Federalberghi: «i disumani non siamo noi». Chiodi: «fanno come Angelini»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E' ancora scontro a distanza tra Federalbergi e il presidente della Regione Gianni Chiodi che però firma un decreto che metterebbe i soldi a disposizione degli albergatori.

Dopo l'annuncio di ieri da parte della Federalberghi dell'Aquila e Confcommercio L'Aquila di sospendere i servizi per i terremotati ospiti delle strutture alberghiere e le proteste del commissario Chiodi gli animi non si placano. Così oggi le associazioni di categoria diffondono una nota decisamente critica nei confronti del governatore e commissario non risparmiando frasi pesanti: «ci vuole proprio una faccia tosta a fare le affermazioni che ha rilasciato contro gli albergatori aquilani e, quindi ormai è da ieri sera ufficiale: Chiodi la faccia tosta ce l'ha. Eccome. Perché? Proprio perché, invece di chiedere scusa per non aver rispettato da lunghi mesi ad oggi gli impegni e le convenzioni sottoscritte con gli albergatori è arrivato impudentemente all'insulto che restituiamo al mittente».

Le due associazioni sottolineano ancora che «chi non rispetta gli impegni non può ergersi in cattedra, innanzitutto perché inadempiente e chi è inadempiente dovrebbe almeno avere l'educazione e l'umiltà per scusarsi sia con gli albergatori che da mesi hanno rappresentato le difficoltà esistenti e sostenuto costi ed oneri finanziari aggiuntivi (il ritardo dei pagamenti supera otto), sia con le popolazioni assistite ed ospiti di quegli albergatori ai quali anche recentemente i terremotati hanno testimoniato solidarietà e gratitudine anche pubblicamente».

«Quindi - continua la nota - se c'é qualcuno che è 'disumano' non è tra gli albergatori aquilani che bisogna cercarlo ma al commissariato Straordinario. Sono mesi che avevamo avvertito che la corda si sarebbe spezzata, lo abbiamo fatto in incontri, con note e con pubblici comunicati e non siamo stati né i primi, né i soli. Già a Maggio 2009 (a solo un mese dal sisma) a Roseto furono i primi colleghi a ribellarsi perché non ricevevano un soldo e che sospesero le erogazioni di servizi. Quindi le chiacchiere stanno a zero, caro Chiodi, e se qualcuno di Voi pensa che i costi dell'assistenza e della ricostruzione del territorio colpito dal sisma debbono essere sostenute dal sistema delle imprese aquilane, avete sbagliato genere, numero e cosa».

Gli albergatori hanno anche ricordato polemicamente che «le imprese aquilane ad oggi non hanno ricevuto un euro per la ristrutturazione delle proprie strutture, né indennizzi per i danni subiti dalle loro attività».

CHIODI: «FANNO COME ANGELINI» 

«Gli albergatori mi sembrano come Enzo Angelini, che chiedeva soldi alla Regione e per farseli dare non pagava gli stipendi. Loro tolgono la colazione agli sfollati»., replica Chiodi. «Tre giorni fa - ricorda Chiodi - ho firmato un mandato di pagamento da 2 milioni 600 mila euro, e gli albergatori sanno benissimo che la settimana prossima metterò in pagamento altri 20 milioni. Nel giro di una settimana arriveremo a circa 24 milioni per gli alberghi. Posso capire le loro rivendicazioni - aggiunge il commissario -, ma quello che è inaccettabile è che facciano leva sugli sfollati, togliendo loro la colazione per esercitare pressione. Eticamente questo è discutibile, non certo le pretese commerciali che hanno in base al contratto».

«Io stigmatizzo non le richieste, che sto cercando di soddisfare, ma il tentativo di far scontare questa situazione agli sfollati».

Chiodi respinge l'obiezione della vice presidente di Federalberghi, Mara Quaianni, la quale ha ricordato che «già dal 21 maggio 2009 gli albergatori della costa lasciarono i terremotati senza pasti e dovette intervenire la Protezione civile».

Episodi che, per Chiodi, «saranno pure avvenuti, ma sono stati sempre sporadici. E poi che le proteste ci siano sulla costa, voglio pure capirlo. Ma dagli aquilani proprio no». Il commissario rilancia ricordando anche che gli albergatori «hanno un contratto di remunerazione molto buono. Sapevano - aggiunge - che con quello che è successo si sarebbero allungati i tempi, ma hanno gli alberghi pieni. Quando mai avrebbero fatturato 1,8 milioni altrimenti?».

Chiodi, infine, boccia, ritenendola inutile, la richiesta di organizzare un vertice: «Se vogliono un incontro possono farlo con i nostri uffici. Ho messo 20 milioni, c'é proprio bisogno che gli albergatori li riceva io, che ho migliaia di cose da fare?».  

PROTESTE A SULMONA

Ma oggi si sono registrate anche altre proteste come quelle di un gruppo di cittadini, tra cui numerosi imprenditori, che hanno denunciato i disagi che sta provocando tra i terremotati già esposti a drammatiche problematiche il trasferimento a Sulmona di parte dell'archivio notarile che prima del sisma aveva sede all'Aquila in uno stabile del centro storico attualmente inagibile. I cittadini in questione sospettano che dietro questa azione momentanea si possa nascondere la volontà di trasferire definitivamente l'importante ufficio: «C'é il rischio concreto di un'altra spoliazione del Capoluogo, dopo lo scippo di tanti uffici, un fatto gravissimo se si considera l'aggravante che oggi l'Aquila è devastata dal terremoto».

Sempre secondo i denunciati, il motivo della scelta di trasferimento è che non ci sono locali disponibili.

«Il disagio diventerà ancora maggiore quando partirà la ricostruzione del centro storico con moltissimi proprietari che avranno la necessità di reperire le copie degli atti di compravendita dei propri immobili, e considerando la vetustà dei fabbricati, molti atti sono di notai ormai deceduti o pensionati, conservati nell'archivio notarile. La conseguenza sarà di doversi - conclude il grippo di cittadini - di recare a Sulmona invece che all'Aquila per avere i documenti in questione».

Intanto la Prefettura dell'Aquila è al lavoro con due tavoli tecnici per lo studio di interventi per migliorare la viabilità provinciale, con particolare riferimento alle strade del cratere del terremoto del 6 aprile 2009. Lo ha reso noto il prefetto dell'Aquila, Giovanna Maria Iurato, a margine della cerimonia di inaugurazione della Fiera del libro per ragazzi nel centro storico dell'Aquila.

15/10/2010 18.05