Terremoto, Chiodi da Monti vittoria a metà: proroga solo fino a marzo 2012

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Obbligo di superare l'emergenza e massimo sforzo per ricostruzione case E e centri storici.

Proroga solo per i primi mesi del 2012, obbligo di superare l'emergenza con revisione della macchina burocratica,concentrazione degli sforzi per avviare la ricostruzione degli edifici ‘E’ e dei centri storici.

Nelle prossime ore verrà firmata la ordinanza per prorogare le spese relative alla emergenza. Successivamente, come richiesto dal Ministero dell'Economia, si lavorerà alla revisione della spesa individuando le possibili razionalizzazioni e i necessari interventi di snellimento in merito alla macchina complessiva della emergenza. Richiesto il massimo sforzo sulla ricostruzione, confermando la validità di passare attraverso i piani della ricostruzione che 20 Comuni hanno già egregiamente concluso.

E' questa la risposta del governo che ieri pomeriggio a palazzo Chigi ha ricevuto una il commissario Gianni Chiodi. Riunione allargata successivamente al commissario vicario Antonio Cicchetti, alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, del vice premier, Vittorio Grilli, del capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli e del Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Un sostegno adeguato e garanzie precise da parte del governo nazionale all’Abruzzo chiedeva Chiodi per risolvere la difficile situazione di emergenza sociale, economica ed abitativa che colpisce la zona del cratere sismico. Si è trattato del primo confronto ufficiale legato al post-sisma in Abruzzo, fortemente voluto dal commissario per esporre al governo le innumerevoli problematiche legate all’emergenza e alla ricostruzione dei territori danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009.

«E' stato un incontro interlocutorio in cui il premier Monti e il suo governo hanno mostrato disponibilità - ha commentato Chiodi all'uscita - Nel frattempo bisognerà fare una sorta di spending review e attivare tutte le procedure acceleratorie della fase della ricostruzione: alla fine ci sarà la riunificazione delle contabilità; non si parlerà più di emergenza, non siamo più nell'emergenza. Al momento dunque, - ha concluso - non è possibile esprimere un giudizio sull'esito dell'incontro. Vediamo come evolve la situazione nei prossimi giorni». Nel momento in cui non ci sarà più emergenza anche il ruolo del commissario Chiodi si concluderà.

MENTRE A L’AQUILA CONSIGLIO STRAORDINARIO…

E se Chiodi ieri pomeriggio era a Roma, a L’Aquila si è tenuto il Consiglio straordinario (che andrà avanti anche oggi) sulla questione dei fondi per l’emergenza. Al centro dell’attenzione la previsione di trasferimenti da parte del Governo per 30 milioni di euro per il 2012, a fronte dei 350 milioni che erano stati stanziati per il 2011 e dei 280 milioni del 2010.

Il sindaco Cialente aveva anticipato, nel suo intervento in aula, che avrebbe chiesto al Governo risorse aggiuntive per 160 milioni di euro, alla luce della quantificazione del fabbisogno del cratere per quanto riguarda le spese per l’assistenza alla popolazione, per indennizzi e rimborsi, per i bilanci degli enti locali e per il rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato, stipulati a seguito del sisma per supportare i Comuni del cratere e la Provincia dell’Aquila nella gestione del sopraggiunto carico di lavoro.

In particolare il sindaco Cialente, anche attraverso una lettera al premier Monti, aveva denunciato la paralisi amministrativa cui sarebbero andati incontro gli uffici comunali nel caso in cui non fossero stati prorogati i rapporti di lavoro con gli 88 dipendenti, quasi tutti giovani laureati, assunti a seguito di procedura concorsuale e oggi indispensabili per assicurare la funzionalità di settori nevralgici della fase post sisma, quali quelli della Ricostruzione e dell’Assistenza alla Popolazione. Ad essi si aggiungono i circa 100 lavoratori della società Abruzzo Engineering in forza al Comune dell’Aquila e i 40 dipendenti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Alla riunione del consiglio è intervenuta una folta rappresentanza dei dipendenti precari dell’ente, i cui contratti scadranno il 31 dicembre (la convenzione con Abruzzo Enginnering è già scaduta il giorno 22).

Il consiglio ha avviato la seduta, in attesa delle notizie dalla capitale. L’incontro del sindaco Cialente e del commissario Chiodi con il presidente Monti è infatti slittato al termine del Consiglio dei Ministri.

In rappresentanza dei dipendenti precari del Comune è intervenuto Fabio Venanzi.

«Riporto la situazione di sofferenza e di disagio di 88 lavoratori precari,– ha dichiarato Venanzi – persone che, quotidianamente, si rapportano con i cittadini aquilani e con i mille problemi di questa persistente emergenza. Sono quelli a cui si consegnano le istanze, quelli che consegnano le case, che rendicontano le spese per poter ottenere i contributi di autonoma sistemazione, quelli che seguono le pratiche della ricostruzione e i procedimenti legati a indennizzi e contributi. Tutti rischiamo di trovarci senza lavoro», ha aggiunto Venanzi, «tutti siamo già stati posti in ferie forzate. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Chiunque sia venuto in questi giorni negli uffici comunali ha potuto notare quante scrivanie siano vuote e quale carico di lavoro si sia accumulato su di esse in nostra assenza. Vorrei sottolineare che, da due anni a questa parte, i nostri contratti hanno durata semestrale e ogni volta si arriva a un passo dalla scadenza senza avere certezze sul futuro. In queste condizioni è impossibile programmare e organizzare il lavoro e anche le vite di tutti noi. Sarebbe importante poter ottenere, finalmente, contratti di almeno un anno. La nostra è una battaglia per il lavoro ma anche per i diritti dei cittadini, inevitabilmente i più penalizzati dai ritardi e dai disservizi che andrebbero a crearsi nel caso del mancato rinnovo dei contratti».

29/12/2011 07:30