Terremoto, nuove scosse nella notte. Dopo la paura rispuntano le tende

Alessandro Biancardi

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SCIAME SISMICO L'AQUILA

SCIAME SISMICO L'AQUILA

* TENDE E RASSICURAZIONI: SI FA OGGI QUELLO CHE NON SI FECE PRIMA DEL 6 APRILE*CHIUSURA CENTRO STORICO. 3E 32 :«A CHE SONO SERVITI I PUNTELLAMENTI?» * GLI ULTIMI TERREMOTI IN TEMPO REALE

L'AQUILA. Arrivano le tensostrutture per chi ha paura di tornare nelle case e nella notte nuove scosse.

Altre due scosse di terremoto sono state registrate stanotte tra le province dell'Aquila e di Rieti.

Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la terra ha tremato alle 3:06 e alle 3:13, con magnitudo rispettivamente di 2 e 2.1 gradi della scala Richter; le scosse si sono prodotte a 9,5 e 10,2 km di profondità.

Le località prossime ai terremoti sono state Barete, Cagnano Amiterno, Capitignano e Montereale nell'aquilano, e Borbona nel reatino. Una terza scossa di terremoto di magnitudo 2 era stata registrata alle 2:14 nella stessa zona, i Monti Reatini, da giorni oggetto di sequenze sismiche.

E nell'aquilano è stata una nuova notte di paura.

Ieri la Protezione Civile regionale, su indicazione del Commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha allestito nei territori dei comuni dell’Alta Valle dell’Aterno (Montereale, Cagnano Amiterno, Capitignano e Campotosto), tre tensostrutture attrezzate, nonché tende pneumatiche e gazebo.

In serata tutto era pronto per essere utilizzato come punti di accoglienza per i cittadini che intendono passare la notte fuori casa. Perchè la paura è tornata a farsi sentire e sono tanti quelli che proprio non hanno voglia di tornare a dormire in casa. L'incubo del 6 aprile si riaffaccia e oggi si fa quello che un anno e mezzo fa non era stato fatto: si assecondano le esigenze dei cittadini e si allestiscono campi all'aperto.

«In questo modo – ha spiegato il Commissario Chiodi - vogliamo offrire alla popolazione interessata dallo sciame sismico un ricovero per favorire l'aggregazione delle persone soprattutto nelle ore notturne. Infatti nelle ultime due notti nei comuni dell'Alta Valle dell'Aterno alcune persone hanno preferito dormire all'interno delle proprie auto».

E continua anche l'allerta delle istituzioni e degli amministratori sulla situazione che si è creata dopo che nell'ambito dello sciame sismico nella zona del comune di Montereale si sono registrate numerose scosse, alcune anche di entità preoccupante.

Ieri mattina in Prefettura è proseguito il continuo monitoraggio della situazione con il prefetto, Giovanna Iurato, in contatto continuo con i sindaci dell'Alta Valle dell'Aterno e con le forze dell'ordine.

La paura e l'incubo di una scossa forte, peraltro non esclusa dagli esperti sentiti nella giornata di ieri, è tornata anche nel capoluogo dove molte persone hanno mostrato preoccupazione e paura.

Anche nell'ufficio del Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, c'é la massima allerta anche in questo caso i contatti con le forze dell'ordine e le istituzioni sono continui.

E insieme al panico bisogna gestire anche la vita quotidiana degli sfollati, ancora in balia di continui problemi (burocratici e non) da risolvere.

Tra i tantissimi grattacapo che affliggono i cittadini aquilani colpiti dal terremoto del 6 aprile del 2009 c’è anche il serissimo problema di interpretare la definizione delle risorse individuate per la ristrutturazione delle case.

TERREMOTO MONTI REATINI

Nella attuale situazione lo stanziamento delle risorse è considerato come un “contributo” pubblico e conseguentemente il cittadino, per avviare i lavori presso la propria casa, dovrebbe dare vita ad una gara pubblica ed affrontare iter e procedure lente e  farraginose con seri rischi di ricorsi e contenziosi.

«Definire invece le risorse messe a disposizione dei cittadini come un “indennizzo”», propone il deputato Giovanni Lolli (Pd), «permetterebbe a tutti di lavorare come si è fatto nella ricostruzione dopo il terremoto di Umbria e Marche del 1997».

E’ richiesta una norma di legge perché, è stato chiarito, tale interpretazione non può essere definita per via amministrativa ed è quindi necessario inserire nel primo disegno di legge o nel primo decreto utile in calendario alla Camera dei Deputati un emendamento per intervenire con urgenza sul problema

«Il Governo», continua Lolli, «deve muoversi il più presto possibile, non c’è più tempo da perdere perché la ricostruzione degli alloggi definiti “E” non può partire fino a che non verrà chiarita questa interpretazione. Noi in Parlamento daremo il nostro contributo».

Una volta approvata l' interpretazione secondo il deputato d'opposizione sarà necessario dare vita ad una selezione pubblica delle imprese a cui i cittadini possono rivolgersi (white list) «in modo da escludere imprese a rischio di infiltrazione della criminalità organizzata e imprese senza la necessaria solidità e know how, prevedendo anche tetti sul numero di lavori che una impresa e i progettisti possono prendere in carico»

Infine, proprio a proposito dei lavori presi dalle aziende, continuerò a battermi affinchè venga corretta la sciagurata norma del decreto legge 39 che prevede la possibilità per le aziende di utilizzare il subappalto fino addirittura alla misura del 50 %  

Il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini, chiede invece di risolvere in fretta la questione della mensa per gli studenti.

«Ho appena incontrato una decina di lavoratrici della Ditta che gestiva in precedenza il servizio mensa, che mi hanno rappresentato una situazione paradossale. Nonostante la condizione di emergenza del contesto e nonostante l'esigenza di riattivare con la massima urgenza il servizio, in vista della ripresa delle attività universitarie - continua Costantini - si é scelto di procedere con una regolare gara al massimo ribasso; l'ha vinta una ditta che sembrerebbe aver destinato circa 0,90 euro a pasto; ovviamente altre Ditte sembrerebbero aver presentato ricorso e la situazione si è "imballata", come era ampiamente prevedibile».

A pagarne le conseguenze, sottolinea il capogruppo IdV, i soliti noti: «le lavoratrici, circa 26, rimaste a spasso; gli studenti che, tornati dopo le ferie all'Aquila, non hanno il servizio mensa organizzato; i contribuenti, tenuto conto che per la sospensione del servizio mensa l'ADSU (e, dunque, la Regione) dovrà presumibilmente rilasciare agli studenti dei buoni pasto da utilizzare presso strutture private, con un costo certamente superiore rispetto a quanto costerebbe un servizio mensa».

02/09/2010 8.35

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TENDE E RASSICURAZIONI: SI FA OGGI QUELLO CHE NON SI FECE PRIMA DEL 6 APRILE

 

L'AQUILA. Oggi si va decisamente più cauti rispetto al 6 aprile 2009. Si organizzano le tende, si fa in modo che gli aquilani spaventati che non vogliono dormire nelle case siano accolti in tensostrutture confortevoli, per quanto allestite in tutta fretta. Si dice addirittura che non sono escluse forti scosse.

Sembrano lontane anni luce le rassicurazioni della Grandi Rischi alla vigilia dell'inferno aquilano, quando si disse che la gente non correva pericoli («E’ improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta», Boschi 30 maggio 2009).

Oggi si chiudono i cantieri e si sospende l'attività didattica, prima del 6 aprile l'università venne lasciata aperta e chi dormiva in macchina era considerato poco meno di un matto. «Vogliamo essere vicini alla gente nelle zone dell'epicentro», ha detto ieri il presidente Chiodi spiegando la decisione di rimontare le tende. «Vogliamo dare un supporto logistico in un momento di comprensibile disagio visto il perdurare delle scosse sismiche che stanno generando comprensibile paura e preoccupazione tra gli abitanti. In questo modo si sentiranno più protetti e al sicuro».

Una protezione e una sicurezza che nella primavera del 2009 si era vista poco, molto poco.

Sul perdurare delle scosse lo stesso Chiodi non ha escluso che questa attività sismica possa proseguire nei prossimi giorni come conferma l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «La situazione», ha continuato, «viene monitorata costantemente». Il presidente chiede anche di non dimenticare che alcune aree della regione «sono tra quelle a maggior rischio sismico in Italia». Altra grande differenza con il pre 6 aprile, quando pare che tutti avessero dimenticato questa opzione.

E in queste ore si chiede ai sindaci dei Comuni più esposti di valutare con attenzione quegli edifici che potrebbero rappresentare situazione di alto rischio.

Da stamattina, invece, la Protezione Civile regionale comincerà una verifica sugli edifici pubblici e sugli spazi sensibili, per controllare la situazione alla luce dello sciame sismico che sta interessando l'alta Valle dell'Aterno ma che sta tenendo con il fiato sospeso anche il territorio del Comune dell'Aquila.

Intanto, il vice capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ex prefetto dell'Aquila in prima linea per 13 mesi nella gestione dell'emergenza terremoto, ha inviato una lettera alla protezione civile abruzzese nella quale vengono ricordate le competenze di quest'ultima in materia di verifiche e controlli preventivi. In sostanza, come hanno sottolineato fonti regionali, si invita a mettere in moto la macchina della prevenzione ma senza che la Protezione civile nazionale si assuma direttamente nessuna responsabilità, che invece sta interamente sulle spalle di istituzioni e amministratori locali.

E oggi, un anno e mezzo dopo la tragedia, anche Gianpaolo Giuliani, in passato accusato dalle istituzioni (Protezione Civile in primis) di creare allarmismi, viene ''consultato'' più che mai. C'è chi crede in lui da sempre e chi si è dovuto ricredere e oggi preferisce affidarsi ai suoi bollettini sulla pagina Facebook, giusto per non prendere sottogamba il fenomeno.

«Situazione stabile nel bacino aquilano», ha scritto verso le 2 della scorsa notte. «Radon 2200/2500 sopra soglia. Strumentali ed udibili oltre 25/30 Km da L'Aquila. Mantenere una certa attenzione non significa vivere con l'angoscia ma essere sempre pronti a qualsiasi evenienza. Buona nottata a tutti». Tanti i ringraziamenti degli amici del social network: «sei la nostra tranquillità quotidiana», «la nostra non penso sia ansia, ma semplice voglia di sapere ed essere informati», «scusa se a volte risultiamo petulanti...ma la paura di esser presi alla sprovvista come il 6 aprile ci distrugge...». E Giuliani rassicura: «con tutta l'apprensione che c'è in questo momento è difficile essere colti di sorpresa. Non trovi?»

ATTREZZATE ANCHE AREE DI ATTESA

Intanto anche il tavolo comunale di Protezione civile, coordinato dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e dall'assessore competente Roberto Riga, ha rimodulato le aree di attesa, destinate alla prima accoglienza della popolazione in caso di evento sismico.

La rimodulazione si e' resa necessaria soprattutto alla luce della nascita di nuovi quartieri legati alla costruzione di alloggi provvisori e alle conseguenti nuove concentrazioni della popolazione sul territorio. 
Le aree di attesa sono le seguenti: quartiere Torrione: piazzale antistante supermercato Coop quartiere San Francesco: piazzale antistante supermercato Di Meglio quartiere Valle Pretara: zona compresa tra scuola elementare e chiesa parrocchiale zona Pettino- Cansatessa: piazzale centro commerciale Amiternum; piazzale Transcom; slargo cooperativa Ripa (zona Cansatessa) Quartiere Bellavista: via Codalunga; loc. ponte Rosarolo (piazzale antisteante idrosanitari Martini) Gignano: piazza chiesa parrocchiale; area antistante Musp Torretta: slargo traversa via dei Ciocca; slargo via Abruzzo San Giacomo: piazza nuova (di fronte Map) Coppito: Murata Gigotti San Vittorino: area antistante centro polifunzionale Preturo: campo sportivo Pozza di Preturo: area antistante cooperativa lungo la strada Pozza - San Marco San Marco di Preturo: area antistante chiesa parrocchiale Colle di Preturo: slargo ingresso centro abitato Cese di Preturo: area parcheggio cooperativa Cesanova Santi di Preturo: area antistante chiesa Menzano: area antistante scuola elementare Casaline: piazza principale Arischia: piazza principale e campo sportivo Genzano di Sassa: slargo lungo strada provinciale per Roio Pagliare: area comunale ex area Peep Palombaia di Sassa: piazza principale Sassa: zona Map Brecciasecca: slargo presso il bivio Brecciasecca Sassa scalo: zona ex tendopoli Poggio Santa Maria: area antistante chiesa parrocchiale Collemare: slargo ingresso centro abitato Foce di Sassa: piazza principale Collefracido: piazza principale Sant'Elia: piazza antistante chiesa parrocchiale Civita di Bagno: piazza antistante chiesa parrocchiale; zona Lilletta Bagno Piccolo: area antistante scuola Ripa di Bagno: piazza principale Vallesindola: piazza principale San Benedetto di bagno: slargo all'ingresso del centro abitato Sant'Angelo di Bagno: slargo all'ingresso del centro abitato Pianola: piazza nuova; campo calcetto cooperative (strada prov.le 615, bivio per Bagno); loc. padre Sisto Centi Roio Poggio: piazza del Santuario Roio Piano: piazzale antistante fontanile Santa Rufina: area ex tendopoli Colle di Roio: area ex tendopoli Collebrincioni: piazza principale Aragno: piazza ingresso centro abitato Filetto: slargo bivio per Pescomaggiore Assergi: area ex tendopoli Camarda: area ingresso progetto Case Pescomaggiore: piazzale zona Map Tempera: piazzale antistante cooperativa Il Vera Paganica: campo sportivo San Bartolomeo; villa comunale Bazzano: villa comunale Monticchio: campo sportivo San Gregorio: campo sportivo.

 

02/09/2010 9.16 

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CHIUSURA CENTRO STORICO. 3E 32 :«A CHE SONO SERVITI I PUNTELLAMENTI?»

 L'AQUILA. Il Comitato civico "3e32" ha scritto sul proprio sito una nota, a tutti gli abitanti di Montereale, Capitignano, Pizzoli e tutti gli altri comuni interessati dallo sciame sismico di queste ultime ore. «E' innegabile che tutti quanti abbiamo ancora paura di quanto potrà accadere nei prossimi giorni, vista l'esperienza dello scorso 6 aprile 2009. Allo stesso tempo, a nostro avviso - dicono - e' fondamentale che i cittadini abbiano a disposizione delle aree in cui rifugiarsi per evitare di passare le notti all'interno delle proprie abitazioni, in presenza di eventi sismici di tale rilevanza. Per questo motivo, lo spazio del 3e32 e' a completa disposizione di chiunque si senta nel bisogno di passare le notti al sicuro, fuori dalle abitazioni».

Così il comitato fa sapere che presso gli spazi di CaseMatte a Collemaggio vi sono posti letto, servizi igienici e ristoro, «per tutte le persone che sentano la necessita' di trascorrere la notte -e le giornate- al di fuori delle proprie abitazioni». Sono inoltre disponibili spazi per montare le tende e per parcheggiare camper o roulotte. Ma il comitato si domanda anche cosa sia accaduto in questo anno e mezzo dal punto di vista della prevenzione, della gestione dell’emergenza. «Cosa è cambiato?», ci si domanda.

In città è stato bloccato l’ingresso nel centro storico e il 3e32 si domanda «a cosa siano serviti i milioni di euro utilizzati per i tanti puntellamenti, se comunque non hanno reso i palazzi sicuri».

02/09/2010 9.24