Ricostruzione centro storico aquilano: arriva una commissione di verifica

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo e Comune dell’Aquila hanno firmato ieri un protovollo di intesa. *COLLEMAGGIO, «LA GRANDE INCOGNITA»

Si tratta di una storica intesa istituzionale con la quale le parti hanno saldamente concordato le modalità di  controllo e prescrizione in via preliminare, e a monte dell'autorizzazione finale, di ogni intervento che sarà fatto nella città murata, affinché di tutte le prossime proposte progettuali per la ricostruzione del centro storico dell’Aquila nulla sia lasciato al caso o fuori controllo. E, in ogni caso, a garantire più efficacemente l'interesse di tutti contro il rischio delle speculazioni e delle brutalizzazioni del patrimonio edilizio storico.

 I rappresentanti dello Stato e del Comune (il direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo, Anna Maria Reggiani, e il Soprintendente Luca Maggi, da una parte, il sindaco Massimo Cialente e l’assessore comunale alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, dall’altra) hanno infatti  firmato un protocollo d’intesa che prevede una Commissione di verifica preliminare degli interventi in centro storico e che ha come presupposto un documento denominato Prescrizioni per gli interventi in centro storico.

 Con questo accordo le due amministrazioni hanno istituito una commissione per la verifica di ammissibilità delle proposte di intervento all’interno dei centri storici di L’Aquila e frazioni, ed effettueranno da subito un’analisi sulle proposte già pervenute per l’ambito “B” delle aree “a breve”  per occuparsi tra poco anche di quelle riferite all’ambito “A”, “Città storica dell’Aquila e frazioni”, una volta che il Comune avrà emanato il relativo avviso

 La verifica di ammissibilità si baserà sulla valutazione delle condizioni sufficienti per il rientro nell’abitazione, quali la localizzazione rispetto a percorsi sicuri, la possibilità di realizzare condizioni minime di servizi a rete, il grado di compromissione del contesto, della presenza di eventuali vincoli, della tipologia di intervento proposta, della rispondenza dell’intervento alle “Prescrizioni per gli interventi in centro storico”, redatti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo di concerto con il Comune di L’Aquila. Quest’ultimo documento per il Comune dell'Aquila è una novità storica, perché è la prima volta che ci si dota di un regolamento per gli interventi sugli edifici situati nei centri storici. Esso detta indicazioni e raccomandazioni per preservare le caratteristiche urbanistiche e architettoniche che da secoli caratterizzano la città dell'Aquila e i centri del suo contado.

Dalla conservazione dei fili stradali, a quella delle tipologie di coperture tradizionali, all’uso di colori idonei, il documento tecnico redatto dal Comune e dalla Soprintendenza intende garantire, per tutti gli anni che saranno necessari a ricostruire la città e i centri minori, la conservazione della cultura e della memoria lasciando, contestualmente, ampio spazio alla necessità di demolire e ricostruire, laddove la concretezza tecnica ed economica dell'intervento non permetta altro, correggendo anche tutti quegli errori che nel passato hanno purtroppo caratterizzato tanta edilizia scadente degli ultimi decenni. Si arriva addirittura a dare indicazioni generali per l'istallazione ordinata della cartellonistica e delle insegne luminose, segno di un'attenzione a tutto campo da parte delle istituzioni coinvolte. La grande sfida del dopo-terremoto, che coinvolgerà soggetti pubblici ma anche tanti professionisti  privati e la cittadinanza tutta, è dunque quella di ricostruire una città, se possibile, migliore.

«Si tratta – ha dichiarato la direttrice regionale BCP Anna Maria Reggiani – di un fondamentale contributo dato alla ricostruzione della città, grazie alla sinergia fra Comune e Soprintendenza, la cui importanza si deve sia all'istituzione della commissione permanente, sia alle prescrizioni per gli interventi nel centro storico, essenziali per la sua ricomposizione e riqualificazione»

«Un risultato importantissimo – ha dichiarato il sindaco Massimo Cialente – grazie agli uffici regionali del MiBAC, abbiamo ora il sostegno della competenza e della capacità della Soprintendenza affinché il recupero del nostro preziosissimo patrimonio edilizio, architettonico e culturale, unico in Italia, avvenga in modo efficace e razionale. La Municipalità ringrazia la dottoressa Reggiani e l’architetto Maggi, che hanno reso possibile questa sinergia».

«La commissione Soprintendenza-Comune per la verifica delle proposte di intervento è la migliore garanzia di una ricostruzione concreta dell’Aquila – ha aggiunto l’assessore Di Stefano – soprattutto, di una ricostruzione rispondente alle connotazioni particolari della nostra città. Il costituendo sportello unico per l’esame delle domande riguardanti le case E acquisterebbe inoltre una forza maggiore. Inoltre, finalmente è possibile fornire delle prescrizioni uniformi e oggettive per la ricostituzione del patrimonio edilizio, evitando quegli autentici orrori cui stiamo assistendo in fatto di forme e colori degli edifici riparati».

 

20/10/2010 8.19

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COLLEMAGGIO, «LA GRANDE INCOGNITA»

L'AQUILA. Sta facendo il giro della città in questi giorni un volantino del comitato 3e32 con il quale si chiede di fare chiarezza sul destino dell'area di Collemaggio. «A distanza di un anno e mezzo dal terremoto», si legge, «i cittadini aquilani non hanno il diritto di sapere cosa accadrà lì, se rimarrà come spazio pubblico cittadino o se sarà oggetto di una nuova speculazione».

«Tutta l’area», continua il volantino, «versa ancora nel più totale abbandono. La Asl non si è preoccupata di riqualificare e restaurare l’enorme patrimonio edilizio esistente e sta spostando tutti i presidi e gli uffici presenti all’interno dell’ex Ospedale psichiatrico».

L'unica azione che la Asl è riuscita a intraprendere è quella di installare nuovi cancelli all'ingresso: «Perché lo sta facendo?», si domandano dal 3e32. «La chiusura del parco è forse il preludio ad una futura vendita dell'area? Pensano forse i vertici della Asl che sottraendo l'area alla comunità sia più facile svenderla ai privati?»

Tutti in città sanno che il parco rappresenta un prezioso spazio pubblico vicino al centro storico e, dopo la distruzione di tanti altri luoghi pubblici causata dal sisma, è diventato un indispensabile luogo di incontro, aggregazione, socialità, cultura tenuto vivo dall’impegno del Comitato stesso.

«Con l’apertura dello spazio di Casematte», ricorda il coordinamento, «abbiamo attuato quel principio di sussidiarietà sancito anche dalla nostra Costituzione, colmando il vuoto sociale creato dalla dispersione e dalla frammentazione degli spazi residenziali e abitativi e offrendo servizi nel momento in cui le istituzioni mancavano.

Lotteremo affinché questo luogo rimanga aperto e di tutti. Siamo pronti a mobilitarci e a intraprendere un' azione legale per difendere Collemaggio: luogo del dolore e del contenimento prima e di degrado e abbandono poi, bellissimo spazio aperto alla città ora».

Intanto oggi alle ore 17,30 nel tendone di  Piazza Duomo, si svolgerà un'assemblea pubblica per la creazione di un Coordinamento allargato a tutte le forze sociali, economiche, istituzionali, associative del cratere colpito dal sisma. L'intento è di promuovere una nuova manifestazione,  con la quale si intende riportare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica del  paese i  temi dell'Economia e delle tasse nel nostro territorio, nonché più in generale quello della ricostruzione.

 20/10/2010 8.19