Appalti terremoto, Barattelli risponde ai pm e ora punta all'archiviazione

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Ho chiarito la mia posizione in relazione alla mia deposizione spontanea fornita nei mesi scorsi. Sono sereno, ora aspetto con fiducia che ci sia l'archiviazione della mia posizione».*MUTUI POST TERREMOTO: IDV INTERROGA TREMONTI

Parla così l'imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consozio Federico II, che ieri ha preso parte all'interrogatorio davanti ai pm della procura distrettuale antimafia dell'Aquila che conduce l'inchiesta sugli appalti per il G8 dell'Aquila e per la ricostruzione post terremoto.

In circa due ore, il sostituto Olga Capasso ha chiesto a Barattelli chiarimenti sull'incontro a palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, Verdini e Fusi, e sui rapporti economici tra questi ultimi. Proprio Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, e Fusi, presidente dimissionario della Btp, impresa che fa parte del consorzio Federico II, sono indagati nella stessa indagine insieme a Barattelli.

I tre sono devono rispondere di abuso d'ufficio, ma le indagini sono tese a provare anche la corruzione nell'ambito di presunti favori ottenuti nella realizzazione di opere dopo il sisma dell'aprile 2009.

«Potevo essere anche il presidente di un consorzio con cento aziende - ha proseguito Barattelli in relazione alla Btp -, ma non posso rispondere dell'attività e dell'azione di imprese nei loro territori. Ho ripetuto ai pm, ai quali ho consegnato la documentazione precisa, che il consorzio Federico II non ha vinto appalti pubblici e che l'impresa della mia famiglia ha avuto subappalti chiari e regolarmente autorizzati nell'ambito dell'emergenza e della ricostruzione».

Secondo l'accusa, Fusi e Barattelli, che insieme ad altre due imprese aquilane, Vittorini Emidio ed Equizi-Marinelli, dopo il terremoto hanno costituito il consorzio "Federico II", sono riusciti ad aggiudicarsi appalti grazie ai buoni rapporti intrattenuti con personaggi politici nazionali, tra i quali Denis Verdini.

Barattelli ha spiegato di aver visto solo una volta Fusi e ha confermato «stima e rispetto del lavoro della Procura aquilana».

Nei giorni scorsi erano stati convocati in procura anche Verdini e Fusi che però non si sono presentati.

CHIESTA ARCHIVIAZIONE BARATTELLI

Intanto l'avvocato Attilio Cecchini nel corso dell'interrogatorio ha chiesto ai Pm l'archiviazione della posizione del suo assistito. La richiesta di stralciare la posizione di Barattelli da quella degli altri due indagati è stata motivata dall'avvocato Cecchini con il fatto che il suo assistito si è reso sempre disponibile, ha mostrato collaborazione fornendo indicazioni e documentazione ufficiali sull'attività del consorzio.

Nella memoria difensiva consegnata ieri, oltre a sottolineare che il Consorzio non ha vinto appalti pubblici banditi dalla Protezione Civile, si sottolinea che «il Consorzio svolge servizi tecnici e logistici alle aziende consorziate che ne fanno richiesta e che, in autonomia, possono partecipare ad appalti pubblici e privati indipendentemente dalla struttura consortile».

«L'unico appalto pubblico in cui rientra l'azienda Btp Spa è quello della Scuola Carducci, del quale però la stessa detiene una quota del 16%. Se si esaminano le graduatorie di aggiudicazione degli appalti reperibili sul sito della Protezione Civile si evince come, su oltre un miliardo e cento milioni di euro di lavori appaltati a circa 1.800 ditte tra appaltatrici e subappaltatrici, l'azienda Btp Spa, pur partecipando a diverse gare, risulta aggiudicataria di soli un milione 129.243,50 euro, cioé pari a circa 0,1% del totale generale, a fronte di altri gruppi imprenditoriali che risultano aggiudicatari di diversi appalti per importi ben 50/80 volte superiori».

 04/11/2010 9.13

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MUTUI POST TERREMOTO: IDV INTERROGA TREMONTI

 ROMA. «Il famigerato 'decreto Abruzzo' avrebbe dovuto sospendere il decorrere degli interessi sulle rate per quei cittadini che hanno perso la casa e pagano i mutui sulle macerie, ma vi sono banche che speculano sulla tragedia applicando interessi ai limiti dell'usura».

Il ministro Tremonti «intervenga per impedire lo sciacallaggio e sostenere concretamente gli abruzzesi, dimostrando così che le esternazioni del Governo non sono solo propaganda».

E' quanto chiedono in un'interrogazione al ministro dell'Economia presentata dai senatori Idv Lannutti, Mascitelli e Carlino. Spiegano gli esponenti dell'Italia dei Valori: «Il decreto aveva congelato le rate da aprile a dicembre dello scorso anno e poi, con un accordo tra Abi e Governo, da gennaio a giugno 2010, e su quelle quote non dovevano decorrere gli interessi. Invece ai cittadini sono stati applicati i tassi maturati nei nove mesi del 2009 con l'applicazione di condizioni a dir poco esose: in particolare l'Agenzia n. 2 della Banca Carispaq, nonostante i cittadini abbiano perso la casa e paghino il mutuo sulle macerie, applica interessi che eccedono di oltre dieci volte il tasso soglia previsto dalla legge».

Numerose le interrogazioni dell'Idv sulla questione, mentre da parte della banca «solo risposte evasive» che vorrebbero smentire la «realtà incontestabile dei fatti», e intanto le vessazioni nei confronti degli abruzzesi continuano.

«Bankitalia - concludono i senatori dipietristi - ha il dovere di vigilare sulle speculazioni bancarie, mentre il Governo deve adottare iniziative per favorire il rispetto del decreto varato e ßla ripresa delle famiglie ormai in ginocchio, sanzionando le condizioni usuraie che l'istituto di credito applica biecamente ai terremotati».  

04/11/2010 9.14