Pressing su Cialente per ritirare dimissioni. Berlusconi versa 200 mila euro a L'Aquila Rugby

Alessandro Biancardi

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LETTA, CHIODI, CICCHETTI

LETTA, CHIODI, CICCHETTI

ROMA. Il Governo ha chiesto al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, di ritirare le dimissioni da sub-commissario per la ricostruzione.*STATI: «LORO EROI, IO SCIACALLA». PEZZOPANE: «MONOLOGO AUTOCELEBRATIVO».

«Lo abbiamo già fatto ieri all'Aquila, io e Bertolaso, e adesso lo chiamerò al telefono per ribadirgli che a nostro avviso deve restare al suo posto», ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi alla quale hanno preso parte anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il vice della Protezione Civile, Franco Gabrielli.

Letta ha fatto sapere che il sindaco riceverà oggi una lettera dello stesso premier Silvio Berlusconi. «La nomina di un altro sub-commissario, Antonio Cicchetti - ha detto il sottosegretario - ha creato qualche polemica. Ma la decisione non era un capriccio del governo. C'é stata una richiesta del commissario Chiodi, perché gli adempimenti sono tanti, il peso del lavoro da fare si moltiplica, e quindi abbiamo pensato di dare un supporto al commissario Chiodi e al sub-commissario Cialente. L'abbiamo scelto in un manager di grande esperienza, un aquilano doc che ha accettato per amore della sua terra: mi dispiace perciò che ci sia stata un po' di polemica, ingiusta nei confronti di una persona che merita stima e apprezzamento». Una polemica dovuta al fatto, secondo Letta, che «da qualcuno é stato male interpretato il significato della nomina. L'ho personalmente chiarito con il sindaco Cialente, al quale già ieri abbiamo chiesto di ritirare le dimissioni. Richiesta che ora gli rinnoverò con una telefonata».


«Il Governo non ha mai abbandonato» la popolazione abruzzese colpita dal terremoto, ha continuato il sottosegretario, «i numeri della ricostruzione valgono più delle parole e dicono quanto sia forte, continuo, mai interrotto lo sforzo del Governo in favore dell'Aquila». Si tratta di uno sforzo doveroso e che continuerà».

 

Sempre Letta ha annunciato che dal premier Silvio Berlusconi sono stati versati 200 mila euro per L'Aquila Rugby, la storica società sportiva aquilana che avrebbe rischiato, per mancanza di fondi, di sparire dal campionato.

Soldi «donati personalmente» dal presidente del Consiglio, ha assicurato Letta, perchè dare vita ad una cordata «richiede un po' di tempo, mentre la squadra ha bisogno di una iniezione immediata di denaro».

Chiodi, Commissario delegato per la ricostruzione post sisma, ha snocciolato, invece, una serie di numeri e dati e ai giornalisti: «ci sono 3.179 persone che sono in hotel e nelle caserme dell'Aquila ma di queste la maggior parte sono titolari di case classificate B o C, che sono dunque in riparazione, mentre solo 600 sono proprietari di abitazioni E, quindi totalmente inagibili. Tutti gli altri sono titolari di un contributo di autonoma sistemazione e quindi impropriamente vengono considerati come se fossero senza tetto». Per quanto riguarda, poi, la ricostruzione degli edifici privati, Chiodi ha spiegato che «i cantieri aperti sono 12.000» e che sono «disponibili 714 milioni di euro liquidi nelle casse del commissario per contributi diretti ai beneficiari, ai quali si deve aggiungere un altro miliardo e mezzo disponibile nel sistema bancario».

80, ha aggiunto, «i cantieri relativi a immobili strategici e alle scuole. Ad oggi sono stati appaltati 9 interventi su edifici pubblici, mentre 18 sono da appaltare entro il 31 dicembre tra cui la cittadella giudiziaria, che da sola 'vale' 30 milioni. E' stato ultimato il piano per le scuole del cratere con 30 milioni, mentre altri 30 sono disponibili per quelle fuori cratere non in regola con le norme antisismiche».

«Non abbiamo mai abbandonato la città», ha insistito Letta, «abbiamo risolto il problema della prefettura dell'Aquila, che andrà nel palazzo contiguo alla Banca d'Italia, che è centralissimo.

 

 3E32: «RICOSTRUZIONE COMPLETAMENTE FERMA»

 «La realtà è che la ricostruzione è completamente ferma, e manca completamente una qualsiasi forma di idea o progetto complessivo per il rilancio economico e sociale del territorio». A sostenerlo è il Comitato '3e32' che replica all'annuncio, fatto ieri dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sulla disponibilità di 14 miliardi di euro fino al 2012 per la ricostruzione dell'Aquila. «Di fronte a questa notizia - si legge in una nota - sorge spontanea una domanda: perché allora stiamo già ripagando tutte le tasse, i tributi e i mutui, mentre negli altri terremoti la sospensione è durata cinque anni? E ci chiediamo inoltre, perché da dicembre dovremo restituire il 100% dei tributi non pagati mentre negli altri disastri si è restituito meno della metà (Umbria 40%, Alessandria 10%) e dopo 12 anni?»

«A Bertolaso - prosegue il Comitato - ricordiamo ancora una volta che all'Aquila servono i fatti, non le chiacchiere e le promesse a cui siamo già abituati. In particolare è oggi fondamentale che nella manovra finanziaria di prossima approvazione sia inserito un provvedimento che garantisca al nostro territorio lo stesso trattamento finanziario che è stato adottato nelle precedenti catastrofi». «Se ciò non accadrà - si conclude nella nota - siamo pronti da subito a riprendere forme di mobilitazione, più radicali e partecipate, di quelle che ci hanno portato a bloccare l'autostrada in 20 mila e sotto Palazzo Chigi a Roma in seimila, nonostante le manganellate. Il contentino delle 120 rate, sempre da gennaio e sempre al 100%, è poco meno di una presa in giro, e noi di prese in giro non ne accettiamo più».

08/10/2010 16.52

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DANIELA STATI: «LORO GLI EROI ED IO LA SCIACALLA»

 «Io mi sono beccata l’accusa infamante di aver sciacallato sulla vicenda terremoto per aver fatto pressioni per affidare i lavori ad Abruzzo Engineering, loro fanno gli eroi».

E' quanto commenta l'ex assessore Daniela Stati dopo aver visto la conferenza stampa a Palazzo Chigi. E quel che ha visto non le è piaciuto, soprattutto dopo l'inchiesta che ha travolto lei e il ''gruppo Stati''. «Ho notato lo sguardo incantato del Presidente Chiodi che ascoltava le parole di Letta, ho udito il suo snocciolare cifre e numeri», continua Stati che si chiede se «non era questa l’occasione per fare chiarezza su quella famosa ordinanza che mi ha portato dolore e drammi familiari, vista la presenza di autorevoli esponenti del Governo, i quali tutti conoscono bene cosa è stata e cosa è Abruzzo Engineering?»

«Ero un membro della Tua Giunta», dice l'ex assessore rivolgendosi direttamente a Chiodi, «e questa precisazione poteva essere utile a ridare serenità alla Tua azione amministrativa, sapendo tu, meglio di me, che non avevo mai posto in essere atti e azioni che non fossero improntate alla assoluta trasparenza e correttezza amministrativa. Forse era questo il momento», insiste, «avendo avuto la vicenda una risonanza nazionale, di dare il giusto risalto alla verità che tu conosci benissimo. Ribadire che non ho fatto mai pressioni, che non ci sono state pressioni, che tutto è stato fatto alla luce del sole. Ma no, ti sei guardato bene. Non hai difeso un Tuo ex collega di Giunta e di partito alla quale è stata tolta e violentata la propria dignità!»

«Voi», continua Stati che nelle scorse settimane è uscita dal Pdl per approdare al gruppo misto, «siete ora “gli eroi della ricostruzione”, io la sciacalla che voleva approfittare, non avendo io abusato della mia funzione per togliere un solo centesimo ai cittadini aquilani. Ma non ci sto a questo gioco. Lo dico con forza. A 70 giorni dagli accadimenti ancora non conosco le ipotesi di reato perché ancora ci sono le indagini in corso. Ma sono sempre in attesa di un cenno di solidarietà e di chiarezza che a me, a tutt’oggi, non è stato mai riservato. Mi auguro che il presidente Berlusconi, firmatario dell’ordinanza, abbia la sensibilità di fare un gesto per precisare se io abbia mai posto in essere atti tendenti ad istigare la sua persona, come Presidente del Consiglio, o ad indurlo in errore».

«Sto nel centro destra e nel gruppo misto in attesa che qualcuno si faccia vivo», continua. «Non arretro su questo. Continuo per la mia strada, certa come sono della mia innocenza e trasparenza. I miei amici, la gente che mi conosce e chi non ha pregiudizi, chi ha letto le carte sa chiaramente come sono andate le cose. Continuo e continuerò per loro e con loro. Perché gli Amici, quelli veri, non ti abbandonano mai».

«L'ho detto in ogni sede dove è venuto fuori l'argomento Abruzzo Engineering», ha replicato Chiodi, «E lo ribadisco ancora una volta, in primis a te: non ho mai ricevuto da parte tua alcuna sollecitazione per favorire l'attività di AE, bensì solo un lecito e condiviso interessamento per garantire un futuro occupazionale ed economico alla società». «Non ritengo si debba aggiungere altro - ha concluso Chiodi - E' un chiarimento che ho sempre fornito, qualora mi è stato richiesto. Certo, non posso utilizzare ogni mia uscita pubblica per tornare sulla vicenda».

 LEGNINI (PD): «UNICA VERITA': MACERIE PER 10 ANNI»

«L'unica vera notizia contenuta nelle esternazioni dei sottosegretari Letta e Bertolaso e del commissario Chiodi è che per altri 10 anni le macerie resteranno dove sono. Per il resto si continua a dare i numeri ignorando la realtà che è sotto gli occhi di tutti», dice invece il senatore del Pd Giovanni Legnini, rispondendo alla conferenza stampa svoltasi oggi a palazzo Chigi.

«Il modello della ricostruzione a colpi di ordinanze e di risorse con il contagocce - prosegue - è quanto di peggio si potesse immaginare perché genera incertezza, confusione e non fornisce un quadro certo dei diritti di tutti i soggetti danneggiati e dei tempi necessari per ricostruire L'Aquila e i Comuni del cratere».

«Il grande merito delle dimissioni di Cialente da vice commissario - aggiunge - è quello di aver denunciato con forza tale inaccettabile situazione, il contrario dell'atteggiamento plaudente e inconcludente del commissario Chiodi. Il governo dica ora con chiarezza se intende continuare con questo andazzo, con un discusso vice commissario in più, o se vuole cambiare».

DI STANISLAO (IDV): «CHIODI E' BENE CHE SI AFFIDI AI MIRACOLI»

«Chiodi è bene che speri in qualche miracolo, perché per il lavoro ottimo e eccellente continuando di questo passo non vedo molte speranze», commenta invece il deputato dell'Idv Augusto Di Stanislao. «Il tentativo di autodifesa e di assolvimento da parte di Chiodi è grottesco e immaturo. Come sempre le bugie hanno le gambe corte. Basta venire in Abruzzo piuttosto che parlare da Roma per vedere tutte ombre e pochissime luci. Un modo di infiocchettare con tante belle parole, promesse e tante cifre buttate qua e là una situazione ancora drammatica,l'emergenza infatti non è chiusa e la ricostruzione non decolla».

«Non ci dimentichiamo», ha proseguito Di Stanislao, «di 55 mila persone che devono rientrare nella propria casa tra le quali mille sono prive di una qualsiasi sistemazione. E ancora, 12 mila disoccupati, un incremento dell'800 per cento della Cig. Chiodi parla di sfollati comodamente insediati negli hotel, ma non si preoccupa delle grandi difficoltà degli albergatori che hanno dovuto affrontare e anticipare da soli con grande senso di responsabilità e di umanità tutte le spese

e che ancora sono in attesa che gli impegni del governo vengano rispettati».

PEZZOPANE: «MONOLOGO AUTOCELEBRATIVO»

«Non è davvero un bel segnale», per l'ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, oggi assessore comunale, «»assistere alla conferenza stampa che si è svolta a Roma, in assenza dei sindaci del cratere e, soprattutto, in assenza del sindaco dell’Aquila. Troppo facile scaricare sugli assenti ogni responsabilità di ritardi e inefficienze. Eppure, quante domande avremmo avuto da porre al commissario Chiodi, al sottosegretario Letta e al capo dipartimento Bertolaso».

«Domande», spiega Pezzopane, «ma anche risposte, delle quali, evidentemente, si ha paura. Come ad esempio quella sulla dichiarazione forse più eclatante e più sconcertante nella sua falsità. Vale a dire che la ricostruzione dei centri storici, e in particolare quella del centro storico dell’Aquila, sarebbe ferma perché i Comuni non provvedono a elaborare i piani. Se fossimo stati presenti avremmo potuto rispondere che i piani non si possono fare perché mancano i finanziamenti, e le pubbliche amministrazioni non possono pianificare senza una previsione di spesa, così come mancano gli strumenti normativi, dal momento che siamo in ancora in presenza di una selva di ordinanze spesso in contraddizione tra loro, rispetto alle quali abbiamo chiesto più volte, inutilmente, di fare chiarezza attraverso una legge organica».

Per Pezzopane, insomma «a Roma è andato invece in scena un monologo autocelebrativo senza contraddittorio, in cui si è glissato sulle 26mila persone che aspettano da febbraio il contributo di autonoma sistemazione, sulla vergognosa questione delle tasse, che restituiremo al 100 per cento, sui 70 anni che ci vorranno per smaltire la macerie (altro che ricostruzione!), sulla cassa integrazione aumentata dell’800 per cento, sui 700 alunni in meno che si sono iscritti nelle nostre scuole, che vuol dire 700 famiglie che se ne vanno, o giu di lì, sui 122 alloggi del fondo immobiliare promessi e mai consegnati, e intanto duemila persone sono ancora in albergo fuori città».

I dati forniti sull’assistenza alla popolazione dal Commisasrio Chiodi, «secondo cui sarebbero solo 600 le persone assistite, poi, sono farneticazioni smentite dal suo stesso ufficio stampa, che tre giorni fa ha diffuso l’ultimo report parlando di 55.584  assititi. Perché il commissario, il suo nuovo vice e tutti i signori che oggi si sono prodotti in un monolgo volutamente senza contraddittorio non vengono all’Aquila a parlare di terremoto? Siamo stufi di essere presi in giro e di essere strumentalizzati nei momenti in cui scende il consenso del premier. La nostra tragedia merita serietà e rispetto».

09/10/10 9.32