Mille giorni dal terremoto, l’ultimo giorno dell’anno sotto la Torre di Piazza Palazzo

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. I cittadini si incontreranno sotto la Torre di Piazza Palazzo «per rompere il silenzio» sabato, ultimo giorno dell’anno, a partire dalle 15,45

A mille giorni esatti dal sisma del 6 aprile del 2009, quale è il futuro per L'Aquila? E' questo l'interrogativo dal quale è nato l'evento, partito da Facebook ma che si concretizzerà tra le strade della città fantasma, ancora bloccata dal post terremoto. In città sembra che tutto si sia fermato, come i rintocchi della campana di piazza Palazzo che ogni sera batteva 99 volte il numero della città dell'Aquila, a ricordo della sua fondazione e identità. «È importante per gli aquilani», commenta Marino Piersanti, «che la campana della Torre Civica torni a suonare, perché la ricostruzione della città e dei Comuni del cratere non può attendere oltre. La chiamata a raccolta dei cittadini vuole significare la consapevolezza che la politica, ad oggi, non ha saputo affrontare le grandi responsabilità alle quali è stata chiamata: al contrario, la divisione e la litigiosità che l'hanno caratterizzata in questi lunghissimi mille giorni, hanno acuito ancor di più la drammatica situazione che ogni cittadino sta vivendo». 1.000 giorni sono un tempo infinito se, camminando per la città, si vedono ancora macerie, degrado, abbandono. «E' dovere di ogni aquilano», continua Piersanti, «ricostruire il futuro da lasciare ai propri figli. Che l'opprimente silenzio venga rotto dal ritorno dei rintocchi della campana della torre civica, affinché la comunità, unita, possa trovare la forza per affrontare l'arduo compito che l'attende».

Parteciperà all'evento la Corale 99 che si esibirà nelle canzoni del repertorio aquilano.

«Io ci sarò», scrive Cristina su Facebook, «verserò altre due lacrime tanto per cambiare come ieri sera nel vedere la piazza vuota, ho fatto alcune foto per non dimenticare il silenzio di un momento... se ripenso ai periodi di natale gli anni prima del sisma... che tristezza...».

«Non importa in quanti saremo», scrive Fabrizio, «le sensazioni saranno le stesse...»

29/12/2011 11:57