Ricostruzione post sisma, Mascitelli: «Monti riferisca in Parlamento»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1052

L’AQUILA. L’assemblea cittadina, dopo la pausa festiva, è tornata a riunirsi in Piazza Duomo.


Nell’incontro di ieri si è affrontato il tema della ricostruzione, o meglio, della mancata ricostruzione.
La base della discussione è stata la sintesi delle dichiarazioni rese da tutti gli attori istituzionali, dalla Struttura Commissariale al Comune, attraverso comunicati stampa e provvedimenti, negli otto mesi che vanno da aprile a dicembre 2011. Tale raccolta di «promesse e impegni mancati», così l’ha chiamata l’assemblea cittadina, «è stata prodotta per dimostrare, attraverso le stesse parole e gli atti normativi o di indirizzo, che le regole valgono e devono essere rispettate soltanto dai cittadini terremotati».
Un esempio su tutti: la scadenza per l’approvazione delle pratiche presentate entro il 31 agosto 2011, stabilita per il 31 dicembre 2011: «si è rivelata un ennesimo, colossale, bluff», dicono dall’assemblea cittadina. Non solo la scadenza, proclamata perentoriamente come improcrastinabile, è stata dilazionata a marzo/aprile 2012, ma tutte le pratiche presentate dopo il 31 agosto 2011 giacciono, ancora inevase, nelle stanze di Fintecna. «Il vice commissario Cicchetti, all’inizio di settembre dello scorso anno, affermava ai microfoni Rai di Uno Mattina che la ricostruzione pesante stava finalmente partendo», tuonano ancora dal comitato: «7.000 progetti presentati sarebbero stati esaminati e finanziati entro la fine di dicembre. Entro la fine del 2012, al massimo la metà del 2013, il 90% degli aquilani sarebbe tornato ad abitare nelle case dell’immediata periferia. Le cose, come è all’evidenza, sono andate diversamente».
Dall’incontro del 30 dicembre 2011, emerge che, a fronte di 7.443 pratiche consegnate, sono stati emessi solo 1.900 contributi definitivi; che 900 pratiche sono da mesi ferme presso gli Uffici comunali, poiché mancanti della definizione della parti private e che, data l’assenza di Cineas dagli incontri del tavolo di monitoraggio, il termine del 30 aprile 2012 potrebbe, con molta probabilità, non essere rispettato
L’Assemblea cittadina invoca l’osservanza delle norme e il ritorno della legalità e della tutela dei diritti dei cittadini. Nel rispetto dei tempi dettati dall’ordinanza 3790 ed alla luce della sentenza del TAR Abruzzo, si chiede a gran voce l’approvazione delle pratiche, da parte di Fintecnica-Cineas-Reluis entro e non oltre 60 giorni dalla presentazione. Per snellire le procedure, la richiesta di chiarimenti da parte dell’istruttore della pratica dovrà essere richiesta una sola volta e i chiarimenti dovranno essere depositati entro e non oltre i 30 giorni, decorsi i quali, l’esito dovrà essere rimesso ai Sindaci per le proprie determinazioni.
Il senatore dell’Idv, Alfonso Mascitelli, parla invece di «stato confusionale che sta immobilizzando la vera ricostruzione e la mancanza di trasparenza nella gestione delle strutture commissariali dell'emergenza , che hanno un costo elevato per la comunità e quindi hanno il dovere di garantire un servizio efficiente e trasparente per tutti i cittadini aquilani». Per questo l’Italia dei Valori ha chiesto al Governo Monti di andare urgentemente a riferire in Parlamento sullo stato di avanzamento del processo di ricostruzione, «anche con un riferimento dettagliato alle modalità di utilizzo delle risorse stanziate per questo scopo».
«E' un obbligo, quello dell'informativa annuale al Parlamento, previsto dalla legge 77/2009 all'art. 2bis, - ha spiegato il senatore Mascitelli - e nei confronti del quale un governo che si definisce tecnico, e quindi per sua definizione terzo e imparziale, non può assolutamente sottrarsi. Dopo l'ultima informativa, data al Parlamento dall'allora sottosegretario Bertolaso nell'ottobre 2010, sono successe molte cose e al tempo stesso nulla è cambiato. Riprendere e aggiornare una discussione seria sulla situazione dell'Aquila ci aiuterà a riportare, a livello del Parlamento Nazionale, L'Aquila al centro dell'attenzione, ci aiuterà a riproporre il problema della ricostruzione come questione nazionale e a superare definitivamente quei rapporti amicali che, in passato, hanno legato il commissario Chiodi al precedente Governo Berlusconi e che non hanno prodotto nulla di più o di meglio di quanto ottenuto dalle altre regioni in analoghe situazioni».
12/01/2012 19:23