Rossini: su ricostruzione l'ombra della 'ndrangheta

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA . Anche le mani della 'ndrangheta calabrese sulla ricostruzione post sisma nel capoluogo aquilano. *FONTANA AGLI URBANISTI, ABBIAMO RISORSE, STRATEGIE E MISSION

 

E' quanto emerso nei giorni scorsi nell'ambito di una inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria che ha portato a sgominare la cosca Borghetto-Caridi-Zindato.

Il procuratore distrettuale antimafia dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha fatto sapere che deciderà nei prossimi giorni se chiedere ai colleghi calabresi le carte degli arresti delle 34 persone, e della scoperta di tracce evidenti di infiltrazioni dell'organizzazione mafiosa calabrese negli appalti per la ricostruzione post terremoto.

La procura distrettuale antimafia aquilana, rafforzata dal sostituto procuratore Olga Capasso, distaccata all'Aquila proprio per la lotta alle infiltrazioni mafiose, da tempo stava indagando sulle mosse della 'ndrangheta. Per questo erano state inviate alla procura distrettuale antimafia di Bologna istanze per approfondimenti di indagine e per controlli patrimoniali su alcune societa' con sede a Reggio Emilia in odore di 'ndrangheta operanti all'Aquila.

Stessa richiesta è stata inviata alla procura di Napoli per alcune aziende in odore di camorra.

«La guardia è stata e sarà sempre alta, la procura distrettuale ha mezzi a disposizione per combattere le infiltrazioni, si verificano tutti i collegamenti, si fanno indagini, e poi si arriverà a conclusioni, come sono arrivate non solo sul campo delle mafie» ha spiegato Rossini, il quale conferma che «la 'ndrangheta sul piano scientifico e' la più pericolosa di tutte le mafie, ha una capillare organizzazione a livello internazionale, la presenza è avvertita anche in Australia, figuriamoci se non tentano di essere presenti all'Aquila dove dopo il terremoto ci sono molti soldi per la ricostruzione».

«Il nostro programma è combatterla senza essere troppo ottimisti, ma essendo fiduciosi in quello che stiamo facendo», ha continuato Rossini. «Ci aspettiamo infiltrazioni. D'altra parte la storia ci insegna che dopo i terremoti, anche con quattro soldi, arrivavamo da ogni parte. Anche nel cratere si aggirano e si aggireranno sempre più in tanti, visto che ci sono molti fondi per la ricostruzione. L'Italia non è un Paese tranquillo, la mafia è cambiata e ci sono infiltrazioni dappertutto», ha concluso Rossini, «noi stiamo sempre in campana»
Come emerso nei giorni scorsi Santo Giovanni Caridi, 43 anni, esponente del cartello mafioso, avrebbe utilizzato come prestanome il commercialista Carmelo Gattuso, 43 anni(sono finiti entrambi in manette). Nelle conversazioni riportate dal gip nell'ordinanza di custodia cautelare, Caridi chiede al professionista di creare alcune società; emergono inoltre contatti con persone dell'Aquila per trovare un appartamento dove far dormire gli operai, e parla anche con un imprenditore abruzzese con il quale e' in contatto per l'esecuzione dei lavori (probabilmente inconsapevole). Il costruttore dell'Aquila sollecita l'inizio dell'opera che tarda ancora l'avvio e in una conversazione con una terza persona parla di appalti per 730mila euro e ulteriori contratti per 1,8 milioni.

Come scrive il Quotidiano di Calabria Gattuso in passato «era stato già arrestato per associazione mafiosa (Operazione Wood) nel 1999».

Ma la nuova vicenda parte a gennaio 2010. «Da questo momento», si legge sul quotidiano calabrese, «Santo Caridi inizia ad intrattenere rapporti di lavoro con il costruttore edile aquilano Stefano Biasini. Caridi interpellò Gattuso per preparare un piano sicurezza per l’imminente apertura di un cantiere e specificava che quanto richiesto necessitava per le imprese di Stefano Biasini e di Pasquale Giuseppe Latella. Richieste che evidenziano l’interesse di Caridi sull’affare. Circostanza confermata da una serie di altre conversazioni registrate nel prosieguo dell’attività investigativa degli agenti della squadra mobile. Aveva persino trovato casa agli operai e l’affitto era pagato dall’imprenditore abruzzese Biasini. A confermarlo a Latella era stato Caridi nel corso di una conversazione telefonica. Per i magistrati da quel momento è acclarato che Biasini e Latella stessero operando in stretta sinergia e soprattutto sotto la “direzione” di Santo Caridi».

02/11/2010 9.02

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FONTANA AGLI URBANISTI, ABBIAMO RISORSE, STRATEGIE E MISSION

L'AQUILA. «Non è affatto vero che mancano un disegno politico sul ruolo dell’Aquila ed un chiaro progetto urbanistico. Ci sono idee, programmazione, risorse e riferimenti certi per la comunità». Gaetano Fontana, responsabile della Struttura tecnica di Missione, respinge al mittente (Istituto nazionale urbanistica e per esso il vice presidente Pierluigi Properzi, docente all’ateneo aquilano), tutti i rilievi mossi dagli esperti in una convention a Venezia.

Fontana, nella sua disamina, parte dai fondi erogati, a partire dal 23 luglio 2010, dal Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi: 1.209.723,09 euro per gli edifici pubblici della città capoluogo e del resto della provincia; 2.797.870,72 euro per la riparazione edifici ATER classificati A, B e C; 147.447.119,19 euro per la riparazione e la ricostruzione delle unità immobiliari classificate A, B, C, situate nel comune dell’Aquila e nei comuni del cratere sismico.

«È in corso di istruttoria - informa il responsabile StM - un cospicuo pacchetto di finanziamenti per interventi, anche di restauro, di edifici monumentali pubblici ed ecclesiastici (opere strategiche e prioritarie) e per la realizzazione della rete dei sottoservizi all‘Aquila e negli altri centri del cratere».

Per quanto riguarda la “definizione delle strategie di ricostruzione e rilancio”, Fontana fa notare che «il Commissario sta sviluppando, si augura con coerenza, il disegno generale dell’azione posto all’attenzione dell’opinione pubblica sin dal suo insediamento».

Discusso e condiviso con tutti i sindaci, il disegno «ha cercato e trovato nuove voci in esperti di chiara fama internazionale cui spetta confermare l’adeguatezza tecnico-scientifica delle scelte urbanistiche, ma anche sociali ed economiche operate dal Commissario e dalla sua Struttura di supporto».

«Se la ricostruzione dell’Aquila partirà dai suoi luoghi simbolo, il Palazzo del Governo, la chiesa delle Anime Sante, il Duomo e l’antistante Piazza del “mercato”, piazza Palazzo e palazzo Margherita - osserva Fontana - tutti luoghi e edifici naturalmente propri ‘dei poteri forti‘, forse, non è poi così grave».

Nessun “doppione” e nessun conflitto d’interesse, per il responsabile della StM. Neanche sull’argomento “sperimentazione”, il cui risultato «verrà offerto al Comune dell’Aquila che ne farà quello che la sua responsabilità istituzionale riterrà utile e doveroso, nell’auspicio che a guadagnarci sarà solo la Ricostruzione».

 02/11/2010 9.01