Terremoto, «100 i filoni d'inchiesta». L'Authority fa i complimenti alla Protezione civile

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono arrivate a circa 100 i filoni della maxi inchiesta sul terremoto relativi ai crolli meno gravi nel cratere del terremoto che sono stati archiviati.

 

Come ricostruisce l'agenzia Ansa si tratterebbe di edifici molto vecchi sia nelle città, ma soprattutto nei paesi nei quali le indagini della procura della Repubblica non hanno portato alla individuazioni di responsabilità. Qualche settimana fa la Procura era arrivata a chiedere l'archiviazione per una cinquantina di casi; ora si apprende delle avvenute istanze per altri cinquanta filoni.

L'attività di indagini e di verifica sulle cause dei crolli va avanti spedita: in particolare, nella grande mole di lavoro un ruolo importante e silenzioso lo sta svolgendo il corpo forestale dello Stato che, in pratica, è stato coinvolto negli accertamenti di quasi tutti i filini di indagine.

Nei crolli archiviati, denunciati da proprietari ed inquilini, non ci sono state vittime: la cause, secondo la procura ed i tecnici che hanno effettuato i rilievi, sono da attribuire alla violenza del sisma e alla vetustà degli edifici.

Il numero dei casi aperti scende da circa 200 a circa 100: tre filoni, la casa dello studente, il convitto nazionale e la sede della facoltà di ingegneria a Roio, sono stati definiti e ci sono state le richieste di rinvio al Gup.

Le vicende per le quali le indagini sono in fase di conclusione e stanno per essere effettuate le richieste al Gup o al Gip sono il crollo del palazzo di via D'Annunzio, quello di Via XX Settembre, 79 e via Sant'Andrea, via Generale Rossi, dove ci sono stati numerosi morti.

Intanto l'Autorità di vigilanza contratti lavori pubblici sull'attività svolta dalla Protezione Civile in Abruzzo dopo il terremoto parla di «documentazione di gara completa e corretta, buone procedure nella realizzazione dei lavori».

Il giudizio è contenuto in una relazione che l'Authority ha presentato, tra l'altro, ai rappresentanti dell'Unione Europea. L'Autorità ha costituito, su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile e in base a una Ordinanza del Presidente del Consiglio, un'apposita struttura che si è occupata di valutare le procedure e le modalità utilizzate nelle gare e nell'affidamento dei lavori relative al Progetto C.A.S.E.

Sotto la lente le fasi preliminari alla realizzazione delle 185 palazzine antisismiche realizzate dalla Protezione civile nazionale, che attualmente ospitano circa 15.000 aquilani, per vigilare che le procedure adottate assicurassero massima efficacia ed economicità del procedimento insieme al rispetto delle regole della concorrenza fra le imprese.

Tra i compiti assolti anche l'esame della completezza e correttezza della documentazione di gara (lettere d'invito, avvisi, capitolati, norme generali e tecniche, capitolati prestazionali) nonché la valutazione di idoneità e adeguatezza dei requisiti richiesti ai partecipanti alle gare.

La Struttura dell'Autorità di vigilanza ha inoltre collaborato con la Protezione Civile Nazionale sui chiarimenti e le precisazioni richieste dai soggetti interessati a partecipare alla gara ed ha fornito supporto alle Commissioni di gara, in maniera particolare per le problematiche attinenti alle idoneità dei concorrenti.

L'efficacia delle misure adottate è stata verificata constatando la partecipazione alle - 57 le imprese che hanno presentato nei termini previsti la regolare documentazione necessaria alla partecipazione - e dalla positiva valutazione dei risultati complessivi raggiunti.

E giovedì arriverà in città anche l'ex magistrato Luigi De Magistris, oggi parlamentare europeo dell'Idv, che insieme alla delegazione della commissione controllo bilanci (Cont) del parlamento verificherà le criticità emerse e perché l'Italia è la maglia nera nelle frodi sull'utilizzo dei fondi pubblici.

«La novità di questa visita», ha spiegato DE Magistris, «che parte sulla base di quanto segnalato ripetutamente dalla Corte dei Conti europea e dai rapporti dell'Olaf, è nel fatto che sentiremo non solo le autorità politiche, ma anche quelle giudiziarie. Noi chiederemo conto di come sono stati gestititi i fondi pubblici, ma chiederemo anche alle autorità italiane cosa possono fare le istituzioni europee per rendere più efficaci tali fondi. Magari, ad esempio, lavorando sulla semplificazione delle pratiche amministrative nell'ottica di avere poche regole, chiare e con tolleranza zero».

27/10/2010 10.05