Terremoto e ricostruzione: priorità alle chiese. Ecco i finanziamenti erogati

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo il terremoto molte chiese in giro per la regione sono state lesionate, danneggiate addirittura rese inagibili.

L’AQUILA. Dopo il terremoto molte chiese in giro per la regione sono state lesionate, danneggiate addirittura rese inagibili.

Sono diverse le azioni poste in essere dal commissario straordinario per la ricostruzione già nei mesi scorsi.

Ieri ad illustrare gli interventi e a precisare alcuni punti ci ha pensato  il vice Commissario alla tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti.
«La città dell’Aquila e i centri più colpiti dal sisma», ha detto Marchetti, «hanno condizioni di danno tali da richiedere purtroppo tempi lunghi e finanziamenti cospicui per il recupero degli edifici storici ed ecclesiastici».

 Per dare seguito alla necessità di riaprire le chiese nel capoluogo abruzzese, nel novembre 2010, il Commissario Chiodi ha firmato il decreto n. 24 sul “Primo programma di interventi prioritari” (modificato con il decreto n. 71 del 18 luglio 2011), che ha dato il via a lavori su edifici pesantemente danneggiati, tutti ubicati all’interno del cratere sismico: 27 nel comune dell’Aquila, 10 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Teramo e 1 in provincia di Pescara.

Il progetto ‘Una Chiesa per Natale', appena concluso, ha invece avuto «l’obiettivo di assicurare a ogni parrocchia, in tempi brevi, un luogo per la celebrazione delle cerimonie religiose entro Natale», ha aggiunto Marchetti.

 A tale scopo è stato chiesto alle singole diocesi (Avezzano, Chieti-Vasto, L’Aquila, Pescara-Penne, Rieti, Sulmona-Valva e Teramo-Atri) di consegnare un elenco delle parrocchie «prive di chiese agibili», verificato in un secondo momento con i dati di stima del danno a disposizione del Vice Commissario per i beni culturali. In vista della priorità degli interventi, «si è tenuto conto dei tempi previsti per il recupero e delle necessità pastorali legate al luogo di culto».

 E’ quanto recita testualmente uno dei punti dell’accordo sul recupero del patrimonio culturale ed ecclesiastico di 71 chiese in Abruzzo, lesionate dal sisma del 6 aprile, firmato il 30 luglio 2009 a Coppito, alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dal ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi e dal segretario generale della Cei, Mariano Crociata.

Il progetto ha riguardato, nello specifico, 29 chiese della diocesi dell’Aquila, 13 di quella di Sulmona, 5 di quella di Teramo, 11 di Avezzano, 9 della diocesi di Pescara, 4 di quella di Rieti. Al finanziamento iniziale di 12 milioni di euro, previsto dall’ordinanza n. 3820 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stati aggiunti ulteriori 2,125 milioni di euro stanziati dal Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi.

«Ciò ha permesso di recuperare complessivamente 116 edifici ecclesiastici», ha aggiunto Marchetti, «scelti in accordo con le rispettive diocesi, secondo i seguenti criteri: tempi brevissimi per ridare un edificio di culto alle comunità; (di conseguenza) scelta di edifici con minor danno subìto; necessità pastorali proprie delle Curie. La notte di Natale la messa per la comunità aquilana è stata comunque celebrata nella Basilica di S. Maria di Collemaggio, scelta quale luogo simbolo della rinascita, con una messa in sicurezza che ha comportato un grande sforzo economico, oltre che progettuale, ed un impegno umano da non dimenticare».

05/01/2012 08:19

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