Berlusconi contestato a L'Aquila, lui: «un imbroglio dei giornali»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il giorno dopo la visita del premier Silvio Berlusconi e le contestazioni degli aquilani non si placano le polemiche.

«Leggendo oggi i giornali non credevo ai miei occhi, parlano di contestazioni ma io non mi sono accorto di nulla. Forse avevo le orecchie tappate». Il presidente del Consiglio ha commentato così la presenza di un gruppo di aquilani che ieri hanno protestato al di fuori della caserma di Coppito.

Non sono mancati momenti di tensione al passaggio del vice commissario Cicchetti la cui auto è stata colpita con calci dai manifestanti.

Ma Berlusconi, ha assicurato, non si è accorto di nulla, poi dopo aver chiesto alle Forze dell'ordine informazioni sulle contestazioni ha saputo che «si trattava di una trentina di persone che stavano sul marciapiede, ma io non li ho visti». Dunque, «non dovrei dirlo ma lo dico, ai cittadini che ancora leggono i giornali, dico non credete ai giornali. Oggi in prima pagina c'e' scritto che Berlusconi è stato contestato. I giornali vi hanno imbrogliato - conclude - come avviene purtroppo molto spesso».

 



 

Ma il giorno dopo commenta la visita aquilana (la numero 27) del premier anche la responsabile nazionale del Pd per la Ricostruzione Stefania Pezzopane.

L'ex presidente di Provincia parla di «ennesima passerella» arrivato «per ringraziare la gia' piu' volte ringraziata Protezione Civile».

I problemi veri del territorio «restano, a cominciare dalla ricostruzione che non c'e' e dall'economia ormai al collasso. Piu' che l'ennesima e pleonastica distribuzione di medaglie ci saremmo aspettati confronti con sindaci e cittadinanza e risposte rispetto alle molte questioni ancora aperte, soprattutto in considerazione del fatto che Berlusconi non veniva all'Aquila da nove mesi». «Da 19 mesi», ha aggiunto Pezzopane, «aspettiamo una soluzione che tutti dicono di avere in tasca ma che e' ancora ben lontana per gli oltre 70mila cittadini aquilani e per quelli del cratere, per le aziende, per le scuole, per l'universita' e per l'ospedale».

Intanto il consigliere regionale del Pd Giuseppe Di Pangrazio dice sì alla proposta del  Comune di utilizzare i quasi 3 milioni di euro per le attività sociali e politiche giovanili nei Comuni del cratere. Il Partito Democratico chiede che i fondi vengano «utilizzati in condivisione ed accordo con le autonomie locali, nel caso specifico con le indicazioni ed i progetti in itinere del Comune di L’Aquila».

«Il Governo regionale», continua Di Pangrazio, «di nuovo propone una soluzione per l’utilizzo dei fondi senza ascoltare le richieste che vengono dal territorio, espropriando in questo modo il livello decisionale e locale».

10/11/2010 15.46