  quelli importanti per la  loro funzione di servizio ai cittadini, con risorse di natura pubblica in considerazione della impossibilità per i Comuni stessi di intervenire solo con risorse proprie».

11/11/10 8.00