«Alloggi mai assegnati, sprecati 3 mln di euro. Ma la Sge smentisce

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Va avanti la guerra a distanza tra Comune e Struttura di gestione dell’emergenza.

L’assessore comunale all’assistenza alla popolazione si è imbufalito quando ha scoperto che ci sono 7 alloggi del progetto Case vuoti. Perché accade cioè, domanda l’amministratore, se ci sono 400 persone ospiti in strutture alberghiere? Perché nessuno ha disposto il trasferimento negli appartamenti, sicuramente più confortevoli e vicini all’idea di un ritorno alla vita normale?

Ma il metodo errato della gestione dell’emergenza, illustra sempre Pelini, avrebbe prodotto anche un danno alle casse pubbliche e per questo è pronto un esposto alla Corte dei Conti. Se gli appartamenti vuoti fossero stati riempiti (e di conseguenza liberate le stanze d’albergo) secondo l’assessore si sarebbero risparmiati oltre 3 milioni di euro.

«Gli alloggi ancora liberi del progetto (3 in località Bazzano e 3 nella frazione di Camarda) sono già stati messi a disposizione delle famiglie aventi diritto», replica il coordinatore della Struttura Gestione Emergenza, Roberto Petullà. «Uno degli appartamenti menzionati – ha spiegato il coordinatore -, che può ospitare nuclei da 5 o 6 persone, è tuttora oggetto di intervento di manutenzione da parte del competente ufficio del Comune dell'Aquila; gli altri, per nuclei da 6 o 7 persone, sono stati messi a disposizione dei nuclei cosiddetti “compressi”, come richiesto dal Sindaco del Comune dell'Aquila e ratificato dal Commissario. Ad oggi, però, – prosegue il coordinatore - la Sge non ha ricevuto alcuna richiesta per l’allargamento dei nuclei familiari relativamente a queste due zone. Per completezza d’informazione – aggiunge Petullà - vi è un ulteriore alloggio disponibile a Camarda, che potrebbe ospitare 5 o 6 persone, ma che è stato rifiutato dalle famiglie cui era stato offerto perché la zona non era tra le loro preferenze. Pertanto, non appena la Sge riceverà richieste per questi appartamenti, saranno regolarmente assegnati».
Ma Pelini insiste e sostiene che Roberto che Petullà «mente sapendo di mentire».
«Gli alloggi infatti - ha proseguito Pelini - non risultano indicati in nessun elenco di quelli sottoposti, negli ultimi sei mesi, agli assegnatari per poter indicare priorità e preferenze. Inoltre quanto affermato dal coordinatore dell’Sge è in aperto ed evidente contrasto con la nota inviata al Comune dell’Aquila, lo scorso 21 dicembre, dalla responsabile dell’Area assistenza alla popolazione della stessa struttura commissariale, l’avvocato Paola Giuliani, nella quale si conferma la disponibilità degli alloggi, mai messi a disposizione dei cittadini. Petullà inoltre arriva a sostenere che questi ultimi sono liberi perché, in sostanza, nessuno li ha voluti. Siccome noi, che ci confrontiamo quotidianamente con i cittadini e ne conosciamo bene i problemi e le difficoltà, sappiamo quanta aspettativa ci sia rispetto a queste assegnazioni, propongo all’Sge di lasciare che ci occupiamo noi della cosa. Avrà modo di vedere, il buon Petullà, che in due ore assegneremo tutti gli alloggi, dato che il sito di Bazzano è tra quelli più richiesti e più ambiti».
«Purtroppo - ha concluso l’assessore - devo constare con amarezza che si continuano a difendere posizioni indifendibili sulla pelle dei cittadini».
«Va messo fine al più presto al regime del commissariamento, più pesante nel comune dell'Aquila che negli altri comuni del cratere», chiede intanto Rifondazione, «perché solo il comune dell'Aquila tra tutti non dispone della facoltà di gestire direttamente le politiche abitative in tema di MAP e progetto CASE. - Si tratta al contempo di una questione di democrazia e di risparmio di denaro pubblico. Il tempo dell'emergenza è finito, l'assistenza passi definitivamente agli enti locali, e quindi ai cittadini, con fondi adeguati. In quest'ottica la stabilizzazione dei precari del comune addetti agli uffici della ricostruzione e dell'assistenza alla popolazione diventa ancor più necessaria».

05/01/2012 16:38