Berlusconi a L'Aquila:«Sul terremoto promesse tutte mantenute»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5360

berlusconi

berlusconi

L'AQUILA. Manifestanti hanno atteso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti alla Caserma della Gdf di Coppito. Il premier nel primo pomeriggio in Veneto è in arrivo a L'Aquila con qualche ora di ritardo.*ASPETTANDO BERLUSCONI,  «TU BUNGA BUNGA A NOI LE MACERIE»

Il premier ha preso parte alla cerimonia di consegna delle onorificenze ai responsabili della Protezione Civile che hanno partecipato alla ricostruzione della regione dopo il terremoto.

Oltre al premier nell'auditorium della caserma sono presenti le autorità locali ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso

 Il primo a prendere la parola è stato  il  presidente della Provincia Antonio Del Corvo. «L'arrivo del premier», ha commentato, «è un ulteriore segnale al nostro territorio». Del Corvo ha detto grazie alla Protezione civile: «dire grazie non è pleonastico ma è un dovere. Possa la vostra forza e abnegazione dare a noi politici la forza per portare avanti la ricostruzione».

Il presidente Gianni Chiodi ha ringraziato «per tutto lo straordinario lavoro nei momenti più difficili Guido Bertolaso al quale la comunità aquilana credo che debba tantissimo». Chiodi ha fatto poi un in bocca al lupo a Gabrielli: «ha già dimostrato la sua capacità operativa e quindi sarà un punto di riferimento essenziale per la ricostruzione».

Ai sindaci «l'augurio di poter lavorare in maniera supportata dal Governo sapendo che il modello che noi abbiamo scelto è il modello Friuliano».

Nel consegnare le benemerenze il premier Silvio Berlusconi ha ringraziato gli esponenti dell'Esercito italiano che «intervengono in tutte le calamità», «stamattina», ha detto il premier, «in Veneto c'erano oltre mille soldati. Grazie», ha aggiunto, «anche per tutte le missioni compiute in giro per il mondo».

Qualche parola è stata spesa anche al corpo dei Carabinieri «in assoluto l'istituzione più amata dagli italiani», ha detto il presidente del Consiglio. «Nessuno come loro tranquillizza gli italiani.  Sono 197 anni che i carabinieri ci danno tranquillità e sicurezza. Quello che avete fatto a L'Aquila è stato straordinario, ho nel cuore l'arma, recentemente ha sfoggiato abilità con l'arrivo del capo della Libia. Dentro di me c'è una frase che è un imperativo categorico: finchè ci sono i carabinieri ci sarà la democrazia in Italia».

Un ringraziamento anche alla Guardia di Finanza: «ci ha ospitato in maniera eccezionale», ha detto il premier, «guai se non ci fosse stata questa struttura (la caserma di Coppito, ndr). Grazie per come ci è stato possibile ospitare i grandi della terra nel corso del G8. Ci siamo mostrati al mondo in maniera egregia e ci siamo avvicinati ancora di più alla Guardia di Finanza. Se tutti pagassero le tasse ne pagheremmo tutti un po' meno», ha detto il premier. «Lo dico a gran voce perchè io sono il primo contribuente».

Anche per i Vigili del Fuoco Berlusconi ha usato parole di elogio: «grazie per quello che avete fatto e per il coraggio dimostrato. Ho assistito in due occasioni alla temerarietà con la quale il vostro corpo ha lavorato in occasione del sisma. Siete stati arditi ed acrobati per riprendere tutte le sculture perse nei crolli. Grazie col cuore a nome di tutti».

Intanto fuori dalla caserma la protesta continua.

 

 

BERLUSCONI:«PROMESSE MANTENUTE. ORA TOCCA ALLE ISTITUZIONI LOCALI»

«Lo stato ha dimostrato di saper fare ancora una volta lo Stato», ha commentato poi Berlusconi nel corso del suo discorso.

In Abruzzo, così come in questi giorni in Veneto con l'alluvione, ha detto il premier, dove ci sono «danni ingenti», la macchina dei soccorsi si è messa subito in moto: «ancora una volta il Governo ha saputo dare risposte, così come l'Abi che ha stanziato 700milioni di euro a disposizione di famiglie e imprese. L'Europa manderà la commissione sabato prossimo per decidere se inviare fondi per calamità naturali». 

In Abruzzo c’è stata una «prova tragica e dolorosa», ha detto il premier, «non dimenticherò mai il giorno dei funerali, con tutte quelle bare schierate e le famiglie delle vittime. Quel giorno promisi che il Governo sarebbe stato vicino agli abruzzesi e così è stato, abbiamo mantenuto tutte le promesse. Ammonta a 14 miliardi l'importo complessivo messo a disposizione per l'emergenza. Abbiamo fatto interventi immediati, costruito case in assoluta velocità, sono in corsa 10 mila cantieri per chi una casa non ce l'ha ancora. Oggi ci sono 3 miliardi e 48 milioni disponibili per il Commissario ed i sindaci».

«Abbiamo fatto bene, abbiamo messo tutte le forze migliori in campo», ha proseguito. «Ora tocca alle istituzioni locali».

«Questa è stata una prova enorme per la vostra città, provincia e regione che ha testimoniato ancora una volta la forza della gente d'Abruzzo. Ho avvicinato persone che soffrivano e non ne ho trovato nessuna che non avesse una forte dignità. Sono tornato a casa sempre impressionato da questa dignità. Questa prova terribile ha forgiato il carattere delle vostre famiglie e dei vostri giovani».

Berlusconi ha poi ricordato l'importanza della squadra di Rugby: «porta in campo la voglia di lottare e continuare, è un esempio per la città».

Il premier ha poi citato un passo di Pascoli «la nube nel giorno più nera fu quella che vedo più rosa nell'ultima sera». «Spero», ha detto, «che l'emergenza resti nei ricordi e quando tra qualche anno la vedremo da lontano possa, oltre al dolore, portarci il sostegno di quello che abbiamo realizzato»

 

[pagebreak]

ASPETTANDO BERLUSCONI,  «TU BUNGA BUNGA A NOI LE MACERIE»

Il suo ritorno nella città terremotata sarà in occasione della cerimonia di consegna delle pubbliche benemerenze di prima classe ai vertici delle strutture operative.

L'evento si terrà nella Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito.

Il premier arriverà da Roma in elicottero e atterrerà direttamente nella caserma driblando così possibili contestatori. Non è previsto alcun giro dellla città, contrariamente a quanto avvenuto in occasione di altre trasferte.

Quella di oggi sarà anche l'ultima visita in veste ufficiale del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che dal prossimo 11 novembre andrà in pensione.

«Berlusconi non si fa vedere all’Aquila da gennaio nonostante mesi di mobilitazione, manifestazioni a L’Aquila e a Roma», commenta il comitato 3e32 , «e ora torna quando la ricostruzione è ferma, stiamo ripagando tasse e mutui, dovremo ripagarci anche le case “E” mettendoci i soldi di tasca nostra, non c'è una legge né una certezza per l'economia e il lavoro».

«Torna e che fa?», si domandano dal comitato, «ascolta la gente e i problemi? Si reca in città? No. Si barrica, insieme a Chiodi e Bertolaso, nel Dicomac, nella cittadella militarizzata della guardia di Finanza, un posto blindato come una moderna Bastiglia, dove è vietato manifestare. Che cosa viene a fare, ancora promesse? Come ha fatto fin dai funerali delle vittime? A ripulirsi l’immagine, tentando ancora una volta di accreditare il miracolo aquilano? Dopo 19 mesi di inganni nessuno è più disposto a credere alle promesse».

Giovedì prossimo si terrà invece la presentazione della Legge di iniziativa popolare  per la ricostruzione dell’Aquila e la prevenzione dei disastri ambientali e sismici.

Il 20 novembre, in occasione della manifestazione nazionale promossa a L'Aquila "Sos L'Aquila chiama Italia"  inizierà la raccolta delle 50 mila firme necessarie per la presentazione della legge, «per  una ricostruzione dell’Aquila e del cratere che sia sostenibile, trasparente e partecipata. Una legge che trasformi la "politica dell'emergenza" in politica della prevenzione in tutta Italia».

«A 19 mesi dal sisma del 6 aprile 2009», contestano i comitati, «è sotto gli occhi di tutti come la ricostruzione dell’Aquila e del cratere sia ferma. Il  governo continua ancora a  gestire la complessa situazione del territorio con Ordinanze, cioè con provvedimenti che possono derogare alle leggi e non prevedono controlli di legittimità e di spesa.

Tutti gli altri territori colpiti da terremoti hanno avuto leggi per la ricostruzione. A L’Aquila e nel cratere si continua ad operare con procedure di emergenza, un’emergenza che qui, come in tanti altri territori, è utilizzata per imporre scelte dall’alto che  escludono  i cittadini e per derogare alle leggi,  favorendo di fatto speculazioni e gruppi di potere clientelare».

09/11/10 12.00

MANIFESTANTI: «TU BUNGA BUNGA NOI LE MACERIE»

Non è ancora arrivato a L'Aquila il premier Berlusconi, impegnato nel primo pomeriggio in Veneto tra gli alluvionati, ed è giallo sull'orario del suo arrivo.

Intanto alcuni aquilani stanno attendendo il suo arrivo nei pressi della Caserma della Guardia di Finanza con carriole con dentro mattoni, cartelli con scritto "Tu bunga bunga, noi macerie", ma anche un grosso striscione con scritto "Macerie di Democrazia - L'Aquila chiama Italia il 20 novembre".

C'è stata un po' di tensione al momento del passaggio della macchina del vicecommissario designato alla ricostruzione, Antonio Cicchetti. La sua macchina, un'Audi grigia di grossa cilindrata, è stata bloccata dai manifestanti alla rotatoria d'ingresso del viale che conduce alla Scuola della Guardia di Finanza, e la polizia è dovuta intervenire per evitare aggressioni. Alcuni manifestanti hanno colpito la macchina con calci e l'autista è stato costretto a fare inversione di marcia ed entrare immediatamente alla Guardia di Finanza. Cicchetti è stato apostrofato con "Vergognati, sei un condannato".

Protestano anche le segreterie provinciali aquilane dei sindacati di Polizia (Sap, Siap, Silp, Ugl Polizia di Stato, Coisp, Siulp), che nell'esprimere solidarietà alle popolazioni del Veneto, della Calabria e di tutte le località colpite dagli eventi catastrofici delle ultime ore, hanno annunciato che, «l'annullamento degli impegni al di fuori della Caserma della Guardia di Finanza da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri e l'incertezza dell'ultim'ora circa la sua presenza all'Aquila, impediscono, per oggi, il materiale svolgimento della programmata manifestazione di protesta dei sindacati».

«La mobilitazione, tutt'ora in atto - si legge in una nota congiunta dei sindacati - e la presa di posizione dei poliziotti, ha comunque apportato delle novità, non tanto sul fronte dei tagli indiscriminati alla sicurezza posti in essere dal Governo, quanto alla concessione di alcuni strumenti che possano garantire ai cittadini aquilani un minimo di diritto alla sicurezza».

09/11/10 16.37