Sciame sismico nel Teramano, ancora scosse: «il primo dal 2005 ad oggi»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Dopo lo sciame sismico che ha fatto registrare 21 scosse tra venerdì e sabato scorso le anomalie si sono fermate.

TERAMO. Dopo lo sciame sismico che ha fatto registrare 21 scosse tra venerdì e sabato scorso le anomalie si sono fermate.

Nelle giornate di domenica e lunedì se ne contano appena 4: due nel distretto Monti della Laga, una nel distretto Monti Reatini e una nell’Aquilano. La frequenza non è stata serrata come quella della scorsa settimana. La prima scossa ‘fuori’ sciame è stata registrata domenica: ore 3.52 della mattina, magnitudo 2 nella provincia di Rieti tra i Comuni di Posta, Cittareale e Borbona. La seconda scossa è stata registrata ieri alle 14.17 ad una profondità di 10,8 km: magnitudo 2.3 nel teramano tra i Comuni di Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura e Valle Castellana. Poi la quarta, nello stesso distretto sismico poco più di un’ora dopo, alle 16.31, ad una profondità di 20,7 km e una magnitudo di 2,3. Infine la scossa delle 18.26, epicentro L’Aquila di magnitudo 1.4.

L’ Ingv, intanto, ha cercato di analizzare quanto successo nei giorni scorsi nel teramano.

Dalla tarda serata di venerdì si è attivata una sequenza sismica nell’area della provincia di Teramo, presso i comuni di Torricella Sicura, Cortino e Campli. La sequenza è iniziata con un terremoto di magnitudo locale pari a 3.2 (ore 23:28) ed è proseguita con numerose scosse durante la notte. Complessivamente sono stati localizzati 21 terremoti, il più forte dei quali ha avuto magnitudo 3.4 ed è avvenuto alle ore 03:04 di domenica mattina. Tutte le altre scosse hanno avuto magnitudo minore di 3.0.

L’area interessata è molto ristretta e i terremoti sono avvenuti tutti a profondità comprese tra i 15 e i 20 km. «L’area della sequenza non è stata interessata da importante sismicità nel corso degli ultimi anni», rilevano gli studiosi dell’Ingv. «Una estrazione dal catalogo Iside.rm.ingv.it dal 2005 mostra che la sequenza di domenica notte è la prima che avviene nell’area dal 2005. Le aree adiacenti, a nord e a sud, sono state interessate dal 2005 da numerose sequenze sismiche, anche rilevanti come durata e magnitudo massime (ad esempio la sequenza sismica nel fermano con due eventi di magnitudo 4.0 del Gennaio 2010). La scossa di domenica delle 03:04 è la più forte registrata dal 2005 nell’intorno di 15 km dal suo epicentro».

L’area della sequenza interessa un settore della catena Appenninica meno attivo della parte a ovest, dove storicamente si sono concentrati i terremoti più forti dell’Appennino.

«La storia sismica della città di Teramo», spiegano ancora dall’Ingv, «mostra che la massima intensità è stata osservata per il terremoto del febbraio del 1703 ed è stata pari all’ ottavo grado della scala Mercalli, mentre tutti gli altri terremoti hanno provocato danni minori». Tutte le conoscenze scientifiche al momento disponibili, si rileva infine dall’Istituto nazionale, sono riassunte nella Mappa di Pericolosità Sismica del territorio nazionale dalla quale si rileva che l’area in questione è a medio-alta pericolosità.

20/12/2011 08:24