Promozione Authority, l'ira di Costantini: «erano controlli a chiamata»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E' scettico il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini, sulla valutazione dell'Autorità di Vigilanza sull'attività svolta dalla Protezione Civile dopo il terremoto. *CROLLO CONVITTO: 2 RINVIATI A GIUDIZIO

Ieri l'Authority aveva promosso a pieni voti l'operato della macchina guidata da Guido Bertolaso. Sotto la lente le fasi preliminari alla realizzazione delle 185 palazzine antisismiche del progetto C.a.s.e, che attualmente ospitano circa 15.000 aquilani. Tra i compiti assolti, ha fatto sapere l'autorità di vigilanza, le procedure adottate avrebbero assicurato la massima efficacia ed economicità del procedimento insieme al rispetto delle regole della concorrenza fra le imprese.

Tra i compiti assolti anche l'esame della completezza e correttezza della documentazione di gara (lettere d'invito, avvisi, capitolati, norme generali e tecniche, capitolati prestazionali) nonché la valutazione di idoneità e adeguatezza dei requisiti richiesti ai partecipanti alle gare.

Ma oggi Costantini attacca: «ero certo che l'Autorità di Vigilanza non potesse vigilare sugli appalti del terremoto: l'ordinanza di Berlusconi n.3753 del 6 aprile 2009 (e le successive che la richiamano) l'aveva, infatti, privata dei compiti di vigilanza, ispettivi e sanzionatori che l'articolo 6 del codice degli appalti le attribuisce in condizioni normali. Non ricordavo, però, che alcuni giorni dopo la vigilanza ex lege dell'Autorità fosse stata sostituita da Berlusconi con una nuova forma di vigilanza: la vigilanza "a chiamata».

Nello schema istituito con la delibazione del 7 maggio 2009 (che ha dato origine al parere dell'Autorità sul progetto case pubblicato ieri é previsto, infatti, che il controllore (Autorità di Vigilanza), già privato di tutti i poteri che la legge gli attribuisce in condizioni normali, possa intervenire solo "a chiamata" del controllato (Protezione Civile) e solo per le attività richieste dallo stesso controllato (sempre la Protezione Civile).

«Possiamo dormire tutti sonni tranquilli», dice ironico l'esponente dell'Idv, «se é addirittura il controllato a gestire gli interventi e le attività del controllore, tutto sarà andato certamente per il verso giusto. Ai cittadini - conclude Costantini - rimarrà il comunicato rassicurante di oggi pubblicato su tutti i giornali; ad altri tutto il resto».

Intanto ieri è saltato l'incontro tra la delegazione della comissione Controllo Bilanci dell'Unione Europea presieduta dall'ex magistrato Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv, in città per controllare come sono stati utilizzati i fondi per la ricostruzione, circa 500 milioni di euro, inviati dall'Ue, e il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini.

L'incontro previsto nel pomeriggio non si è svolto per impegni dello stesso procuratore capo. Rossini comunque invierà a Bruxelles le carte delle inchieste sulla ricostruzione che riguardano le realizzazioni fatte con i fondi comunitari assegnati nell'ambito del fondo di solidarietà.

Era stato lo stesso De Magistris ad annunciare in fase di presentazione della visita all'Aquila «la novità di questa visita, che parte sulla base di quanto segnalato ripetutamente dalla Corte dei Conti europea e dai rapporti dell'Olaf, e che sta nel fatto che sentiremo non solo le autorità politiche, ma anche quelle giudiziarie».  

Sempre ieri alla Commissione parlamentare Chiodi ha illustrato un regolamento regionale per la corretta gestione e trasparenza dell'uso dei fondi comunitari. L'incontro è servito per dare conto sullo stato di attuazione dei programmi Docup 2000-2006, ormai in fase di rendicontazione finale, e dei fondi strutturali comunitari Por-Fesr e Fse 2007-2013, con una particolare attenzione ai fondi post-terremoto di provenienza europea. Nel suo intervento il presidente della Regione ha ribadito che «l'Abruzzo è la prima regione del Sud per quanto riguarda la capacità di spesa dei fondi europei. Su alcuni assi abbiamo registrato performance superiori ad alcune regioni del Centro».

Davanti ai componenti della commissione di controllo il presidente Chiodi non ha esitato ad affrontare il problema di credibilità della Regione Abruzzo su questa terreno.

«Noi avevamo un problema di credibilità con l'Unione europea e non solo - ha aggiunto il presidente Chiodi - e devo dire che nei confronti della Ue la prima azione politica che abbiamo attuato è di aver adottato una sorta di regolamento per quanto riguarda le procedure di controllo su tutti i bandi che fosse più stringente possibile. Ci siamo rivolti direttamente a coloro che seguono i progetti e che devono attuare funzioni specifiche imponendo uno stringente controllo e una grandissima attenzione alla trasparenza, perché l'Abruzzo deve essere una regione che fa le cose fatte bene. Anche perché - ha proseguito Chiodi - la trasparenza e il monitoraggio costante delle procedure per questo governo regionale rappresentano il miglior antidoto ad eventuali azioni truffaldine. I controlli preventivi - ha concluso il presidente della Regione - servono proprio a ridurre la massimo il rischio di mala gestio. L'Italia è un paese che non gestisce al meglio i fondi europei e l'Abruzzo ci tiene ad invertire questa tendenza a far fare bella figura all'intero Paese». 

28/10/2010 9.07

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CROLLO CONVITTO: 2 RINVIATI A GIUDIZIO

 L'AQUILA. E' ripresa ieri l'udienza preliminare sul crollo del convitto nazionale, dove ci furono tre morti, tutti minorenni, filone per il quale sono indagate due persone con l'accusa di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Tutti e due sono stati rinviati a giudizio.

Si tratta di Livio Bearzi di 53 anni, accusato in quanto non avrebbe valutato la totale inadeguatezza dell'edificio e non avrebbe ordinato la evacuazione dopo le prime scosse.

Inoltre gli viene contestato di non avere mai fatto sottoporre l'edificio a opere di ristrutturazioni. A Vincenzo Mazzotta, dirigente provinciale del settore della edilizia pubblica, sono imputate simili contestazioni. Sono assistiti dagli avvocati Paolo Guidobaldi e Antonio e Paolo Mazzotta . Nel crollo sono morti Luigi Cellini di Trasacco oltre a Marta Zelena e Ondrey Nuozovsky . Le parti civili sono tutelate dall'avvocato Antoino Milo e Roberto Verdecchia. Gli avvocati difensori hanno annunciato la presentazione di una «lunghissima lista di testi». Si parla di non meno 450 persone da convocare e ascoltare nella fase dibattimentale.

«Per il bene collettivo - hanno detto gli avvocati Paolo Guidobaldi e Alfredo Iorio - si e' deciso di fare un processo pieno non piu' nel segreto di una camera di consiglio ma aperto, in sede dibattimentale in modo che si sappia la verita'. Come avvocati siamo dispiaciuti - hanno concluso i due legali - come cittadini possiamo dire che e' giusto cosi'». 
   Gli avvocati Antonio Milo e Roberto Verdecchia del foro di Avezzano nella precedente udienza avevano citato per danni oltre ai due imputati, anche la Provincia, il ministero dell'Istruzione. La somma richiesta dai familiari di Luigi Cellini il ragazzo di Trasacco morto sotto le macerie e' di due milioni di euro. Oltre 300mila euro sono stati chiesti da Mirko Colangelo un ragazzo rimasto ferito gravemente nel crollo ma ora salvo anche se resta lo choc indelebile di quella esperienza.

Sotto le macerie sono rimasti uccisi anche due minorenni stranieri: Ondrey Nuozovsky e Marta Zelena 

28/10/2010 9.07