Terremoto, Letta: «adesso inizia la fase di ricostruzione più difficile»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Oggi inizia la fase più difficile della ricostruzione dell'Aquila», ha annunciato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.* CALCIO: NAZIONALI PARLAMENTARI D’ITALIA E BULGARIA PER CAMARDA*«DOPO IL SISMA E' EMERGENZA VENDEMMIA»

L'AQUILAL'AQUILA. «Oggi inizia la fase più difficile della ricostruzione dell'Aquila», ha annunciato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

* CALCIO: NAZIONALI PARLAMENTARI D’ITALIA E BULGARIA PER CAMARDA

*«DOPO IL SISMA E' EMERGENZA VENDEMMIA»

 

Oltre alla ricostruzione del centro storico, che «deve essere fatta», e al ritorno a casa di tutti gli aquilani, c'é anche «la ricostruzione del tessuto economico».

Ieri Letta ha partecipato all'inaugurazione della manifestazione "L'ambasciata dell'Aquila", promossa a Roma dall'associazione "L'Aquila siamo noi".

Sul rilancio economico, ha annunciato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, «abbiamo delle idee» e per la prossima settima è in programma un incontro con Letta («per fare il punto della situazione e vedere cosa fare», ha spiegato il sottosegretario).

Letta ha ricordato i momenti immediatamente successivi al terremoto, quando «tutti gli italiani si sono sentiti aquilani», sottolineando che «dobbiamo lavorare perché quell'emozione che mosse la solidarietà corale continui nel tempo».

Per farcela occorrerà riproporre lo spirito di «concordia e collaborazione» dell'inizio quando «si lavorava tutti per uno stesso obiettivo senza guardare né alle differenze di colore né alle opinioni, che giustamente possono essere diverse ma che possono essere benissimo messe a confronto per scegliere la migliore».

Sempre ieri nel capoluogo di regione l'assessore alla Ricostruzione del Comune, Pietro Di Stefano ha sottolineato che «la mancanza di tempestività nella ricostruzione della rete dei sottoservizi può costituire un appesantimento del processo di ricostruzione».

«Apprendo con estemo interesse della disponibilità di un miliardo di euro immediatamente spendibili per la ricostruzione, come ha annunciato alla stampa il commissario Chiodi. Ci auguriamo - ha proseguito Di Stefano - che da subito una buona parte della somma venga destinata al finanziamento delle opere per la realizzazione della rete dei sottoservizi nel centro storico della città dell'Aquila. Riteniamo infatti essere questa l'emergenza principale poiché Comune dell'Aquila ha predisposto e pubblicato l'avviso per ottenere le proposte di intervento per i centro storici della città e delle frazioni».

L'assessore all'Ambiente del Comune dell'Aquila, Alfredo Moroni, invece, ha chiesto di realizzare una serie di infrastrutture con la tecnologia dei cunicoli intelligenti: «ciò permetterebbe di avere un'unica veicolazione i sottoservizi di internet-telefono, energia elettrica, acqua, oltre a un canale innovativo per lo smistamento rifiuti».

«Il terremoto può costituire un'occasione per rivoluzionare il sistema di erogazione dei servizi - ha spiegato Moroni - ma anche di raccolta rifiuti». Moroni ha fatto riferimento alla possibilità di eliminare l'uso dei cassonetti, almeno nel centro storico e nelle periferie principali, l'uso dei cassonetti, creando dei condotti sotterranei dove raccogliere i rifiuti, attraverso un sistema differenziato.

Il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, invece lancia un patto sociale tra forze sindacali e impreditoriali: «è questo il punto di partenza per affrontare concretamente l'emergenza lavoro e lo sviluppo economico dell'Aquila e del suo territorio e che permetta, attraverso l'utilizzo di risorse finanziarie adeguate, peraltro già disponibili, la creazione di altri posti di lavoro e il reintegro di buona parte dei lavoratori, oggetto oggi di cassa integrazione e mobilità».

23/10/2010 9.34

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 CALCIO: NAZIONALI PARLAMENTARI D’ITALIA E BULGARIA PER CAMARDA

PESCARA. Contribuirà alla costruzione di un Centro polifunzionale a Camarda, frazione dell’Aquila alle falde del Gran Sasso, gravemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009, il ricavato della partita di calcio che le nazionali dei Parlamenti d’Italia e Bulgaria giocheranno alle 14,30 del 6 novembre prossimo allo Stadio Adriatico di Pescara.  E’ stato l’onorevole Antonio Razzi, eletto alla Camera nella Circoscrizione Europa e residente in Svizzera, ma d’origine abruzzese (è nato a Giuliano Teatino, in provincia di Chieti ), a promuovere l’iniziativa di solidarietà tra deputati italiani e bulgari per raccogliere fondi da destinare all’Associazione Onlus “Insieme per Camarda” per la realizzazione d’una struttura capace di rappresentare il nuovo nucleo della vita sociale e culturale della comunità, ricreando un luogo che sostituisca quello che un tempo era “la piazza”, attualmente non fruibile, ma vero e proprio cuore pulsante ed aggregativo del paese.

Infatti, date le condizioni generali del paese dopo il terremoto e in particolare la grave situazione di disagio in cui versa l’intero centro storico, duramente colpito dagli effetti del terremoto, l’associazione ha commissionato un progetto, nato dalla forte volontà di dar vita ad ambienti sociali in cui la popolazione possa stare insieme, usufruire di servizi pubblici, impiegare il proprio tempo libero: un luogo per tutti e che vuole rivivere della presenza di tutti. Il complesso dovrà rappresentare il fulcro attorno al quale ruoterà la vita sociale della nuova comunità. L’intera struttura verrà edificata in un’area equidistante tra “vecchio e nuovo”. In altre parole rappresenterà il legame tra il vecchio paese ed il nuovo nucleo abitativo antisismico, di recente costruzione, realizzato nello scorso autunno dalla Protezione Civile con il Progetto C.A.S.E. L’associazione “Insieme per Camarda”, a nome dell’intera comunità, ringrazia vivamente l’on. Razzi, i suoi collaboratori e tutti i deputati delle nazionali italiana e bulgara per la bella iniziativa di solidarietà verso le popolazioni colpite dal sisma.

 23/10/2010 9.35

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«DOPO IL SISMA E' EMERGENZA VENDEMMIA»

 L'AQUILA. Il terremoto del 6 aprile seguita a dare i colpi di coda alla micro economia agricola dell’ aquilano, già seriamente compromessa per i costi gestionali arrivati alle stelle. «Il settore che ne sta risentendo in questo periodo», racconta Dino Rossi del Cospa, «è quello legato alla vendemmia 2010, visto che gli aquilani, come da tradizione tramandata da padre in figlio, si accaparravano l’ uva nella valle di Ofena e Capestrano per riempire le botti».

Con gli sfollati sulla costa, il vino casereccio nella zona del cratere ed in particolare nella ex città dell’ Aquila si è ridotto il consumo notevolmente, a questo si aggiungono le cantine private distrutte dal sisma.

«I terremotati», assicura Rossi, «erano abituati a riempire le loro botti di mosto per avere un ottimo vino casereccio, adesso sono costretti a bere il vino imbottigliato dalle grandi case vitivinicole. Questo fenomeno, spiega il presidente del Cospa, ha saturato il mercato dell’ uva nella conca di Ofena con gravi ripercussioni all’ economia agricola: «le uve vengono pagate poco più di 30 euro al quintale, ma le bottiglie hanno sempre il loro costo: una cosa che assomiglia alla vicenda del latte».

Più volte il Cospa assicura di aver contattato la segreteria di Gianni Chiodi per lamentare il mancato reddito in seguito al sisma: «ad oggi non c’ è stato un impegno concreto nè da parte del governo centrale e tanto meno da parte della regione Abruzzo», riferisce Rossi.

«Si spera che la regione Abruzzo non pensi solamente alla strada verde della costa, noi tutti auspichiamo che il governo regionale pensi anche a questa categoria che pur essendo terremotata non ha chiesto nulla, anzi a seguitato a produrre nonostante le numerose difficoltà dovute al sisma e alla crisi. Molte sono le aziende che hanno riportato seri danni dal sisma, ma come al solito la politica da questi problemi agricoli è molto lontana, perché tutto è legato ai famosi consensi elettorali. L’ agricoltura è sempre più dimenticata anche se svolge un ruolo importante nella comunità che è quello di far trovare sulle tavole un prodotto sano, che molte volte viene nascosto dalla grande distribuzione che acquista la merce a quattro soldi dai paesi dell’ est per riportarla in Italia per essere venduta come prodotto locale. La cattiva politica permette anche questo».  

23/10/2010 12.45