Terremoto, Chiodi incontra Monti. Cialente pronto a dimettersi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Chiodi: «se non avrà risposte mi dimetto da Commissario». E 50 sindaci del cratere pronti a rimettere la fascia.

ll commissario delegato per la Ricostruzione  Gianni Chiodi ha ottenuto un incontro col presidente del Consiglio, Mario Monti.

I due si vedranno a Roma mercoledì prossimo e parteciperanno anche il vice premier, Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Antonio Catricalà, il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli. Chiodi avrà dunque l’opportunità di  rappresentare «la grave situazione dell'emergenza terremoto all'Aquila».

Proprio in queste ore anche il presidente di Anci Abruzzo, Antonio Centi, ha chiesto al presidente nazionale dell’associazione dei Comuni, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, di intervenire «con estrema urgenza» sul Governo Monti per far emanare un provvedimento che consenta il reintegro delle somme, falcidiate dal Ministero del Tesoro, necessarie tuttora a sostenere l’emergenza sisma per le popolazioni dei Comuni del cratere. «La situazione è talmente grave – ha scritto Centi – che oltre 50 Sindaci dei Comuni terremotati hanno manifestato l’intenzione di dimettersi entro il 2 gennaio».

Lo stesso Chiodi ha anch’esso annunciato le proprie dimissioni dalla carica di Commissario alla Ricostruzione se non vengono assunti da parte del Governo i provvedimenti necessari per risolvere i problemi largamente presenti. Al momento sono oltre 30.000 le persone  che hanno bisogno di assistenza ancora oggi e sono centinaia e centinaia i dipendenti precari Co.Co.Co. nei Comuni, che saranno licenziati all’inizio dell’anno.  

CIALENTE E CONSIGLIERI PRONTI A DIMETTERSI

E stamattina si è riunita la conferenza dei capigruppo del consiglio comunale dell’Aquila che respinge con fermezza la nota con la quale il Mef ha rigettato l’ordinanza,  perchè ritiene quasi provocatorio da parte di chi non ha mai preso reale visione della situazione nella quale versa il cratere, affermare che si debba procedere a razionalizzare.

La conferenza dei capigruppo, inoltre, prende atto che da due giorni, in seguito alla scadenza della convenzione con Abruzzo Engeenering, sono già stati chiusi alcuni uffici strategici e che dal 2 gennaio sarà «la paralisi totale di tutta l’area delineata all’assistenza alla popolazione ed alla ricostruzione. Inoltre, esprime estrema preoccupazione nel prendere atto che dal mese di febbraio oltre 13mila sfrattati perderanno qualsiasi forma di assistenza. Un fallimento totale»

Avendo appreso che il 27 dicembre, alla riapertura dell’attività di Governo, vi sarà un incontro presso la Presidenza del Consiglio per affrontare finalmente la questione, la conferenza dei capigruppo ha deciso di convocare, contemporaneamente, un Consiglio Comunale straordinario permanente ed aperto e, nel contempo, ha deciso che se entro il 28 non arriverà l’ordinanza, sindaco dell’Aquila e Consiglieri Comunali, rimetteranno il loro mandato.

Nel caso dovesse giungersi alle dimissioni del Sindaco, la conferenza dei capigruppo chiede che venga nominato quale commissario non un dirigente prefettizio ma un dirigente del Mef o della ragioneria dello Stato che probabilmente «sarà più bravo ed attrezzato a compiere miracoli».

 

23/12/2011 12:25