Tangenti al G8: Piscicelli parla e la cricca trema. Rinaldi indagato anche a Pescara

Alessandro Biancardi

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Tangenti al G8: Piscicelli parla e la cricca trema. Rinaldi indagato anche a Pescara
L’AQUILA. Il 6 aprile 2009 rideva e si fregava le mani pensando agli appalti per la ricostruzione de L’Aquila terremotata.

Poi è stato indagato nell’ambito della inchiesta sulla cricca ed il sistema gelatinoso, finito in carcere ha anche tentato il suicidio. Pochi giorni fa ha fatto parlare di sé nuovamente per essere atterrato sulla spiaggia con il suo elicottero per accompagnare la madre ad un ristorante lì vicino nell’Argentario. Ora Francesco Maria De Vito Piscicelli torna a far parlare di sé perché davanti ai pm che indagano sulla cricca avrebbe iniziato a parlare e collaborare.

Né ha dato notizia il Corriere della Sera che svela particolari e descrive il sistema corruttivo che vede al vertice –secondo le tesi della procura di Firenze- l’ex provveditore ai lavori pubblici Angelo Balducci. Le carte processuali sui lavori pubblici assegnati sono già decine di migliaia, le inchieste condotte dagli inquirenti di Toscana e Umbria hanno già consentito di svelare come decine di appalti siano stati affidati in cambio di contropartite versate dai costruttori, in testa Diego Anemone. Ma Piscicelli aggiunge dettagli inediti, conferma i sospetti emersi ascoltando le telefonate intercettate ma che finora non avevano mai trovato riscontro. «Per ottenere lavori - esordisce il verbale riportato dal Corriere della Sera- ho sempre dovuto dare in cambio soldi e gioielli, ma anche assumere figli e parenti di chi gestiva le pratiche. Il progettista dei lavori che mi avevano assegnato in occasione dei Mondiali di Nuoto mi è stato imposto da uno dei funzionari della Ferratella». Quello delle assunzioni dei figli dei potenti è uno dei capitoli inediti, l'imprenditore fa nomi e mansioni.

Poi si concentra sulle dazioni di denaro e rivela di aver pagato tangenti all'allora commissario Claudio Rinaldi, già sotto processo a Perugia. E ancora, svela l'identità di giudici amministrativi e contabili che avrebbero preteso macchina con autista, vacanze pagate, orologi e preziosi per assicurare l'interessamento riguardo ad alcune pratiche.

Saranno ora i magistrati a dover trovare i riscontri di quanto asserito dall’imprenditore che oggi collabora ma non sarà cosa difficile.

Tra l’altro rispuntano nomi e connessioni con l’Abruzzo poiché Balducci è stata l’anima nera di molti progetti avviati in Abruzzo (lo si ricorda sotto braccio a D’Alfonso nella inaugurazione di piazza salotto – nella foto) ma anche altre figure secondarie della cricca sembrano aver avuto gioco facile in Abruzzo. E’ il caso di Claudio Rinaldi che nel conto deve mettere anche la procura di Pescara che lo ha indagato (Il Corriere lo dimentica) nell’ambito dell’inchiesta Mare-Monti che coinvolge l’ingegnere Carlo Strassil.

Secondo la procura di Pescara Claudio Rinaldi e Carlo Strassil avrebbero stabili rapporti economici (e di mutuo scambio di incarichi pubblici) incompatibili con le qualità di controllore e controllato. Nello specifico il nuovo progetto della strada incompiuta Mare-Monti nei pressi di Penne formalmente redatto da Strassil per conto di Valeria Olivieri (ed in realtà predisposto da Toto S.p.A.), sia conseguenza di un rapporto corruttivo.

In questo rapporto si sarebbe insinuato –sempre dai riscontri emersi dalla procura abruzzese, anche Maurizio Fiani che avrebbe fatto da intermediario per investimenti di denaro e riciclare il denaro provento di corruzione e truffa di Carlo Strassil. Gli investimenti di Strassil e Rinaldi passano poi per la fiduciaria inglese Roadtown Limited ma anche per una società off-shore a Londra denominata “Champsfield Limited” e di cui PrimaDaNoi.it ha già scritto nello scorso mese di settembre.

Un filone di questa inchiesta ha poi portato all’apertura di un’altra inchiesta a L’Aquila ancora aperta che riguarda l’assegnazione di appalti e lavori nel post terremoto. Le inchieste di Firenze e quelle di Pescara-L’Aquila si intrecciano e si sovrappongono, ci sono faldoni che viaggiano e vengono inviati per competenza a chi già indaga su fatti simili o analoghi ed i quadri che diversi magistrati stano descrivendo sembra essere coerente con quello delineato da altri magistrati che hanno lavorato separatamente.

Nello specifico Carlo Strassil viene accusato di aver rapporti «anche corruttivi» con funzionari apicali della pubblica amministrazione, per gli appalti della ricostruzione di L’Aquila e l’ascolto delle conversazioni intercettate lo confermerebbero.

Strassil si porta dietro nell’indagine anche Fabio De Santis (anche lui emerso e indagato nell’ambito della inchiesta sulla cricca) e la procura abruzzese ritiene abbiano avuto rapporti illeciti per l’assegnazione di appalti nell’ambito de Grande Evento relativo alla presidenza italiana del G8 alla Maddalena, relativamente al quale il De Santis rivestiva la qualifica di soggetto attuatore (in particolare, copia dei disciplinari di incarichi a firma De Santis sono stati rinvenuti nei computer di Strassil).

Una traccia del sistema della cricca era già emersa nelle intercettazioni, quando lo stesso Piscicelli comunicava anticipatamente a Riccardo Fusi, patron della Btp, il ribasso necessario a far vincere una gara per il Palazzo della Musica di Firenze che poi si aggiudicherà la Giafi di Valerio Carducci.

La Btp di Riccardo Fusi vincerà anche alcune gare di appalto a L’Aquila ma la sua frequentazione con influenti personaggi politici abruzzesi legati al centrodestra e ad alcuni altrettanti illustri “tecnici” è nota già dal 2006.

a.b. 05/01/2012 11:43