Progetto C.a.s.e, Costantini (Idv): «350 mln dell'Ue spariti nel nulla?»

Alessandro Biancardi

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CARLO COSTANTINI

CARLO COSTANTINI

L'AQUILA. Se la matematica non è un’opinione, o gli alloggi del Progetto C.a.s.e. sono costati il 30% in più di quello che dichiara la Protezione Civile, o non si ritrovano i 350 milioni donati dall’Unione Europea e destinati al progetto.*L'AQUILA CHIAMA ITALIA, MANIFESTAZIONE DI PROTESTA PER «USCIRE DALL'IMMOBILISMO»

 

 

I calcoli li fa il consigliere regionale dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini che ricorda che lo scorso 7 ottobre Bertolaso ha dichiarato in Senato che la spesa complessiva per le abitazioni antisismiche alla “data odierna” è stata di circa 809 milioni di euro. La stessa cifra viene dichiarata sul sito della Protezione Civile.

«809 milioni per 4.449 alloggi», calcola Costantini, «vuol dire 182 mila euro per ogni alloggio di circa 60 mq».

Già nei mesi scorsi questa cifra, ritenuta da alcuni troppo elevata aveva scatenato polemiche, ma oggi la questione ruoterebbe intorno ad un altro problema. Il problema è che se anche la spesa finale – milione di euro in piu’ o milione di euro in meno – dovesse risultare di 820 milioni, «comunque non si capirebbe che fine hanno fatto i 350 milioni donati dall’Unione Europea»

Di questi 820 milioni, ricostruisce il consigliere dell'Idv, «700 sono stati presi dallo stanziamento statale operato sul “decreto Abruzzo” e circa 40 dai proventi delle donazioni, mentre il residuo di circa 80 dovrebbe essere stato prelevato dai 350 donati dall’UE e destinati proprio al Progetto C.A.S.E».

E gli altri 270.000.000,00 che fine hanno fatto?

«O sono finiti altrove, ed in tal caso qualcuno dovra’ dire dove», sostiene Costantini, « o sono serviti a coprire costi del Progetto C.A.S.E. non resi pubblici dalla Protezione Civile, ed in tal caso qualcuno dovra’ dire perche’: maggiori costi che in tale seconda eventualita’ eleverebbero la spesa per la realizzazione di ciascun alloggio di 60 mq. a circa 250 mila euro»

Una somma che, messa direttamente in tasca ad ognuna delle circa 7.000 famiglie aquilane che occupano gli alloggi del Progetto C.A.S.E. ed aggiunta alle somme che lo Stato dovra’ comunque erogare alle famiglie per riparare le loro abitazioni dai danni del terremoto, «avrebbe reso ricca per sempre un’intera città», denuncia il consigliere.

«La città è invece, molto più povera - e più brutta- di prima ed oltre 1 miliardo di euro stato già speso. Questo si che e’ stato un vero “miracolo italiano”!»

30/10/2010 10.04

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L'AQUILA CHIAMA ITALIA, MANIFESTAZIONE DI PROTESTA PER «USCIRE DALL'IMMOBILISMO»

 L'AQUILA. L'assemblea del presidio di piazza Duomo promuove una manifestazione nazionale a L'Aquila.  L'intento è quello di accendere di nuovo le luci sul disastro del  post terremoto, per pretendere attenzione e risposte dal Governo, per rilanciare le proprie iniziative sulla ricostruzione, a partire da una legge di iniziativa popolare.

 La manifestazione darà infatti l’avvio alla raccolta delle 50 mila firme necessarie per la presentazione della legge, elaborata da cittadini ed esperti e che ha già avuto  il sostegno di molte forze politiche, venute a L'Aquila durante tutta l'estate per impegnarsi a "farsi carico" di una situazione che «non è mutata negli ultimi 18 mesi».

 Si riparte quindi dal S.o.s. lanciato nei mesi scorsi (SOSpensione delle tasse, Occupazione, SOStegno all’economia) che ha costituito un grande momento di consapevolezza cittadina e ha riportato il dibattito sui problemi della città a livello nazionale.

«Vogliamo ottenere la proroga della restituzione delle tasse», dicono i cittadini, «e l’approvazione di una legge speciale ed organica sul terremoto, con fondi certi da destinare alla ricostruzione grazie a una tassa di scopo». L'assemblea chiede a tutta la cittadinanza di mobilitarsi «per uscire dal pericoloso immobilismo in cui siamo piombati e dalle storture e i fallimenti del commissariamento». All’insegna di un’unica bandiera nero-verde  viene chiesta una gara di solidarietà all’Italia.

«Perché il nostro non è solo  un problema locale», dicono dall'assemblea cittadina. «Perché L’Aquila vive nell’epicentro di una crisi nazionale, in cui scontiamo con un effetto amplificato,  i problemi che assillano tutti i cittadini italiani.

Dall'epicentro della crisi lanciamo dunque un appello a tutti i cittadini che in questi mesi ci sono stati vicini, ai vigili del fuoco, alla base del volontariato della protezione civile, ai sindaci e rettori della regione, agli studenti delle università, a tutti quelli che nel nostro paese lottano in difesa dei propri territori, ai  lavoratori, agli   insegnanti, ai precari che ogni giorno si battono per i propri diritti, a tutte le forze sindacali e sociali, agli imprenditori, al "popolo delle partite iva", al mondo dell’associazionismo e del volontariato, a chi crede che le cose possano e debbano cambiare con la partecipazione attiva dei cittadini».

30/10/2010 10.04