Documenti progetto C.a.s.e, Tar: «Costantini deve ottenere le carte»

Alessandro Biancardi

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CARLO COSTANTINI

CARLO COSTANTINI

L'AQUILA. E' finita (anche) davanti al Tar de L'Aquila la diatriba tra il consigliere regionale dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini, e Gian Michele Calvi, progettista e direttore dei lavori di realizzazione del Progetto C.A.S.E.

I giudici Paolo Passoni, Alberto Tramaglini e Maria Abbruzzese, hanno infatti stabilito che il progettista Calvi deve fornire a Costantini i documenti relativi ai contratti di consulenza o collaborazione stipulati dal Consorzio Forcase nell'ambito del progetto dei moduli abitati per gli sfollati aquilani della protezione civile.

Documenti utili allo stesso Costantini per esercitare il suo diritto alla difesa, proprio dopo che Calvi lo ha trascinato in tribunale perchè si è sentito diffamato da alcune affermazioni dell'esponente dell'Idv (e ha chiesto 2 milioni di euro per il risarcimento danni) in merito alla mancata trasparenza e ai costi della ricostruzione aquilana.

Il 15 febbraio 2010 sul suo blog il consigliere regionale scriveva: «perchè la Protezione Civile (intesa come il suo capo) -che ha deciso di gestire tutto internamente per la realizzazione del Progetto C.A.S.E.- ha deciso di gestire internamente persino gli incarichi tecnici e di direzione dei lavori, rinunciando a procedure aperte, capaci di acquisire competenze provenienti da professionisti esterni al sistema della stessa Protezione Civile?»

Costantini spiegò poi che il suo quesito era chiaramente rivolto ai vertici della Protezione Civile, ma la richiesta di danni è stata avanzata invece dall’ingegner Calvi.

Ricevuta la querela il consigliere chiede al consorzio Forcase di avere i documenti inerenti i contratti di consulenza: era il 30 aprile 2010: «una classica e comune istanza di accesso agli atti, finalizzata ad acquisire la documentazione ritenuta utile all’esercizio del proprio diritto di difesa», spiegò Costantini.

Ma Calvi non ha risposto e il consigliere si è appellato al tribunale amministrativo per contrastare il «silenzio rifiuto formatosi sull'istanza di accesso agli atti».

E quanto scrivono i giudici appare interessante: per il Tar, infatti,  è «infondata l'eccezione relativa al difetto di legittimazione e di interesse del ricorrente e ciò tanto nella veste di consigliere regionale quanto in quella di parte del giudizio civile».

E proprio sulla possibilità di ottenere atti da parte di un esponente del Consiglio regionale si sofferma il Tar: «quanto alla carica rivestita dal ricorrente (Costantini, ndr), il collegio ritiene che l’interesse personale vada rinvenuto nell’esigenza di assicurare il più compiuto svolgimento della propria funzione di membro del Consiglio regionale, a cui è funzionale l’acquisizione di documenti che attengono alle modalità relative agli interventi di ricostruzione post-terremoto gestiti dal Commissario delegato in regime emergenziale, avvalendosi di contraenti privati scelti con criteri fiduciari».

Costantini oggi commenta positivamente la notizia della sentenza a lui favorevole: «E’ un segnale di fiducia per tutti quelli che - rappresentanti dell’informazione ed esponenti politici – faticosamente, tra difficoltà e veti di ogni genere, che spesso appaiono insormontabili, rivendicano tutti i giorni il diritto dei cittadini a sapere come vengono spesi i loro soldi e soprattutto in quali tasche vanno a finire».

a.l. 09/11/2010 15.51