Crollo Casa studente, nominato un perito per scovare le cause

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ancora tensione tra accusa e difesa.*TERREMOTO, NELL'ULTIMA SETTIMANA 240 SCOSSE

E' stato conferito al docente del dipartimento di Ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, Maria Gabriella Mulas - esperta in danni causati dai terremoti -, l'incarico per la perizia che dovrà stabilire le cause del crollo della casa dello studente nel sisma del 6 aprile 2009, in cui morirono otto giovani.

L'attività peritale - disposta nell'udienza preliminare dal Gup, Giuseppe Greco - comincerà il 19 novembre prossimo, con un primo sopralluogo a quel che resta dell'edificio.

Il termine per il deposito è previsto per il 30 aprile 2011, mentre l'udienza è stata aggiornata al 4 giugno. Al perito sono stati consegnati anche i quesiti ai quali dovrà rispondere. Nei sei mesi di lavoro potrà avvalersi di altri collaboratori e assistenti; il mandato che le è stato conferito è molto ampio dal momento che avrà la facoltà di acquisire e visionare documenti e perizie fatte svolgere da accusa e difese. Quest'ultimo passaggio non è piaciuto ad alcuni legali tanto da provocare momenti di tensione in aula. La necessità di far prendere visione al perito dei documenti fatti nella fase delle indagini è stata sottolineata dal Pm Fabio Picuti, ma è stata contestata da un legale il quale ha sottolineato che il perito avrebbe potuto essere influenzato. La professoressa Mulas ha spiegato che non ci sarebbero stati problemi.

Per quello che è considerato uno dei filoni principali della maxi inchiesta sul terremoto, la procura della repubblica ha già indagato 11 persone, con le accuse di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, per le quali la stessa Procura ha formulato al Gup la richiesta di rinvio a giudizio.

Nelle scorse settimane la Cassazione ha dichiarato «inammissibili» i ricorsi degli avvocati Attilio Cecchini e Roberto Colagrande, legali dell'indagato Pietro Sebastiani (presidente della commissione di collaudo), e dall'avvocato Massimo Carosi, che assiste Claudio Botta (progettista della struttura).

Le difese, infatti, ritenevano che all'Aquila non ci fossero le condizioni ideali per celebrare il processo e per questo ne avevano chiesto lo spostamento a Campobasso.

25/10/2010 9.41

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TERREMOTO, NELL'ULTIMA SETTIMANA 240 SCOSSE

 L'AQUILA. Tre scosse nella giornata di ieri sul territorio aquilano chiudono una settimana particolarmente difficile per il territorio aquilano ormai sempre in movimento.

La prima è stata avvertita alle 8.43, zona Monti Reatini, di magnitudo 2.1. I Comuni vicino all'epicentro sono stati Montereale, Posta, Cittareale e Borbona. Alle 16.02 nuova scossa nella Valle dell'Aterno (magnitudo 2.2) tra i Comuni di Navelli, Secinaro, San Pio delle Camere, Castelvecchio Calvisio. Alle 0.28 terza scossa, invece, nuovamente nel distretto dei monti Reatini (magnitudo 2).

Intanto proprio alla luce dell'evoluzione dello sciame sismico l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha pubblicato sul proprio sito internet un'aggiornamento dell'analisi del fenomeno. «L'area interessata dall'attuale sequenza - si legge nel documento - ricade nella zone a maggiore pericolosità del nostro paese e i comuni interessati sono classificati in zona 1 nella mappa di classificazione del territorio nazionale».

«Dal 19 ottobre 2010 - si legge ancora nella nota - è ripresa l'attività sismica dei Monti Reatini. Questa area, collocata al confine tra le regioni Lazio e Abruzzo (province di Rieti e L'Aquila), è interessata da un'attività che si prolunga da giugno 2009 con periodi più attivi intervallati da periodi con scarsa attività sismica».

«L'attuale attività (19-22 ottobre) - prosegue l'analisi dell'Ingv - consiste di circa 240 terremoti dei quali 25 hanno magnitudo maggiore di 2.0 e due con magnitudo maggiore di 3.0. La scorsa più forte (Ml 3.3) è avvenuta il 20 Ottobre. La distribuzione spaziale risulta differente rispetto ai periodi precedenti; infatti, l'area interessata solo in parte coincide con quella del periodo agosto-settembre 2010, poiché alcuni degli eventi, tra i quali i più forti, si posizionano a circa 5 chilometri a ovest».  

Non manca la polemica sulle previsioni di Giampaolo Giuliani, il tecnico famoso per le sue analisi sismiche basate sul radon. «Le sue sono "post-visioni e non previsioni"», secondo il dirigente di ricerca dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Antonio Piersanti.

Il fisico-sismologo è intervenuto in un convegno all'Aquila, sull'evoluzione della teoria sismica, tra previsione e prevenzione.

«Di fatto - ha spiegato Piersanti - negli ultimi mesi, più che prevedere i terremoti, Giuliani ha messo degli annunci via Facebook solo a seguito del verificarsi di particolari eventi».

Piersanti ha fatto l'esempio della scossa di Ml 3.6 registrata il 4 luglio nel distretto sismico del Velino-Sirente.

«Il fenomeno - ha spiegato - è stato registrato intorno alle 13.30 ora italiana, ma solo in seguito la pagina Facebook di Giuliani ha riportato un avviso relativo alla pericolosità sismica».

Piersanti ha riportato esempi analoghi alla ripresa dello sciame sui Monti Reatini il 24 luglio e in occasione della forte scossa di terremoto (4.1) registrata il 28 agosto sulla parte sud dell'Umbria. «Giuliani ha scritto una nota - ha aggiunto - solo il giorno seguente, mentre quando l'8 ottobre ha provato a prevedere che il numero delle scosse sarebbe aumentato a partire dal giorno seguente, abbiamo rilevato che non era così: le scosse registrate nelle due giornate precedenti a sabato 9 ottobre (28) erano ben di più di quelle rilevate nei due giorni successivi (19)».

Piersanti si è detto preoccupato in quanto «queste previsioni sono seguite da un bacino di migliaia di utenti e la sua pagina pubblica conta oltre 12 mila iscritti. Il rischio è che per seguire queste teorie - ha concluso - si trascuri la prevenzione delle scosse».

«Mi spiace che Antonio (Piersanti, ndr), replica Giulaini sulla sua pagina Facebook, «continui a parlare per voce del suo Presidente in pubblico, mentre in privato vi posso garantire che è molto, ma molto meno velenoso. Antonio Piersanti è lo stesso ricercatore che il 14 dicembre 2009 non si è fatto scrupolo, pur non essendo stato invitato a farlo, a salire sul palco, dove avevo appena terminato il mio talk e gridare davanti ad una assemblea di più di 350 ricercato ri tutto il mondo, "Giuliani deve abiurare qui davanti al mondo che non e' possibile prevedere i terremoti" Gli risposi che non lo avrei mai fatto e che ciò che era stato possibile al sottoscritto, da almeno 15 anni avrebbero dovuto realizzarlo coloro che vengono pagati profumatamente per effettuare le stesse ricerche ed ottenere gli stassi risultati. Caro Antonio, pensavi forse che tutti gli abitanti che hanno subito il terremoto, abbiano già dimenticato le ripetute dichiarazionei del tuo direttore e del suo amico Bernardo De Bernardinis? E che si sia già dimenticata la sequela delle dichiarazioni della settimana prima del 6 aprile 2009? Pensi forse che si possa dimenticare che da più di 20 anni i potenti dell'INGV, mangiano alle spalle di tutti precari ai quali hanno rovinato l'esistenza?»

25/10/2010 9.42